Latina Bene Comune: “Un incarico gratuito non è un incarico senza regole. L’Autorità rileva carenze nelle verifiche sui possibili conflitti di interesse e criticità sul rispetto dell’equo compenso. Tre anni fa l’amministrazione ci rispondeva che era tutto legittimo”
Era il luglio del 2023 quando Latina Bene Comune sollevava pubblicamente i primi interrogativi sull’incarico di consulenza giuridico-amministrativa conferito dall’amministrazione Celentano all’avvocato Giacomo Mignano. “Oggi, a distanza di oltre tre anni, l’Autorità Nazionale Anticorruzione mette nero su bianco una serie di criticità che investono proprio i profili sui quali avevamo chiesto chiarimenti: la natura giuridica dell’incarico, la sua gratuità, il ricorso a un professionista esterno nonostante la presenza dell’Avvocatura comunale e, soprattutto, le verifiche sui possibili conflitti di interesse”.
“L’atto conclusivo del procedimento di vigilanza ANAC, relativo al fascicolo 4469/2025, è stato firmato dal presidente Giuseppe Busia il 4 novembre 2026. Non siamo davanti a una sanzione né a una dichiarazione formale di illegittimità dell’incarico. Ma siamo davanti a rilievi puntuali e pesanti, che l’amministrazione Celentano non può liquidare con una scrollata di spalle”.
“Ripercorriamo i fatti. Nel giugno 2023 la giunta Celentano affida all’avvocato Mignano un incarico gratuito di consulenza giuridico-amministrativa a supporto della sindaca e dell’attuazione del programma di governo.
Il 6 luglio 2023 Latina Bene Comune contesta pubblicamente la scelta, richiamando l’articolo 8 del nuovo Codice dei contratti pubblici e il principio dell’equo compenso. La nostra posizione era chiarissima: «Il lavoro va pagato sempre».
Il 1° settembre 2023 i consiglieri Dario Bellini, Damiano Coletta, Floriana Coletta e Loretta Isotton presentano una nuova interrogazione sugli incarichi gratuiti conferiti dal Comune, chiedendo a quale titolo i consulenti continuassero a operare e quali attività avessero svolto nell’interesse dell’ente.
Arriviamo al question time del 14 settembre 2023. L’allora assessora al Bilancio Ada Nasti respinge le nostre contestazioni, parlando di “errata rappresentazione del contesto giuridico di riferimento”. Sostiene che gli incarichi non rientrino nella disciplina del Codice degli appalti, ma in quella dell’articolo 7 del decreto legislativo 165/2001, e richiama un parere del segretario generale. La conclusione dell’assessora è categorica: “La permanenza dei consulenti in Comune non può ritenersi illegittima”, così come legittime devono ritenersi le consulenze prestate. Ebbene, oggi leggiamo che cosa scrive l’ANAC.
L’Autorità osserva che anche la qualificazione dell’incarico ai sensi dell’articolo 7, comma 6, del decreto legislativo 165/2001 – proprio la norma richiamata dall’Assessora Nasti per difendere l’operato della propria amministrazione – “presenta profili di criticità”.
Perché? Perché dagli atti non risulta adeguatamente documentato il preventivo accertamento dell’impossibilità di utilizzare le risorse interne, nonostante il Comune disponesse di un’Avvocatura composta da cinque funzionari avvocati. E perché non risultavano delimitati con suRiciente precisione l’oggetto, gli obiettivi e il carattere temporaneo della prestazione.
Non solo. L’ANAC giudica non persuasiva anche la qualificazione della convenzione come contratto di liberalità e rileva che l’acquisizione di una prestazione legale ampia, continuativa e qualificata, senza compenso, presenta «profili di non coerenza con la disciplina dell’equo compenso». Esattamente il tema che Latina Bene Comune aveva posto nel luglio 2023. Ma il passaggio politicamente più grave riguarda i possibili conflitti di interesse.
L’ANAC richiama la posizione processuale potenzialmente contrapposta tra il Comune e l’avvocato Mignano, l’esistenza di interessi economici personali legati a pregresse spettanze professionali e lo svolgimento di attività difensive in procedimenti che coinvolgevano l’ente o suoi dipendenti. Circostanze che, secondo l’Autorità, avrebbero imposto una verifica particolarmente rigorosa prima del conferimento dell’incarico. E invece l’ANAC scrive testualmente che «non risulta […] che il Comune abbia svolto una specifica e documentata valutazione» sulla compatibilità di quelle circostanze con l’incarico conferito.
