ALGHE SUL LUNGOMARE DI FORMIA, EV: “È BENE RAGIONARE SUI DATI”

Europa Verde chiede al Comune la determinazione della specie, l’attivazione della sorveglianza su Ostreopsis e la pubblicazione dei dati di azoto e fosforo allo scarico degli impianti che recapitano nel Golfo

“In merito alle dichiarazioni con cui il Sindaco di Formia ha rassicurato la cittadinanza sulla presenza di alghe lungo il litorale — fenomeno definito naturale, legato alle alte temperature e privo di rischi per l’uomo, con rinvio ai dati di balneazione del Ministero della Salute — il Circolo Europa Verde di Formia e Sudpontino ritiene necessario distinguere fra rassicurazione e informazione: la prima si dichiara, la seconda si documenta.

1. «Alghe» non è una diagnosi “Il termine copre organismi molto diversi per ecologia e per implicazioni sanitarie. Nel Golfo di Gaeta la presenza di Ostreopsis cf. ovata è documentata in letteratura scientifica da circa vent’anni: una microalga potenzialmente tossica che, per via dell’aerosol marino, può provocare sindromi respiratorie e irritative anche in chi non entra in acqua. Non affermiamo che sia questo il caso in corso: affermiamo che, senza la determinazione tassonomica e le densità cellulari rilevate da ARPA Lazio, nessuno è in condizione di escludere rischi. Escludere prima di conoscere non è rassicurare”.

2. Il monitoraggio di balneazione non misura le fioriture algali. “Il controllo delle acque di balneazione si fonda su due parametri microbiologici di origine fecale: Escherichia coli ed enterococchi intestinali. Non misura i nutrienti, non misura le fioriture algali e non misura Ostreopsis, per la quale esiste un protocollo di sorveglianza distinto e stagionale. Citarne l’esito favorevole come prova dell’assenza di un problema algale è un errore di categoria”.

3. La temperatura è un moltiplicatore, non la causa. “Le fioriture si sviluppano dove trovano azoto e fosforo: il caldo accelera, non innesca. Il litorale di Formia ricade in area sensibile ai sensi della DGR Lazio 116/2010 e, a sedici anni da quella designazione, non risulta che agli impianti di depurazione che recapitano nel Golfo siano stati applicati i limiti più restrittivi per azoto e fosforo previsti per le aree sensibili. A ciò si somma la mancata delocalizzazione degli impianti di itticoltura. Il caldo, quest’estate, c’è ovunque; il carico di nutrienti no”.

Il Circolo non chiede allarmismo: chiede dati. Se le analisi confermeranno le rassicurazioni del Sindaco, saremo i primi a darne atto pubblicamente. Ma i dati vengono prima delle rassicurazioni, non dopo.

Le richieste al Comune di Formia

  • La pubblicazione della determinazione tassonomica e delle densità cellulari rilevate, con date e punti di prelievo.
  • L’attivazione, per l’intera stagione balneare, della sorveglianza su Ostreopsis nei tratti interessati, in raccordo con ARPA Lazio e ASL.
  • La pubblicazione dei dati di azoto e fosforo allo scarico degli impianti che recapitano nel Golfo e lo stato delle relative autorizzazioni.
  • Un’informazione al pubblico che distingua i parametri effettivamente misurati da quelli non misurati.

Di questo si parlerà anche venerdì 24 luglio, alle ore 19.30, presso il Klaton Hotel di Formia, nell’incontro «Pace, clima, diritti» promosso dal Circolo.

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