L’olio del Lazio protagonista della nuova guida di Repubblica: 90 produttori raccontano l’eccellenza regionale
Presentato a Terracina il volume realizzato in collaborazione con Regione Lazio e ARSIAL. Un viaggio tra territori, imprese e biodiversità alla scoperta di uno dei patrimoni più rappresentativi dell’agricoltura laziale.
Terracina, 29 ottobre 2026 – Novanta produttori, cinque province, quattro denominazioni di origine protetta e un’indicazione geografica protetta. Sono i protagonisti di Olio del Lazio – L’Universo dell’Oro Verde, la nuova Guida di Repubblica dedicata al patrimonio olivicolo regionale, presentata oggi a Terracina (LT) presso l’Azienda olivicola Americo Quattrociocchi.
Alla presentazione sono intervenuti Giancarlo Righini, assessore all’Agricoltura e al Bilancio della Regione Lazio; Massimiliano Raffa, presidente di ARSIAL; Vittorio Sambucci, presidente della Commissione Sviluppo economico e attività produttive del Consiglio regionale del Lazio; Giuseppe Cerasa, direttore delle Guide di Repubblica; Francesco Giannetti, sindaco di Terracina; e Americo Quattrociocchi, titolare dell’azienda ospitante.
Realizzata in collaborazione con Regione Lazio e ARSIAL, la pubblicazione propone un viaggio attraverso le principali aree di produzione della regione, raccontando le imprese, le cultivar, le tradizioni e le innovazioni che caratterizzano una filiera di grande rilevanza economica, ambientale e culturale.
Dalla Tuscia alla Sabina, dalle Colline Pontine alla Ciociaria, fino alla provincia di Roma, il volume restituisce un’immagine articolata dell’olivicoltura laziale, mettendo in relazione la qualità delle produzioni con l’identità dei territori e il lavoro delle comunità che ne custodiscono il patrimonio agricolo.
Un patrimonio produttivo tra qualità e biodiversità. Con circa 83 mila ettari di oliveti, di cui 12 mila coltivati a biologico, il Lazio rappresenta una delle principali realtà olivicole italiane. Una filiera diffusa sul territorio, che coinvolge migliaia di aziende olivicole e conta oltre 300 frantoi attivi, con una produzione media annua di 15 mila tonnellate di olio extravergine.
Le quattro DOP dell’olio – Sabina, Canino, Tuscia e Colline Pontine – e l’IGP Olio di Roma esprimono la diversità di un patrimonio produttivo che unisce tradizioni secolari, competenze agricole e una crescente attenzione all’innovazione. A queste eccellenze si aggiunge l’Oliva di Gaeta DOP, espressione della tradizione regionale nella produzione di olive da tavola. Una ricchezza che si riflette anche nella biodiversità olivicola, con 20 varietà autoctone tutelate e otto oli monovarietali riconosciuti come Prodotti Agroalimentari Tradizionali: Carboncella, Ciera, Itrana, Marina, Olivastrone, Rosciola, Salviana e Sirole.
Regione Lazio e ARSIAL per lo sviluppo dell’olivicoltura
Regione Lazio e ARSIAL affiancano la filiera olivicola con interventi dedicati alla conservazione delle varietà locali, alla sperimentazione agronomica, all’assistenza tecnica alle aziende e alla formazione degli operatori. La promozione dell’olio laziale passa anche attraverso campagne di comunicazione, fiere e manifestazioni di settore, occasioni per far conoscere la qualità delle produzioni regionali e aprire nuovi sbocchi commerciali alle imprese. Un impegno che si estende all’oleoturismo: nel quadro della legge regionale n. 14/2023, che disciplina le attività enoturistiche e oleoturistiche, Regione Lazio e ARSIAL hanno finanziato 38 nuovi progetti e attivato sei corsi di formazione, per rafforzare l’accoglienza negli oliveti e nei frantoi e creare nuove opportunità di sviluppo per le imprese e i territori dell’olio.
«L’olivicoltura – dichiara Giancarlo Righini, assessore all’Agricoltura, alla Sovranità Alimentare e al Bilancio della Regione Lazio – rappresenta una risorsa strategica per l’economia agricola del Lazio e per lo sviluppo delle nostre aree rurali. Il nostro impegno è creare le condizioni affinché questo settore possa rafforzare la propria competitività, puntando sull’innovazione, sul ricambio generazionale e su nuove forme di integrazione del reddito agricolo. In questa direzione, l’oleoturismo rappresenta una straordinaria opportunità per le aziende, perché permette di coniugare attività produttiva, accoglienza e valorizzazione del patrimonio rurale. Le nuove tecnologie possono inoltre rendere l’agricoltura più moderna, attrattiva per i giovani e capace di affrontare le sfide del mercato. La guida di Repubblica offre un contributo prezioso anche sotto il profilo culturale, aiutando i consumatori a comprendere ciò che distingue un olio di qualità e il lavoro necessario per produrlo. Perché il prezzo di un olio si legge sull’etichetta, ma il suo valore si comprende conoscendo il lavoro da cui nasce».
