ASILO NIDO CHIUSO A CORI: “AMMINISTRAZIONE INADEMPIENTE E OMISSIVA”

I consiglieri di minoranza: “Il caso, tutto da chiarire, della chiusura dell’asilo nido che apre interrogativi politico-amministrativi”

“Nei giorni scorsi, a seguito di un’ordinanza di chiusura immediata di un asilo nido e scuola materna privati di Cori, avviati circa 20 anni fa, che risulterebbero privi di autorizzazioni, emergerebbero gravissime inadempienze ed omissioni da parte dell’Amministrazione comunale, che vanno ben oltre il caso odierno”. Lo dichiarano, in una nota, i consiglieri comunali d’opposizione, Germana Silvi e Evaristo Silvi.

“Secondo una ricostruzione dei fatti, realizzata sulla base di testimonianze di alcuni genitori, nella scorsa primavera, l’INPS avrebbe interrotto l’erogazione dei bonus-asilo nido in quanto, a seguito delle verifiche di routine sulla regolarità della loro erogazione alle famiglie, l’amministrazione Comunale avrebbe dichiarato che la struttura sarebbe priva delle necessarie autorizzazioni. 

Ma nell’Ordinanza emessa dal responsabile del SUAP, si legge che questa mancanza di autorizzazioni sarebbe stata accertata formalmente solo il 17 agosto 2026 e non nella primavera scorsa. Inoltre, solo il 2 ottobre, quando l’asilo e la scuola materna erano attive già da oltre un mese, l’Ente ha emesso l’Ordinanza Dirigenziale urgente per la sospensione immediata delle attività, giustificandola, non solo con l’assenza di ogni autorizzazione ma anche di qualsiasi procedimento istruttorio in essere.

Sarebbe però emerso da fonti attendibili che la struttura, autorizzata regolarmente nel 2007 solo come asilo nido, avrebbe presentato nel 2011 l’istanza per l’apertura della scuola materna, e successivamente nel 2016, la SCIA per il trasferimento di sede delle due attività”.

A questo punto i consiglieri di minoranza interrogano l’amministrazione comunale per sapere se, come riportato nell’ordinanza del SUAP, “agli atti del Comune di Cori non risultano rilasciate autorizzazioni per l’esercizio di strutture educative per l’infanzia, né risultano pendenti procedimenti istruttori volti al rilascio delle stesse”, oppure se le istanze siano state regolarmente presentate dalla società che gestisce la struttura, ma non siano mai state lavorate e i procedimenti non siano mai stati conclusi. 

“Se venisse confermata questa seconda ipotesi, la situazione sarebbe gravissima, perché farebbe emergere che il SUAP, per 15 anni, non avrebbe lavorato i procedimenti amministrativi presentati da una società privata, e riferiti ad una struttura educativa, quindi particolarmente delicati. Non solo, sempre per 15 anni i servizi sociali comunali non avrebbero neanche espletato la vigilanza annuale, obbligatoria per legge.  Eppure, questa struttura educativa attiva da 20 anni è stata frequentata da centinaia di bambini, tra i quali anche figli e nipoti degli amministratori che si sono avvicendati in questi venti anni, compresi quelli attualmente in carica da 10 anni”.

“Non solo, questa struttura ha operato interfacciandosi regolarmente con la scuola primaria, per tutte le attività che afferiscono alla continuità educativa, ed è dotata della necessaria segnaletica stradale apposta dall’amministrazione comunale.

Oggi, a distanza di quasi due settimane dall’ordinanza di chiusura, il disagio delle 50, più o meno, famiglie che portavano i bambini in questa struttura è enorme, perché si sono visti togliere, dalla sera alla mattina, un servizio pubblico essenziale, non avendo avuto il tempo e il modo per organizzarsi diversamente. 

Infatti, l’ordinanza di sospensione immediata, emessa per una presunta “pericolosità”, non è stata preceduta dalla comunicazione dell’avvio del procedimento, eppure, se fosse stata così urgente come si sostiene, la si sarebbe dovuta emettere molti mesi prima, nella scorsa primavera quando sarebbe stata accertata l’irregolarità!

Inoltre, sempre se venisse confermata l’assenza di autorizzazioni, l’erogazione dei bonus-asilo nido sarebbe da considerare un illecito penale ai danni dello Stato, con le conseguenze che si possono ben immaginare a carico sia della struttura sia delle famiglie.

Il problema va ben al di là del caso odierno che riguarda l’asilo nido in oggetto, e i consiglieri di minoranza hanno ripetutamente attenzionato la gestione del SUAP, dell’Area Welfare – Servizi Sociali e dell’Ufficio Urbanistica, ma senza le necessarie risposte da parte dell’amministrazione di De Lillis”.

“Per quanto riguarda il SUAP, la cui delega da 9 anni a questa parte è stata assegnata alla consigliera ed ex-Presidente del Consiglio Comunale Annamaria Tebaldi, che l’ha rimessa a seguito del coinvolgimento nell’abuso edilizio della villa di famiglia, si sono anche dichiarati contrari all’esternalizzazione dei procedimenti al SUAP Associato della Comunità Montana dei Castelli Romani e Prenestini, mantenendo le responsabilità autorizzative in capo al comune di Cori. Una scelta che frammenta la gestione, crea distanze tra amministrazione e cittadini/imprese, e soprattutto, innesca una scarsa trasparenza. Tra l’altro il servizio SUAP è privo di personale adeguato e le recenti assunzioni si sono rivelate un fallimento, avendo i neoassunti abbandonato l’incarico.

Per quanto riguarda i Servizi Sociali, la cui delega è tuttora in capo alla stessa Tebaldi, si ricorda la mancanza di trasparenza della gestione dell’Housing First realizzato senza la necessaria cessione del bene a terzi. Anche qui il personale, recentemente aumentato con nuove assunzioni, non è adeguato ai fabbisogni del territorio.

Per finire,  le responsabilità del settore Urbanistico, ufficio sempre coinvolto nei procedimenti relativi alle attività produttive, il cui assessorato è in mano alla consigliera Elisa Massotti, ufficio la cui gestione è particolarmente opaca, a partire dalle modalità di gestione degli abusi edilizi, delle varianti semplificate al PRG come quella che ha portato all’approvazione del  Borgo Protetto, e di tanto altro ancora”.

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