APRILIA. COLLI DEL SOLE, LA DISCARICA “ECLISSATA” DA STAMPA E POLITICA

L'area della discarica a Casalazzara, Aprilia
L'area della discarica a Casalazzara, Aprilia
il cancello d'ingresso per le auto di quella che potrebbe diventare la discarica
Il cancello d’ingresso per le auto di quella che potrebbe diventare la discarica

“Per forza si stanno zitti i politici, alcuni hanno i terreni qui intorno”. Il terribile silenzio e i sospetti dei cittadini intorno alla discarica di Casalazzara, un progetto della Ecosicura presentato nel dicembre del 2017 e per il quale la Regione, ancora oggi, non ha preso una decisione. Ma nessuno dice più nulla, mentre le discariche stanno iniziando a riaprire.

Il mondo di immondizia (3.0)

Siamo in una località chiamata “Casalazzara”, ad Aprilia. Per alcuni metri, due strade immerse nel cuore del morbido sali e scendi tra le colline della campagna apriliana si uniscono nel cerchio di una rotatoria creata al centro di un disco d’erba dal quale, da qualche mese, è spuntata una strana sfera.

La scultura di Casalazzara
L’opera di Alessandra Fiordaliso “Pianeta 3.0”

È fatta di ferro e plastica, ed è opera di una artista della zona (Alessandra Fiordaliso, “artista del logico riuso”, così come definisce sé stessa). L’opera si chiama “Pianeta 3.0”. In qualunque altro luogo, questa sfera di ferro piena di oggetti recuperati dall’immondizia e messi, proprio così come sono stati trovati, a popolare un mondo fatto di bambole immalinconite dall’abbandono e oggetti di uso comune, suonerebbe come un monito. Il monito a riciclare, a non inquinare con la propria immondizia il mondo prima che esso diventi come quella sfera di immondizie. Ma sullo sfondo di questo (un po’ didascalico) monumento si intravvedono scorci di campagna che presto potrebbero diventare una discarica da 1.350.000 metri cubi di rifiuti e intorno a quest’opera, ogni giorno, potrebbero girare decine e decine di camion della spazzatura, a meno di 500 metri dalle case.

La discarica che non è una discarica

Nonostante la stampa non se ne occupi più molto e da tempo, ormai, gli abitanti del luogo non hanno dimenticato il progetto dell’avvocato Fiorillo e della sua società, la “Ecosicura”.

Questa è la distanza dei centri abitati dalla discarica. Dovremo per forza di cose specificare che si tratta di strumenti online quelli fatti per le misurazioni e che sono solo ed esclusivamente indicativi.
Nell’immagine, la distanza dei centri abitati dalla discarica. È utile specificare che sono stati utilizzati strumenti online per le misurazioni, pertanto quest’ultime sono solo ed esclusivamente indicative

Un nome senz’altro “rasserenante” come lo sono sempre state le parole dell’avvocato Vincenzo Fiorillo, imprenditore di vecchia data nel settore, che a gennaio del 2018, quando si cominciò a parlare di una discarica ad Aprilia tenne subito a precisare come il suo fosse il progetto non già per una discarica ma bensì per un “Deposito Residui Innocui” perché, assicurava Fiorillo, “sarà dedicato ad accettare esclusivamente residui innocui prodotti dagli impianti di trattamento e valorizzazione presenti sul territorio regionale, per chiudere razionalmente il ciclo dei rifiuti e superare definitivamente il concetto tradizionale e obsoleto di discarica di rifiuti indifferenziati”.

L'avvocato Vincenzo Fiorillo dal giornale online "Brindisinum.net"
L’avvocato Vincenzo Fiorillo – foto dal giornale online “Brindisinum.net”

I rifiuti indifferenziati non trattati non si possono comunque già conferire da un bel po’ di anni in discarica, ovviamente, ma Fiorillo conta con una esperienza tale da non lasciar dubitare del fatto che si tratti di un grande progetto. Del resto, ha collaborato con i più grandi imprenditori del settore, compreso l’avvocato Manlio Cerroni (ne faceva un vanto nella sua nota di gennaio) anche se ci teneva a precisare che Cerroni con la Ecosicura non c’entra nulla.