«Presentare questa guida in un’azienda olivicola – è il commento di Massimiliano Raffa, presidente di ARSIAL – significa dare spazio ai veri protagonisti del settore: imprenditori che investono nella qualità, nell’innovazione e nella capacità di conquistare nuovi mercati. Insieme all’Assessorato all’Agricoltura e alla Sovranità Alimentare della Regione Lazio, guidato da Giancarlo Righini, stiamo portando avanti un lavoro che unisce tutela delle varietà locali, ricerca, formazione e promozione, sostenendo la partecipazione delle aziende alle principali manifestazioni nazionali e internazionali. Il ruolo di ARSIAL è quello di dare concreta attuazione a questi indirizzi, affiancando le aziende nella crescita e creando le condizioni perché il valore delle loro produzioni si traduca in maggiori opportunità commerciali e redditività per le imprese. La guida di Repubblica contribuisce a questo impegno, raccontando i territori, valorizzando il lavoro degli olivicoltori e avvicinando il pubblico a un patrimonio che merita di essere conosciuto sempre di più. Dietro ogni grande olio c’è una storia che merita di essere raccontata. Davanti a ogni produttore, un futuro che merita di essere costruito».
«La pubblicazione della Guida di Repubblica dedicata all’Olio del Lazio rappresenta molto più di un semplice volume editoriale; è una vera e propria celebrazione della nostra identità agricola e culturale, una mappa dettagliata dell’eccellenza che fotografa lo straordinario patrimonio dell’oro verde della nostra regione. Un plauso sincero e profondo va all’assessore all’Agricoltura Giancarlo Righini, il cui impegno instancabile sta ridisegnando le strategie di valorizzazione del nostro comparto agroalimentare, e al presidente di ARSIAL, Massimiliano Raffa, la cui azione strategica si sta rivelando fondamentale per modernizzare lo storytelling e la promozione delle nostre produzioni locali», dichiara Vittorio Sambucci, presidente della Commissione Sviluppo economico e attività produttive del Consiglio regionale del Lazio.
Le imprese e i territori al centro del racconto
Le 192 pagine della guida raccolgono le storie di 90 produttori delle province di Roma, Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo, offrendo uno spaccato dell’imprenditoria olivicola regionale e della sua capacità di coniugare esperienza, qualità e innovazione.
«L’olio del Lazio – sottolinea Giuseppe Cerasa, direttore delle Guide di Repubblica – esprime una qualità e un equilibrio che meritano di essere conosciuti da un pubblico sempre più ampio. In questa azienda troviamo capacità produttiva, innovazione e una visione che dimostra quanto il territorio sappia competere anche sui mercati internazionali. Con la guida dedicata all’olio del Lazio, presentata oggi, raccontiamo i produttori e i luoghi in cui nasce questa eccellenza, offrendo ai lettori uno strumento per orientarsi, scegliere e scoprire le aziende. È il lavoro che le Guide di Repubblica portano avanti: far emergere le identità dei territori attraverso le storie delle persone che li rendono unici. Una guida riesce nel suo compito quando trasforma la curiosità di un lettore nel desiderio di conoscere un territorio».
«Ho imparato che per fare qualità – commenta il titolare Americo Quattrociocchi – bisogna avere il coraggio di mettersi in discussione. La nostra azienda è cresciuta così: attraverso la formazione, cambiando il modo di raccogliere e lavorare le olive e investendo nelle nuove tecnologie. Ma questo lavoro si compie davvero quando chi acquista sa riconoscere il valore di ciò che porta in tavola. Per questo è importante investire anche nella cultura dell’olio, attraverso corsi di assaggio e degustazioni: un consumatore consapevole può dare forza alle produzioni di qualità e al lavoro delle aziende».
Il volume si apre con un racconto inedito dello scrittore Marco Lodoli, che affida a un antico ulivo il compito di ripercorrere la storia e le trasformazioni del territorio. Seguono approfondimenti dedicati al valore culturale e alimentare dell’olio extravergine, con il contributo dell’antropologo Marino Niola, di esperti e nutrizionisti, tra cui Benedetta Pagliaccia e Diana De Santis, dell’Università della Tuscia.
Spazio anche al rapporto tra olio e alta cucina, attraverso le testimonianze di alcuni protagonisti della ristorazione laziale: Antonello Colonna, Iside De Cesare, Maurizio e Sandro Serva e Fabio Verrelli D’Amico.
La pubblicazione dedica inoltre particolare attenzione alle prospettive di sviluppo dell’olivicoltura regionale, alla sostenibilità delle produzioni e alle opportunità di valorizzazione commerciale. Tra i contributi figura anche un’ampia intervista al presidente di ARSIAL, Massimiliano Raffa, dedicata ai numeri del comparto, alle attività dell’Agenzia e alle prospettive di crescita del settore.
