ABUSI SESSUALI DEL PROF DI RELIGIONE: DIOCESI NON SARÀ RESPONSABILE CIVILE. PREVISTA AUDIZIONE DELLE VITTIME

Professore di religione accusato di abusi sessuali nei confronti di cinque minorenni: accolta la costituzione delle parti civili

Si è svolto il primo round dell’udienza preliminare, davanti al giudice del Tribunale di Latina, Laura Morselli, che vede come indagato il 49enne Alessandro Frateschi, di Terracina, difeso dagli avvocati Donatello Donofrio e Carlo Fusco.

Iniziata nel pomeriggio, l’udienza preliminare è durata poco meno di un’ora nella quale sia le cinque vittime di abusi sessuali che il Garante dell’infanzia regionale, Monica Sansoni, hanno presentato costituzione di parte civile. Il giudice per l’udienza preliminare Morselli ha accolto la costituzione e ha rinviato al prossimo 7 marzo. Nel frattempo, si svolgerà anche un incidente probatorio nel quale tre vittime saranno chiamate a raccontare di nuovo ciò che avrebbero subito dall’ex diacono e professore di religione. Il rinvio a giudizio del professore, che prima dell’emergere dello scandalo, sfociato in ben due ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari, insegnava al liceo scientifico di Latina “Ettore Majorana”, appare scontato.

L’avvocato Nicodemo Gentile e la Garanta Monica Sansoni all’uscita del Tribunale di Latina

La difesa dell’ex professore di religione ha presentato, invano, istanza per escludere dalle parti civili il Garante. L’ex docente deve rispondere di violenza sessuale aggravata dal fatto che le cinque vittime, al momento dei fatti, erano minorenni. Il Garante dell’infanzia regionale, Monica Sansoni, e le cinque vittime minorenni sono assistite dagli avvocati Nicodemo Gentile, Antonio Cozza e Francesca Giuffrida. Qualcuno di loro è diventato maggiorenne nel frattempo, mentre chi è ancora minorenne ha presentato richiesta tramite i genitori. 

Nessuna richiesta di parte civile è pervenuta da parte della Diocesi pontina, né da parte del liceo Majorana. Peraltro, l’avvocato delle parti offese aveva chiesto che la medesima Diocesi fosse dichiarata dal Tribunale di Latina responsabile civile per gli abusi commessi sui minori.

“Se l’indagine è andata avanti e si è arrivati al processo, dobbiamo dire grazie al Garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Lazio, che ha collaborato fattivamente alle indagini. Questo è un segnale molto importante per tutta la collettività, poiché gli abusi – aveva detto l’avvocato – sono maturati all’interno dell’ambiente scolastico, da parte di un uomo che aveva visti riconosciuti requisiti di alta moralità. In realtà, come raccontano gli atti, ci troviamo davanti ad un predatore sessuale, che girava tranquillamente tra i giovani più fragili. La Diocesi di Latina – aveva aggiunto Gentile – verrà chiamata in causa per responsabilità civile, visto che ha attestato le qualità morali e teologiche dell’imputato. Questa persona insegnava religione dal 2020 e già dal 2022 si erano manifestate delle problematiche, su cui molti hanno taciuto pur sapendo”.

Ad ogni modo, il Gup Morselli si è pronunciata anche su questo, escludendo che la Diocesi pontina sia responsabile civile degli episodi dannosi. Ad assistere all’udienza preliminare anche alcune vittime e genitori che li accompagnavano, mentre era assente l’ex diacono, ancora ristretto ai domiciliari, che ha scelto di non presentarsi.

A settembre 2023, dopo la seconda ordinanza disposta dalla Procura di Latina, l’uomo aveva scelto il silenzio nell’ambito dell’interrogatorio di garanzia davanti al Giudice per le indagini preliminari, Giuseppe Molfese. L’ex diacono, sospeso dal vescovo di Latina, Mariano Crociata, una volta saputo della prima indagine lo scorso gennaio 2023, doveva rispondere dell’ultimo arresto scattato il 12 settembre per aver abusato sessualmente due volte, nel 2018, di un minore di 14 anni, figlio di amici.

Tra i particolari più sconcertanti e gravi della vicenda denunciati dal ragazzo che oggi ha 18 anni, ci sono quelli che fanno riferimento a una partita di calcio guardata in televisione, nel giugno 2018, quando il professore lo avrebbe spogliato e toccato nelle parti intime, non prima di avergli fatto vedere un “porno” dove a compiere atti sessuali era un prete.

nell’ambito della vicenda che ha visto danneggiata l’auto della Garante per l’infanzia della Regione Lazio, Monica Sansoni, sono emersi anche i contatti con l’altro professore di Tivoli ed ex dirigente dell’Azione Cattolica, il 46enne Mirko Campoli, indagato anche lui per accuse affini dalla Procura di Velletri. Sotto la lente sono finiti diversi video pedopornografici che potrebbero essere stati oggetto di una rete di pedofili.

Inoltre, secondo gli inquirenti, nell’indagine portata avanti dai Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Latina, diretti dal Tenente Monica Loforese, coordinati dall’ex Procuratore Aggiunto di Latina, Carlo Lasperanza (oggi la Procura di Latina era rappresentata dal sostituto procuratore Valentina Giammaria), l’insegnante di religione del Liceo Ettore Majorana di Latina, approfittando del proprio ruolo, dapprima instaurava un rapporto confidenziale con i suoi alunni (tre in tutto) e poi incominciava un intenso rapporto telematico (utilizzando Instagram) intrattenendo comunicazioni a sfondo sessuale tramite social network, nonché in diverse occasioni cercava con loro il contatto fisico con la finalità di violenza di tipo sessuale.

Quando i ragazzi si sono resi conto che le attenzioni del professore “non erano normali” hanno avuto il coraggio sia di bloccare la condotta criminosa dell’insegnante che di riferire quanto accaduto loro alle Autorità competenti. Durante l’attività di indagine compiuta, i Carabinieri hanno appurato, inoltre, che nel recente passato, l’uomo approfittando del suo impegno in altre attività a Terracina, a stretto contatto con i minori, avrebbe commesso analoghe condotte delittuose.

“Sono estremamente soddisfatta per essere stata ammessa come parte civile, nonostante il tentativo di estromettermi da parte della difesa”, ha detto la Garante Monica Sansoni, aggiungendo che “si tratta di un’inchiesta complicata che, purtroppo, vede protagonisti dei ragazzi minorenni e appena maggiorenni. Un’inchiesta che i ragazzi stanno vivendo con le loro ansie, ma sentendosi pronti a parlare e a fare la loro parte”.

Anche l’avvocato Gentile si è detto soddisfatto dell’ammissione come parte civile della Garante: “Questa decisione conferma la bontà del lavoro svolto dalla Dott.ssa Sansoni. Noi ci faremo trovare sempre pronti per il bene dei ragazzi”.

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