Guardia zoofila di Latina, accusato di sequestri forzati e abusi, viene arrestato: domani, 29 ottobre, l’interrogatorio di garanzia
Spendeva la sua funzione di guardia zoofila per appropriarsi di cani e minacciare multe, arrivando persino a filmare o fotografare circostanze private degli utenti che intendeva ricattare.
Difeso dagli avvocati Giuliana Marano e Marco Nardecchia, il 69enne di Latina, guardia zoofila, Giampiero Alberti, comparirà domani, 29 ottobre, dinanzi al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Laura Morselli, per rispondere di gravi accuse di rapina aggravata dall’uso delle armi, violazione di domicilio commessa da un pubblico ufficiale aggravata dall’abuso dei suoi poteri e concussione.
Reati che, secondo l’ordinanza del gip Morselli, sono stati commessi tra Sezze, Latina e Maenza tra il 2023 e il 2025. L’indagine dei Carabinieri del Nipaaf di Latina è arrivata all’arresto ai domiciliari dell’uomo, sulla base di diverse denunce presentate da cittadini vittime dei suoi contestati abusi.

Il 7 febbraio 2024, a Sezze, l’uomo si sarebbe recato, in qualità di guardia zoofila, presso la casa di una donna contestandole la detenzione inadeguata di un cane Jack Russel di 3 anni. Secondo la guardia zoofila, l’animale sarebbe vissuto in condizioni non idonee.
Dopodiché il 69enne si sarebbe impossessato del cane, minacciando la padrona facendole vedere di essere in possesso di un’arma. Infatti, dopo che la donna e il marito gli avevano chiesto di mostrarle i documenti, la guardia zoofila si sarebbe sollevato la maglietta per mostrare la pistola. Successivamente, il 69enne aveva preso il cane ed era andato via. In precedenza, la guardia zoofila avrebbe lasciato sotto la porta di casa un messaggio sotto la porta dell’abitazione della donna, asserendo che un altro cane – un Pitbull – sarebbe stato tenuto in condizioni pessime: box piccolo e assenza di microchip. Secondo gli inquirenti, invece, la sottrazione del Jack Russell sarebbe stata una vera e propria rapina.
Altra circostanza contestata è avvenuta a luglio 2025 a Latina dove la guardia zoofila avrebbe abusato della sua funzione e dei poteri ad essa connessa. Il 69enne, infatti, sarebbe andato a casa di una privata cittadina e, mediante una telecamere occultata, avrebbe effettuato riprese attinenti al vita privata della donna e della sua famiglia. Dopodiché, la guardia zoofila aveva diffuso le immagini tramite social, poi riprese dal sito online de “La Repubblica” e altre testate giornalistiche. in casa, ritratti dal video, erano presenti i genitori anziani della donna, alla presenza di cinque minorenni. Un caso che ebbe un certo clamore mediatico, finito anche nel programma televisivo de “La Vita in diretta” su Raiuno.
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A Maenza, invece, ad aprile 2023, la guardia zoofila avrebbe costretto un uomo a sottoscrivere una dichiarazione di cessione dei propri cani ad una Associazione A.D.D.A. di Latina e in caso di rifiuto la minaccia di 8 sanzioni in materia di detenzioni animali. L’uomo, impaurito, aveva consegnato alla guardia zoofila tre cani, di cui due meticci e un lagotto, senza rilasciare documentazione e indacare il luogo di destinazione degli animali.
Secondo il gip Morselli, Alberti, in diverse occasioni, avrebbe adottato lo stesso modus operandi di abuso della sua qualità di guardia zoofila. A corroborare le accuse anche le dichiarazioni del direttore Uoc Sanità animale dell’Asl di Latina che ha dichiarato ai Carabinieri Forestali che Alberti, come guardia zoofila, non poteva accedere autonomamente nelle abitazioni private dei cittadini. In presenza di gravi indizi di reato, infatti, la guardia zoofila deve avvertire necessariamente il magistrato di turno.
Anche in un’altra circostanza, che non rientra nelle accuse, Alberti si sarebbe introdotto in casa di un altro cittadino scattando foto e prospettando sanzioni amministrative per ottenere la visione dei cani. Per tale vicenda, Alberti è stato citato a giudizio a marzo 2025; tuttavia, non pago, a luglio dello stesso anno, si sarebbe recato nella casa della donna a Latina per filmare anziani e bambini nel contesto di degrado. Una circostanza racchiusa nelle accuse che gli vengono mosse ora.
Alberti finisce ai domiciliari perché il gip Morselli ritiene che possa reiterare gli stessi reati, in quanto “le vicende presentano tratti costanti. Alberti “si presenta come guardia zoofila, sfrutta l’autorevolezza esterna della qualifica regionale, accede o tenta di accedere in luoghi di privata dimora; contesta irregolarità nella detenzione degli animali; prospetta verbali e conseguenze sanzionatorie; acquisisce immagini o animali; opera senza coinvolgere Asl o Autorità giudiziaria e senza rispettare i limiti derivanti dall’assenza di funzioni di polizia giudiziaria”.
Secondo il gip Morselli, inoltre, Alberti potrebbe anche inquinare le prove a suo carico in quanto le condotte emerse “costituiscono la capacità o propensione a condizionare i soggetti che si oppongono alle sue iniziative”. Ecco perché, per via del pericolo di reiterazione del reato e dell’inquinamento probatorio, Alberti è stato sottoposto ai domiciliari.
In una nota ufficiale, l’Arma dei Carabinieri spiega: “I militari del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale del Gruppo Carabinieri Forestale di Latina hanno dato esecuzione a un’Ordinanza di applicazione di misura cautelare degli arresti domiciliari disposta dal Tribunale di Latina – Ufficio GIP, su richiesta della locale Procura della Repubblica, a carico di un soggetto per reati inerente a tre distinti fatti, avvenuti tra il 2023 e il 2025. Le attività d’indagine per i vari fatti cui si fa riferimento sono state condotte dai Carabinieri Forestali del NIPAAF in stretta collaborazione con la procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Latina. Il presunto responsabile, al fine di procurarsi ingiusto profitto, qualificandosi come guardia zoofila, si recava presso abitazione privata e dopo aver contestato alla persona un’asserita detenzione inadeguata del proprio cane, si impossessava dell’animale, sottraendolo al proprietario mediante minaccia implicita dell’uso di un’arma. Inoltre, nella qualità di pubblico ufficiale, in quanto guardia zoofila per la Provincia di Latina, con poteri di accertamento di violazioni amministrative, privo di funzioni di polizia giudiziaria, abusando della sua qualità rivestita e dei poteri ad essa connessi, si introduceva illecitamente nella privata dimora di una persona e mediante utilizzo di una telecamera occultata, effettuava video attinenti alla vita privata della famiglia, in assenza di consenso o autorizzazione diffondendoli illecitamente. Infine, sempre abusando della qualità rivestita, costringeva altro soggetto a sottoscrivere una dichiarazione di cessione dei propri cani all’associazione di cui fa parte, minacciando, in caso di rifiuto, la redazione di sanzioni amministrative per asserite violazioni in materia di detenzione di animali. Con tali condotte costringeva la persona offesa a consegnargli tre cani senza rilascio di alcuna documentazione e senza indicazione del luogo di destinazione degli animali. L’arrestato è stato sottoposto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione”.
