Bando Estate Latina 2026: Ranaldi, “Un bando che chiede tutto e non garantisce nulla. Servono chiarezza e modifiche immediate”
L’Avviso Pubblico per la presentazione di proposte ed eventi da inserire nel calendario “Estate Latina 2026”, approvato dalla Giunta Municipale per i prossimi mesi estivi, secondo il consigliere comunale di PerLatina2032, “Presenta gravi lacune che rischiano di scoraggiare la partecipazione di associazioni, enti del terzo settore e operatori culturali, scaricando su di loro costi, responsabilità e rischi che l’Amministrazione non quantifica e non chiarisce”. E promette un’interrogazione comunale.
“Da una attenta lettura del testo del bando Estate Latina 2026 emergono criticità strutturali che, se non corrette, rendono il bando difficilmente sostenibile per chi dovrebbe animare l’estate cittadina”, ha dichiarato Nazzareno Ranaldi, consigliere comunale di opposizione (in quota PerLatina2032). L’avviso pubblico relativo al periodo 1° giugno – 30 settembre 2026, “Presenta gravi lacune che rischiano di scoraggiare la partecipazione di associazioni, enti del terzo settore e operatori culturali, scaricando su di loro costi, responsabilità e rischi che l’Amministrazione non quantifica e non chiarisce”.
Innanzitutto, Ranaldi sottolinea come, per gli eventi, il Comune fornisce solo il palco e non menziona l’impianto audio-luci: “L’Art. 7 dell’Avviso elenca gli impegni dell’Amministrazione: promozione, patrocinio, eventuale chiusura di strade, installazione di un palco o pedana, presidio sanitario, ordine pubblico. Non vi è alcuna menzione di fonica, amplificazione o impianto luci. Questi costi, decisivi per qualunque evento musicale o di spettacolo, restano interamente a carico del soggetto proponente, secondo il generico richiamo dell’Art. 8 a ‘tutti i costi necessari per la realizzazione, sia in termini di attrezzature che di personale’.
Inoltre, “In nessun articolo del bando è indicato un importo, un tetto massimo o una modalità di erogazione di eventuale contributo economico. L’unico riferimento compare, indirettamente, all’Art. 12 sulla privacy, dove si parla di ‘concessione di eventuali finanziamenti’ senza alcun dettaglio. Un proponente non è quindi in grado di costruire un piano economico-finanziario credibile prima di presentare la propria candidatura”, aggiunge Ranaldi.
Senza chiarezza, aumentano i dubbi sulla possibile gratuità degli eventi: “La griglia di valutazione dell’Art. 10 assegna fino a 10 punti per la ‘gratuità dell’iniziativa all’utenza’. Si crea così un evidente paradosso: senza fonica, luci e contributo economico certo, un proponente potrebbe avere necessità di un biglietto per sostenere i costi dell’evento, ma scegliendo questa strada perde punteggio in graduatoria rispetto a chi propone eventi gratuiti, indipendentemente dalla sostenibilità reale del progetto”.
Non ultimo, aggiunge il consigliere, “L’Art. 8 pone a carico del soggetto proponente, oltre ai costi organizzativi, anche una serie di oneri: tutte le autorizzazioni, SCIA, nulla osta e contributi erariali se dovuti; il rispetto delle norme di sicurezza, prevenzione infortuni e igiene del lavoro; ogni danno a cose, persone o terzi, con sollevazione totale del Comune da responsabilità; una copertura assicurativa con ‘massimale congruo’, espressione generica e non quantificata; in caso di mostre, anche il rischio di furto o danneggiamento delle opere esposte. Un trasferimento di responsabilità sbilanciato, che rischia di scoraggiare proprio i soggetti più piccoli e meno strutturati, privi di coperture assicurative adeguate o di un ufficio legale interno”. E le tempistiche rimangono brevi: “Il termine per la presentazione delle domande è fissato al 21 giugno 2026, a fronte di un calendario che decorre formalmente dal 1° giugno 2026. Una parte della stagione risulta quindi già trascorsa al momento della scadenza del bando, mentre per gli eventi successivi restano tempi molto ristretti tra approvazione e realizzazione, a discapito della qualità organizzativa”.
Ancora, rimangono punti contradditori. Ranaldi fa notare che “La tabella dei punteggi dell’Art. 10 presenta una incongruenza testuale: per il criterio ‘Qualità dell’iniziativa’ si indica un massimo di 30 punti, ma il giudizio ‘Ottimo’ vale 40 punti. Un errore che, in un atto amministrativo destinato a produrre graduatorie e ad assegnare risorse pubbliche, non è accettabile e genera incertezza sui criteri reali di selezione”. Nel testo poi, “L’Amministrazione si riserva la facoltà di sospendere, modificare o annullare in tutto o in parte il procedimento e di variare unilateralmente il calendario, anche per eventi atmosferici, senza che ciò generi obblighi negoziali nei suoi confronti. Allo stesso tempo, se il proponente chiede una variazione di data non accolta secondo i criteri dell’Art. 6, decade dal diritto alle somme economiche eventualmente concesse. Una asimmetria di garanzie che pesa interamente su chi investe tempo, risorse e responsabilità personali nella realizzazione dell’evento”.
Un bando da rivedere: “Promuovere eventi culturali e turistici in città, sulla marina e nei borghi è un obiettivo che condividiamo. – conclude Ranaldi – Ma un Avviso Pubblico che non garantisce supporto tecnico essenziale, non quantifica i contributi economici, penalizza chi è costretto a richiedere un biglietto per sostenersi e trasferisce sul proponente quasi tutti i rischi, non favorisce la partecipazione: la scoraggia, soprattutto per le realtà associative più piccole e meno strutturate finanziariamente.
“Per questo chiediamo formalmente all’Amministrazione comunale di modificare il bando prima della scadenza dei termini, nei punti indicati. Annunciamo da subito la presentazione di un’interrogazione consiliare per ottenere chiarimenti puntuali su questi aspetti e per chiedere che il bando venga corretto nell’interesse delle associazioni, degli operatori culturali e dell’intera città. Riteniamo importante investire nella cultura ed è necessario farlo secondo criteri che valorizzino le attività proposte dalla cittadinanza. Latina ad oggi non è presente con un suo cartellone artistico di alto livello, come ad esempio lo vediamo nella programmazione di Norma e Sabaudia”.
