EX ISOLA DI CIURLI, I DEM DI FONDI: “RISPOSTE INSUFFICIENTI DAL SINDACO”

Ex Isola dei Ciurli, il PD Fondi: “Risposte insufficienti da parte del Sindaco sulla riperimetrazione del Parco Regionale. Chiederemo accesso agli atti”

Il Partito Democratico di Fondi esprime insoddisfazione per le risposte emerse oggi in Consiglio comunale in merito alla procedura che ha interessato l’area dell’ex Isola dei Ciurli e la riperimetrazione del Parco naturale regionale Monti Ausoni e Lago di Fondi.

Nel corso della seduta, il consigliere comunale Gianmarco Di Manno ha presentato un’interrogazione rivolta al Sindaco per chiarire quale ruolo abbia avuto il Comune di Fondi nel procedimento e, soprattutto, se siano state rispettate le procedure previste dalla normativa in materia di aree naturali protette.

Prima della risposta del Sindaco è intervenuto il Presidente del Consiglio comunale Spagnardi, con affermazioni sulla vicenda che riteniamo contestabili, in particolare laddove si nega o si mette in discussione l’avvenuta riperimetrazione. La modifica del perimetro è infatti prevista dall’articolo 42 della legge regionale n. 22 del 30 settembre 2026: un dato che non può essere eluso e che richiede di chiarire come si sia arrivati a questa decisione.

La risposta del Sindaco, a sua volta, non ha chiarito gli aspetti centrali della questione. Non è stato specificato se si siano svolte le conferenze degli enti locali previste dall’articolo 22, comma 1, lettera a), della legge n. 394/1991, né se sia stato predisposto il relativo documento di indirizzo. Si è fatto riferimento, piuttosto, a una generica «interlocuzione», senza fornire elementi sufficienti a ricostruire formalmente il procedimento.

E proprio sul significato di questa «interlocuzione» è arrivata, durante il Consiglio comunale, rispetto ad un altro punto comunque significativo come la questione di Palazzo Caetani, la spiegazione del capogruppo di Forza Italia Mattei: telefonate, contatti e supporto politico in Regione Lazio. Secondo questa ricostruzione, non ci sarebbe bisogno di documenti, date o verbali per dimostrare il percorso seguito.

Ma è proprio questo il problema. Le interlocuzioni politiche non possono sostituire gli atti amministrativi e le procedure previste dalla legge. Quando si parla della tutela del territorio, della modifica del perimetro di un parco e di un luogo di valore storico e culturale come Palazzo Caetani, non siamo di fronte a un qualsiasi immobile o a una semplice questione di rapporti politici. Servono atti verificabili, responsabilità chiare e procedure documentate.

La questione è ancora più rilevante alla luce della sentenza n. 221/2022 della Corte costituzionale, relativa alla riperimetrazione del Parco dell’Appia Antica, che ha richiamato il rispetto della procedura prevista dalla normativa nazionale e il coinvolgimento degli enti locali.

Per queste ragioni, il Partito Democratico di Fondi procederà con una richiesta formale di accesso agli atti, per acquisire tutta la documentazione in possesso del Comune relativa alla vicenda: eventuali convocazioni e verbali delle conferenze, il documento di indirizzo, le comunicazioni intercorse con la Regione e ogni altro atto utile a verificare il coinvolgimento dell’Amministrazione comunale.

Ci aspettiamo che la documentazione venga resa disponibile nei termini previsti dalla legge, affinché sia possibile esaminare i fatti sulla base di elementi concreti e non di ricostruzioni generiche.

Parallelamente, chiederemo al consigliere regionale Salvatore La Penna di portare la questione anche in Consiglio regionale, attraverso un’interrogazione rivolta alla Giunta, per ottenere il fascicolo istruttorio completo e verificare quali procedure siano state effettivamente seguite dalla Regione.

Chiediamo al Sindaco di chiarire formalmente se le conferenze degli enti locali si siano svolte, se esista il documento di indirizzo e quali atti attestino la partecipazione del Comune di Fondi. Se questi documenti esistono, vengano resi disponibili; se non esistono, l’Amministrazione lo dichiari con chiarezza.

La tutela del territorio e la trasparenza delle istituzioni non possono fondarsi su generici riferimenti a telefonate e contatti politici: servono risposte precise, atti e documenti.

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