AUTORICICLAGGIO, IL RE DEI GUADAGNI FACILI AI DOMICILIARI

Francesco Osanna
Francesco Osanna

Promettevano guadagni anche del 400% del capitale, investimenti sicuri in grado di generare profitti da favola. Il pacchetto veniva presentato ai potenziali investitori in maniera allettante, anche tramite riunioni virtuali via “zoom” e convention dedicate alle strategie finanziarie. Eventi organizzati tra un viaggio e l’altro, con destinazione Emirati Arabi, Dubai, Finlandia o Australia. Così si presentava quello che la Guardia di Finanza di Latina definisce un sodalizio con base a Latina, il cui promotore era Francesco Osanna, il quale si presentava come imprenditore capace di far fruttare i soldi.

Un passato nella destra pontina, tra gruppi giovanili, Alleanza Nazionale e Casapound, il 48enne Osanna – che come riportava la nota trasmissione di inchiesta televisiva “Report”, nel 2017 rimase coinvolto in un’operazione della Guardia di Finanza, che indagava su una truffa internazionale ai danni di privati cittadini – è stato coinvolto in questa ultima indagine di Procura e Guardia di Finanza di Latina. Negli ultimi anni, Osanna si era avvicinato a Fratelli d’Italia, il partito della premier Giorgia Meloni. Il latinense, assistito dall’avvocato Salvatore Sciullo, sosterrà l’interrogatorio di garanzia nei prossimi giorni.

Lunedì scorso, su disposizione del Procuratore della Repubblica di Latina, i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Latina hanno dato esecuzione alla misura cautelare personale degli arresti domiciliari, emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Mara Mattioli, nei confronti di un soggetto operante nel settore finanziario, Francesco Osanna, con un passato in Casapound e movimenti di estrema destra, già noto alle cronache.

Altre due persone sono state attinte dalla misura interdittiva del divieto di esercitare attività imprenditoriali e di rivestire uffici direttivi di persone giuridiche e delle imprese.

Il provvedimento cautelare scaturisce da un’attività d’indagine per fatti fino al 2023, coordinata dalla Procura della Repubblica di Latina e condotta dai Finanzieri del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria, guidati dal tenente colonnello Nicola Davide Lorenzo, che ha consentito di acquisire gravi indizi di colpevolezza in ordine a presunte ipotesi di associazione a delinquere finalizzata alla commissione dei reati di esercizio abusivo dell’attività di intermediazione finanziaria, autoriciclaggio e trasferimento fraudolento di valori. L’indagine è stata coordinata in un primo momento dal pubblico ministero Andrea D’Angeli.

In particolare, il quadro riscostruito dalla capillare attività di indagine condotta dalle Fiamme Gialle ha consentito di raccogliere circostanziati elementi in ordine a un sodalizio criminale, con base a Latina, dedito all’attività di raccolta abusiva del risparmio tra il pubblico, sia in Italia che all’estero.

Le somme percepite, anziché essere utilizzate in investimenti, come prospettato e garantito ai numerosi investitori in buona fede, venivano reimpiegate dagli indagati in attività economiche, finanziarie, imprenditoriali e speculative, configurando in tal modo l’ipotesi di autoriciclaggio.

Tale attività è stata realizzata in violazione della normativa in materia di intermediazione finanziaria, in assenza delle prescritte autorizzazioni all’esercizio professionale dell’attività di consulenza nel settore degli investimenti.

Dagli accertamenti eseguiti sono emerse, infine, numerose operazioni di trasferimento di beni e di somme di denaro – anche attraverso la costituzione di trust – nonché di strumentali avvicendamenti nelle cariche delle società utilizzate nell’attività delittuosa, con il solo fine di mascherarne e dissimulare la reale proprietà ed evitare eventuali aggressioni patrimoniali.

Contestualmente alle misure cautelari personali, veniva disposto anche il sequestro preventivo del profitto dei reati ipotizzati a carico degli indagati, fino alla concorrenza di circa 800.000 euro.

Il gruppo di Osanna sosteneva il progetto “Club MTM Recovery Platform”, una piattaforma che ha attirato centinaia di piccoli investitori in tutta Italia. Persone tra Latina e spesso poco avvezze agli scintillanti termini dell’alta finanza. Ma tutti con la voglia di mettere a frutto i propri risparmi. E così gli investimenti sono arrivati a pioggia, con somme variabili tra i 500 e i 50.000 euro. Un fiume di denaro sparito nel nulla. Nessun profitto ma soprattutto nessun rimborso, al contrario di quanto assicurato nero su bianco. La maxitruffa è stata denunciata al momento da circa 50 persone, ma le vittime potrebbero essere molte di più. L’indagine è in mano alla Procura di Latina ed è affidata alla Guardia di Finanza che ha già effettuato una serie di accertamenti, ascoltando diverse vittime del sistema.

