Si chiude con la condanna per tutti il processo di primo grado contro tre calciatori, Fausto Perseu, Alessio Rosa e Christ Jesus Mawete, accusati di violenza sessuale ai danni di una studentessa universitaria torinese.
Per Perseu e Rosa la pena stabilita dal giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Asti, Victoria Dunn, è di 4 anni e 2 mesi, per Mawete 3 anni e 8 mesi. Fausto Perseu, come noto, è un ex calciatore del Latina Calcio.
Il pubblico ministero Davide Greco aveva chiesto 4 anni di reclusione per Fausto Perseu e Alessio Rosa, 3 anni e 6 mesi per Christ Jesus Mawete.
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Ad accusare i tre ex giallorossi, in quel momento giocatori di calcio in forza alla squadra piemontese del Bra, è una studentessa ventenne di Torino. I tre ex giocatori del Bra, squadra di calcio che milita in serie C, sono stati condannati per violenza sessuale di gruppo, e uno anche di revenge porn, ai danni della ragazza.
In fase di indagine, la ragazza è stata portata in ospedale più volte per aver tentato il suicidio. Al momento risulta essere in cura, dopo aver interrotto per qualche mese gli studi. Le difese degli ex calciatori sostengono l’assoluta mancanza di responsabilità penale da parte dei loro assistiti.
I fatti si sarebbero svolti la sera del 30 maggio 2025, negli ultimi giorni della stagione calcistica che aveva visto la squadra cuneese, all’epoca militante in serie D, conquistare la promozione in C. Ad essere indagati, per l’appunto, sono Fausto Perseu, di 23 anni, romano, oggi nella rosa del Giulianova, Alessio Rosa, di 22 anni, di Tivoli (Roma), in forza al Ligorna (accusato anche di diffusione illecita di immagini sessuali) e Christ Jesus Mawete (20), di Mondovì (Cuneo), il quale oggi veste la casacca nel Livorno.
La giovane, conoscente di un altro calciatore del Bra non coinvolto nell’inchiesta, ha raccontato di essere stata avvicinata durante una serata mentre era in compagnia di amiche. Dopo aver accettato l’invito di Perseu, nell’alloggio che il calciatore condivideva con altri compagni di squadra, sarebbe stata raggiunta dagli altri due calciatori.
Nel capo d’imputazione nei confronti dei tre si fa riferimento al fatto che la ragazza fosse, nel momento dell’aggressione, in condizioni di “inferiorità fisica e psichica”, per via della giovane età e dello stato di ubriachezza. A lanciare l’sos era stata un’amica della vittima che, non avendo avute sue notizie, aveva avvisato altri calciatori e minacciato di chiamare i carabinieri. Nell’incidente probatorio la studentessa coinvolta ha confermato le accuse di violenza.
Sarebbe emerso anche un video, girato da uno dei ragazzi, nel quale si sentirebbe da uno dei calciatori: “Spero che tu non vada a dire che ti ho costretta a salire”. “Non dico nulla”, avrebbe risposto lei, che il giorno dopo ha poi sporto denuncia. Rosa, stando a quanto riferisce la procura, avrebbe realizzato anche video e foto degli atti sessuali di quella sera, inviandoli in una chat condivisa.
La ragazza si è costituita parte civile tramite l’avvocato Luca Cavallo. I tre calciatori sono difesi dagli avvocati Alessandro Buccieri, Andrea Rosso e Gianluca De Bonis.
