APRILIA, AUTORIZZATO L’IMPIANTO CSS DI RIDA: TRATTERÀ MIGLIAIA DI TONNELLATE DI RIFIUTI

L'area dove sorgerebbe l'impianto CSS ad Aprilia
L'area dove sorgerebbe l'impianto CSS ad Aprilia

Impianto di produzione e raffinazione CSS-combustibile proposto ad Aprilia: c’è l’ok definitivo della Regione Lazio

È arrivato il lasciapassare definitivo, nonostante il diniego del Comune di Aprilia, all’impianto di combustibile solido secondario presentato dalla società Mts Ambiente Innovazioni e Tecnologie, controllata dal patron di Rida Ambiente, Fabio Altissimi, che gestisce già l’altro impianto Tmb (Trattamento meccanico biologico) di Via Valcamonica. Quest’ultimo, come noto, raccoglie gran parte del rifiuto indifferenziato dei vari comuni della provincia di Latina.

L’ultimo step si è svolto nella conferenza dei servizi del 23 giugno scorso quando gli enti hanno dato parere favorevole al cosiddetto Paur (provvedimento autorizzatorio unico regionale). Tutti d’accordo all’impianto: sia la Regione che la Provincia di Latina, tranne il Comune di Aprilia.

Il progetto, incardinato da mesi in una conferenza dei servizi indetta dalla Regione Lazio per la valutazione d’impatto ambientale, si propone la realizzazione e l’esercizio di un impianto di trattamento di rifiuti con produzione di CSS, avente una capacità in ingresso pari a 495.000 di di tonnellate di rifiuti all’anno. Le osservazioni firmate dal Dirigente del Servizio Ambiente del Comune di Aprilia Marco Paccosi e dal tecnico Gabriele Rezzini premettono che, ad ogni modo, l’impianto presenta comunque una capacità di trattamento potenziale fino a 825.000 tonnellate all’anno incrementando la frequenza di gestione a 20 ore ogni giorno.

L’impianto di Mts sorgerebbe, come noto, in Via Valcamonica su un lotto di terreno classificato come “zona territoriale omogenea di tipo E agricola” secondo il vigente P.R.G. comunale. Il Servizio Ambiente del Comune apriliano sottolinea che si tratta di “un intervento il cui assenso si configura come variante allo strumento generale comportante una nuova destinazione dell’area in “industriale”, dall’originaria destinazione “agricola” attualmente stabilità dagli strumenti di pianificazione“.

“Tale considerazione – continuavano le osservazioni del Servizio Ambiente del Comune di Aprilia – assume particolare rilievo atteso che l’impianto viene proposto in prossimità di altri impianti esistenti, destinati al trattamento dei rifiuti, i quali hanno già determinato e sottratto alla destinazione agricola originaria suolo per circa 10,5 ettari. Il nuovo impianto così come i limitrofi esistenti si collocano all’interno di un tessuto agricolo fortemente impattato da edificazione residenziale, delimitata con la “Variante speciale per il recupero dei nuclei abusivi”, approvata dalla Regione Lazio, con successiva presa d’atto del Consiglio comunale di Aprilia. Un aspetto, quello evidenziato dai tecnici dell’Ambiente comunale, che assumeva valore in quanto la classificazione dell’attività proposta si configura quale “industria insalubre” di prima classe.

Per quanto riguarda i rifiuti che andrebbero trattati nel nuovo impianto, alcuni dei codici EER richiesti dalla società proponente “sono già gestiti presso l’esistente ed adiacente impianto TBM”, ossia quello di Rida Ambiente Srl.

Furono severe, peraltro, le osservazioni del Servizio Ambiente alla voce “Impatti” sul territorio che il nuovo impianto avrebbe. Il nuovo impianto, infatti, prevede ulteriore impermeabilizzazione di suolo “agricolo”per una superficie di circa 2 ettari e, considerando che Aprilia, per l’anno 2020, contribuisce al 10% del consumo di suolo a livello provinciale, vi è la necessità di tutela della risorsa del suolo “mediante un giusto equilibrio tra la valorizzazione del sistema agricolo e le necessità di prevedere nuovi interventi di trasformazione del territorio”.

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