“ADDORMENTATI SENZA ROMPERE LE PALLE”, MADRE VIOLENTA CONDANNATA A 4 ANNI DI RECLUSIONE

Accusata di maltrattamenti ed evasione dai domiciliari: si è concluso il rito abbreviato per una donna di 39 anni

Una condanna più lieve rispetto alla richiesta di pena a 6 anni e 6 mesi, più 600 euro di multa, formulata dal pubblico ministero Antonio Priamo. Il giudice per l’udienza preliminare ha condannato a 4 anni di reclusione C.P., 39 anni, assistita dall’avvocato Nicolò Giglio, al termine del rito abbreviato che si è tenuto oggi, 30 giugno.

Pesanti le accuse a carico della donna che è stata condannata per i maltrattamenti in famiglia, ma assolta dal reato di evasione dai domiciliari, condizione a cui era sottoposta quando, da novembre 2024, sono accaduti i fatti contestati.

Tutto si svolge a Borgo Grappa (Latina) dove la donna si trova ai domiciliari per una rapina commessa a Sabaudia insieme al nuovo compagno. Per tali vicende, la donna è stata recentemente condannata a 4 anni e 4 mesi di reclusione.

Secondo l’accusa, la donna, assuntrice di droga e alcol abituale, trovandosi ai domiciliari, dà di matto e inizia a maltrattare i genitori e i figli minori rispettivamente di 3 anni e 10 anni. Ai genitori e soprattutto alla madre riserva i comportamenti più violenti, sempre davanti ai bambini: “Non rompere i coglioni, va a morì ammazzato, mi avete rotto le palle. Dovete morire, andate ad ammazzarvi”. E giù con offese e insulti di tutti i colori: “Dovete sparire dalla faccia della terra”.

In diverse occasioni, la donna non si risparmia dallo spintonare entrambi i genitori fino a farli cadere a terra, lanciando contro di loro sedie, piatti, bicchieri, sputando loro addosso e, in una circostanza, prendendo il viso della madre per stringerlo: “Stai zitta”.

I comportamenti dell’imputata avrebbero costretta la donna ad essere una schiava nei lavori di casa. Sia la madre che il padre dovevano ubbidire altrimenti la donna minacciava di perdere la pazienza. Esasperati, gli stessi genitori hanno chiesto al Tribunale dei Minori di Roma di togliere dal controllo della figlia la nipote, la quale doveva subire comportamenti molto violenti. Da ubriaca, la donna, infatti, avrebbe urlato alla figlia: “Addormentati da sola senza rompere le palle”.

Cinque le evasione dai domiciliari contestate alla donna. Fatti per cui il giudice ha ritenuto non essersi realizzato il reato, tanto da assolverla. In un caso, la donna sarebbe evasa dai domiciliari essendo autorizzata ad andare a trovare la figlia minorenne inuna struttura del tipo casa famiglia.

Oggi, 30 giugno, la fine del rito abbreviato e un’altra condanna dopo quella della rapina. All’orizzonte un altro processo in cui la donna deve rispondere di aver gozzovigliato insieme al compagno, per circa sei giorni, senza pagare, in un noto albergo sul lungomare di Sabaudia.

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