CORRUZIONE: CONDANNATI DUE EX FINANZIERI DI LATINA

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Corruzione: i due ex finanzieri del Comando di Latina sono stati condannati anche dalla Corte dei Conti

Erano stati coinvolti in un’indagine, risalente al 2018, Riccardo Tomei di Latina e Vincenzo Camerota di Minturno, all’epoca dei fatti in servizio presso il Nucleo operativo di Latina del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Latina, in quanto avrebbero ricevuto dall’imprenditore Giancarlo Bolondi denaro e altri favori.

Si trattava di cene, biglietti per partite di calcio e promesse di impiego per i familiari, mentre in cambio gli avrebbero consegnato il denaro provento di riciclaggio oltreché a fornigli informazioni sulle modalità per compiere frodi erariali e su come evitare intercettazioni telefoniche nel corso di indagini di polizia tributaria.

Riccardo Tomei, inoltre, fu anche indagato nell’inchiesta Arpalo perché, secondo l’accusa si sarebbe proposto all’ex Presidente del Latina Calcio e deputato di Fratelli d’Italia, Pasquale Maietta, per informazioni sull’inchiesta che lo vedeva coinvolto.

I militari della Compagnia di Nettuno scoprirono che alcune ingenti somme di denaro, derivanti da frode fiscale milionaria, furono fatte confluire da Bolondi su conti correnti di alcuni soggetti di Anzio e Nettuno, i quali provvedevano, con la complicità di altri intermediari, a restituirle “in contanti” direttamente allo stesso Bolondi.

Inoltre, il sistema messo in piedi da Bolondi, vedeva l’utilizzo di cooperative, ritenute vere e proprie scatole vuote, che furono individuate come responsabili del versamento dei contributi previdenziali e assistenziali dovuti all’I.N.P.S. e all’I.N.A.I.L., ma, essendo intestate a prestanome e rimanendo operative solo per un brevissimo lasso temporale, non avrebbero mai ottemperato, lasciando, in realtà, rilevanti debiti nei confronti dell’Erario e i lavoratori privi dei versamenti contributivi. 

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Per quest’inchiesta, Tomei e Camerota, accusati di corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio e riciclaggio, hanno patteggiato la pena di due anni e dieci mesi.

Ora, sono stati condannati anche dalla Corte dei Conti poiché hanno causato “una rilevantissima perdita di entrate di diritto pubblico, in termini di mancata riscossione di tributi erariali e di contributi previdenziali e assistenziali” e si sono posti “in palese violazione degli obblighi di servizio”.

La richiesta a loro carico da parte della magistratura contabile era maxi: un danno patrimoniale da circa 486mila euro e un risarcimento da 100mila euro verso la Guardia di Finanza di cui hanno leso prestigio e onore.

Alla fine, Tomei e Camerota dovranno pagare 60.746 euro all’Agenzia delle entrate, all’Inps e all’Inail e 20mila euro ciascuno alla Guardia di Finanza dove un tempo erano in servizio..

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