LOCALI LOGORI E SCARSA IGIENE: CHIUSA LA CASA DI RIPOSO AD APRILIA

Chiusa tramite un’ordinanza comunale la casa di riposo per anziani “Villa Serena” ad Aprilia. Il provvedimento della commissione straordinaria

Un’ordinanza urgente della commissione straordinaria del Comune di Aprilia ha disposto al chiusura della casa di riposo Villa Serena, in via Fossignano, ad Aprilia.

L’ordinanza definisce come struttura abusiva la nota casa di riposo e si basa su una nota trasmessa dal Comando Carabinieri per la Tutela della Salute – N.A.S. di Latina acquisita al protocollo dell’Ente lo scorso 28 agosto 2025.

La relazione dei Nas comunica che, a seguito di un’ispezione igienico-sanitaria, i militari hanno accertato e rilevato le numerose e gravi irregolarità: la presenza di 21 ospiti rispetto ai 20 utenti prescritti dalla citata autorizzazione; documentazione non esibita: menù giornaliero notificato all’ASL; non è stata esibita documentazione attestante la presenza programmata dell’assistente sociale e dell’educatore professionale; mancanza di una ristrutturazione ordinaria e straordinaria; alcune pareti, sia delle camere da letto che dei bagni e di alcuni locali d’uso comune, risultano lesionate, alcune solo nella parte interna ed altre anche nella parte esterna; il balcone del piano primo, antistante la struttura, presenta nella parte inferiore scrostatura del cemento con i relativi ferri a vista e arrugginiti; l’impianto elettrico è vetusto e non in adeguato stato di manutenzione; non disponibile un adeguato servizio igienico per persone diversamente abili; presenti n. 14 camere da letto di cui n. 1 da n. 3 posti letto e n. 13 da n. 2 posti letto, per un totale di n. 29 posti letto; tutte le camere da letto ed i servizi igienici sono risultati privi dei dispositivi di allarme/chiamata (campanelli); l’uscita di emergenza del piano primo è stata trovata impraticabile a causa del materiale ammassato lungo il relativo corridoio d’accesso; alcune camere da letto, servizi igienici e locali comuni presentano evidenti tracce di muffa ed umidità alle pareti e soffitti; letti ed arredi delle camere vetusti e logori, alcuni letti presentano ruggine; la rete interna di distribuzione dell’acqua in alcune parti è risultata arrugginita; infissi e porte interne logore; il locale adibito ad “ufficio” risulta ricavato nei pressi della “colonna portante” dell’ascensore; una camera da 2 posti letto, sita al piano terra, risulta priva di finestra e di termosifone; la scala antincendio si presenta con rilevanti tracce di ruggine; il locale lavanderia, posto al secondo piano, presenta impianto elettrico non adeguatamente
protetto e lavatrici con rilevante ruggine nella parte frontale; l’approvvigionamento idrico avviene mediante pozzo privato, autoclave e serbatoio di accumulo ma che per tale fine non è stato esibito alcun certificato di analisi delle acque per attestarne la potabilità; organigramma del personale; attestati di formazione del legale rappresentante che si è dichiarato anche “responsabile della struttura”; registro degli ospiti; registro delle presenze giornaliere e del turno di servizio del personale; piani di assistenza individualizzati.

Non solo i Carabinieri Nas. Ad accertare varie irregolarità anche la Asl di Latina e il Comune stesso. Tra le circostanze più gravi l’approvvigionamento idrico della struttura che è tramite pozzo artesiano privato ed è sprovvisto del certificato di potabilità delle acque emunte e servite rilasciato dalla ASL.

L’ordinanza impone lo sgombero di tutti gli ospiti attualmente presenti presso la Casa di Riposo, con
decorrenza immediata dalla notifica dell’ordinanza e comunque entro e non oltre il termine perentorio di 5 giorni dalla stessa. L’obbligo, in capo al gestore della struttura, di informare tempestivamente i familiari degli anziani ospiti in merito al contenuto della presente ordinanza, a decorrere dalla data della sua notifica. Il trasferimento immediato degli ospiti attualmente presenti presso la struttura verso strutture idonee ad assicurarne l’accoglienza, garantendo la continuità dell’assistenza e il mantenimento di adeguate condizioni di sicurezza e tutela. L’interdizione dell’accesso e dell’utilizzo dei locali della struttura.

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