Non risultano neppure individuate misure organizzative puntuali per delimitare l’attività del consulente, il suo accesso alle informazioni e la sua partecipazione a vicende nelle quali potessero emergere interessi personali o professionali.
L’Autorità aggiunge che la mancata trasmissione del curriculum vitae e delle dichiarazioni aggiornate richieste dal Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza non costituiva un semplice inadempimento formale.Qui non siamo più nel campo delle interpretazioni politiche. Sono le osservazioni scritte dell’Autorità Nazionale Anticorruzione.
L’incarico di Mignano è cessato nel settembre 2025, a seguito delle sue dimissioni. Per questo l’ANAC ha concluso il procedimento in forma semplificata. Ma ha anche invitato formalmente il Comune, per il futuro, a utilizzare schemi contrattuali corretti, rispettare la disciplina sull’equo compenso e svolgere istruttorie approfondite per prevenire le interferenze tra interessi privati e funzione pubblica”.
“Per oltre tre anni abbiamo chiesto trasparenza e rispetto delle regole. Ci è stato risposto che sbagliavamo a interpretare le norme, che gli incarichi erano legittimi e che non c’era nulla da contestare. Oggi l’ANAC rileva criticità proprio nell’inquadramento giuridico utilizzato per giustificare quell’incarico e nella mancanza di verifiche documentate sui possibili conflitti di interesse”, dichiarano i rappresentanti di Latina Bene Comune.
“La domanda è semplice: perché l’amministrazione Celentano non ha affrontato seriamente le questioni sollevate dall’opposizione? Perché si è preferito difendere una scelta fiduciaria anziché dimostrare, documenti alla mano, che tutte le garanzie di imparzialità fossero state rispettate?”.
“Un incarico a costo zero non significa un incarico senza responsabilità. E la fiducia politica non può sostituire le verifiche amministrative. Latina Bene Comune chiede alla sindaca Matilde Celentano di chiarire pubblicamente quali verifiche siano state svolte prima e durante l’incarico, perché non risultano documentate le valutazioni richiamate dall’ANAC e quali misure l’amministrazione intenda adottare in seguito ai rilievi dell’Autorità”.
“Il problema non è soltanto una consulenza ormai cessata. È il metodo con cui vengono assunte e perpetuate le decisioni amministrative. Ricordiamo che troppo spesso l’attuale amministrazione ha avuto gravi problemi di questo tipo, vedi le dimissioni dell’allora presidente di ABC Lorenzo Palmerini dovute alle sue incompatibilità certificate dal pronunciamento dell’ANAC del 2025. Incompatibilità che ancora oggi sembrano ripetersi con assurda puntualità, vedi la posizione dell’attuale Assessora al Bilancio e alle Partecipate, Antonina Rodà, che per una potenziale situazione di conflitto d’interessi ha comunicato la propria decisione di non partecipare ai lavori del fondamentale tavolo sulla partita debito creditoria della fallita Latina Ambiente, o ancora la posizione dell’attuale Direttrice Generale Immacolata Pizzella, che oggi coordina il tavolo tecnico che tratta proprio la partita debito creditoria della fallita Latina Ambiente, quando dal 2011 al 2013 è stata Presidente del CDA della stessa Società partecipata del Comune, esattamente quando quelle poste economiche si cristallizzavano e divenivano un problema economico ingentissimo per quella società.
Anche su questo potenziale conflitto d’interessi abbiamo chiesto alla Sindaca, al neoSegretario Generale, dott. Francesco Loricchio ed alla diretta interessata di fugare ogni dubbio sulla possibilità esistano conflitti d’interesse in merito. È del resto incredibile quanti innumerevoli intrecci si continuino a ripetere sempre intorno ai rifiuti ed al fallimento per bancarotta fraudolenta della Latina Ambiente, un processo fallimentare nel quale, ricordiamo, che l’ex super consulente legale della Sindaca Celentano, l’avvocato Giacomo Mignano, risulta essere imputato. Latina merita un’amministrazione che verifichi prima di nominare, che risponda nel merito e che non debba aspettare l’ANAC per a\rontare criticità evidenti e segnalate da anni”.