“Alcuni politici stanno zitti perché gli conviene”. Il sospetto sui silenzi della politica di alcuni residenti spaventati

 alcuni degli striscioni che sono sparsi in giro per il quartiere.
Uno degli striscioni affissi in giro per il quartiere di Casalazzara

Coloro che abitano nelle numerose aree residenziali intorno guardano a questa possibile discarica come un coltello piantato nel cuore della valle tra le colline coltivate e un po’ lo sembra, infilata com’è dentro alla proprietà dei coltivatori che parlano davvero con difficoltà del tema, terrorizzati che il loro lavoro vada in fumo. Non c’è ingresso al borgo di Casalazzara né quartiere o area residenziale da queste parti, che non esponga un eloquente striscione per dire il proprio no alla discarica. In maniera molto più esplicita di certe polemiche che traboccano spesso con toni magniloquenti dai giornali per altre situazioni ambientali che evidentemente attirano di più l’attenzione (se non altro degli editori, più che dei lettori). Ma non tutti i residenti sarebbero spaventati dall’arrivo della discarica. Infatti, ci dicono con prudenza, che qui intorno abiterebbero dei consiglieri comunali che invece sembrano non vedano l’ora che si faccia la discarica per poter vendere a prezzo maggiorato i loro campi “Per forza si stanno zitti”, insinuano. Voci di paese, più che altro, in un ambiente in cui sono invece i silenzi a pesare di più. E in effetti nessuno parla mai di questa discarica, seppure, a differenza di altri progetti sparsi per il Lazio, non abbia ancora ricevuto un no da parte della Regione, anzi.

Il progetto è vivo e lotta insieme a noi. Ma il Comune di Aprilia cosa ha fatto in tutto questo tempo?

Roma, 31 luglio 2019. Alla Pisana si valutano i documenti di un impianto di fotovoltaico da 40 MWp di potenza della siocietà Stin, proprio dalle parti di Casalazzara. Nel documento si legge che ci sarebbe un cumulo di progetti sull’area perché esiste anche un altro progetto, con differente impatto, rispetto ad un campo fotovoltaico.

Il progetto della discarica
Il progetto della discarica

“Nella stessa porzione di territorio – si legge nel documento regionale – a una distanza di circa 400 metri in linea d’aria è in corso la procedura di V.I.A del progetto proposto dalla Ecosicura per la realizzazione di un deposito residui innocui”. Per tanto sappiamo che, nonostante la richiesta di Valutazione sia arrivata dall’azienda il 22 dicembre del 2017, ad ottobre del 2019 (nonostante la procedura abbia iniziato il suo iter in tempi da record) ancora non si sa nulla del destino del progetto della discarica di Casalazzara. Una discarica che, agli albori del 2018 aveva causato molte dichiarazioni ma che ora, evidentemente non interessa più a nessuno, sebbene maggioranza ed opposizione apriliane, a loro tempo, avevano annunciato (come è consuetudine) terribili barricate. Ma il Comune di Aprilia, almeno qualche osservazione al Piano Rifiuti per far notare che, per esempio, la zona residenziale di Colli del Sole sta a meno di 500 metri dalla discarica (o deposito di innocui che dir si voglia) l’avrà fatta? E se non l’ha fatta la maggioranza, sicuramente qualche solerte osservatore delle opposizioni, sempre pronto a proclamarsi paladino dell’ambiente che abbia fatto queste ed altre osservazioni ci sarà stato. Non ci sono dubbi.

Colli del Sole, le case a poche centinaia di metri dal sito

Alla fine, non resta che far notare che, mentre in tutto il Lazio si cominciano a riaprire le discariche (ora è toccato alla Viterbo Ambiente ottenere il pass, per esempio) ad Aprilia c’è questo piccolo particolare da quasi un milione e mezzo di metri cubi di “residui” che potrebbero arrivare, caricati sui camion a girare intorno al monumento per l’ambientalismo, il tutto a 500 metri dalle case di Colli del Sole.

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