La querela collettiva è stata depositata dalla “Afue” (Associazione Vittime di Truffe Finanziarie Internazionali) nei confronti di due società, una con sede a Latina e l’altra a Roma, entrambe coinvolte nel progetto “Club MTN Recovery Platform”. COME FUNZIONAVA Gli investitori, secondo l’accusa, venivano attirati attraverso numerosi eventi in videoconferenza durante i quali i promotori «indicavano ai potenziali investitori le modalità di adesione al progetto, i rendimenti promessi e come poter prelevare i propri guadagni» si legge nella denuncia. La piattaforma prevedeva la raccolta di denaro fino al raggiungimento di un milione di euro «al fine di poter attivare un titolo bancario», ma nel concreto non veniva fornita «nessuna spiegazione sull’effettiva natura di tale titolo» sottolinea l’Afue nella denuncia. Nelle carte firmate dai querelanti non c’erano dettagli sugli investimenti concreti che si intendeva realizzare, ma i numeri erano allettanti. Un esempio: 4mila euro avrebbero fruttato 37.344 euro in appena 4 mesi.

“Nel contratto – spiega l’associazione – era inoltre indicato che in caso di mancata realizzazione di questi generici progetti, entro 6 mesi dalla data di versamento i denari dei risparmiatori sarebbero stati restituiti”.

Di mesi ne sono passati molti più di 6. In alcuni casi sono passati due anni, ma dei rimborsi neanche l’ombra. Dal 2023 sono iniziati i soliti rimpalli di responsabilità con lettere, mail, ma anche messaggi in chat e vocali. Tutti gli investitori hanno tentato di riavere indietro il denaro, ma a quanto pare nessuno ci è riuscito. Di certo non ci sono riusciti i 50 truffati che hanno già presentato la denuncia, solo per loro si parla di una somma sottratta di oltre 500.000 euro ma il sospetto dell’associazione Afue è che i numeri siano addirittura più alti.

“Sarebbe opportuno – commentava Daniele Pistolesi, presidente dell’associazione Afue, a Il Messaggero un anno fa – che chi ha perso i propri denari per ipotesi di investimenti finanziari, valutasse l’eventualità di portare all’attenzione delle autorità competenti i comportamenti posti in essere per raccogliere denaro dai singoli cittadini convincendoli che sarebbero stati investiti in prodotti finanziari”.

Tante sono state le persone a caccia del guadagno facile con investimenti di varie proporzioni che andavano dai 500 ai 50.000 euro. Un esempio: per un investimento di 4.000 euro si prometteva un guadagno di 37.334 euro in appena 4 mesi. Tutto sarebbe stato una trappola: passavano i mesi e i soldi degli investitori sarebbero spariti.

Quella che è considerata una “maxi-truffa” è stata denunciata da decine di persone anche in anni successivi agli anni in cui si ferma l’indagine odierna che è un compendio di di vari filoni. Le vittime potrebbero essere di più, secondo l’Afue, addirittura 700, molte sono residenti nel Triveneto. La querela collettiva, nel 2025, è stata depositata dalla Afue nei confronti di due società, una con sede a Latina e l’altra a Roma, entrambe coinvolte nel progetto “Club MTN Recovery Platform”.

Intanto, con una nota, l’avvocato difensore dichiara: “La notizia degli arresti domiciliari ai quali è stato sottoposto Francesco Osanna ha dell’inverosimile. Sin dall’inizio della sua attività imprenditoriale ha sempre operato alla luce del sole, attraverso società riconducibili direttamente alla sua persona ed agendo nel pieno rispetto delle regole. Tra le contestazioni che vengono mosse ci sono vicende per le quali si sono già svolti procedimenti penali presso altri tribunali, conclusi con l’assoluzione di Francesco Osanna. Ulteriori posizioni sono state totalmente definite dall’imprenditore, tramite transazioni ufficiali certificate da studi legali. Osanna è pronto a chiarire la sua posizione anche con la Procura di Latina,
verso la quale nutre profondo rispetto, dove nel marzo scorso ha depositato denuncia verso due ex soci per uso improprio delle quote. L’imprenditore è certo che anche da questa vicenda uscirà indenne ed invita i mezzi di comunicazione a tenere conto della sua posizione, come impongono il diritto/dovere di cronaca e la deontologia professionale”.

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