Dopo la petizione e la richiesta di accesso alla documentazione, mezzi pesanti al lavoro nell’area del ripetitore di Sottocampo. Il cartello di cantiere indica una «nuova S.R.B.», per un importo di 125 mila euro.
I cittadini attendono ancora i documenti, mentre nell’area del ripetitore sono cominciati i lavori. A Sottocampo, nella zona di Le Forna, escavatore, autocarri, gru e attrezzature sono presenti attorno all’impianto, in un contesto caratterizzato dalla macchia mediterranea e sul quale vengono segnalate condizioni di rischio franoso.
La successione dei fatti pone interrogativi che meritano una risposta pubblica. Prima l’articolo sulle preoccupazioni dei residenti, poi la petizione, quindi la richiesta di accesso agli atti per conoscere autorizzazioni, caratteristiche dell’impianto e verifiche effettuate. La documentazione richiesta non è stata ancora consegnata. Nel frattempo, sul posto, si lavora.
Il cartello di cantiere introduce un elemento preciso: alla voce relativa alla natura delle opere compare la dicitura «nuova S.R.B.», ossia nuova stazione radio base. Sono indicati Cellnex S.p.A. come proprietà e committente, un importo complessivo di 125 mila euro e la data del 27 ottobre 2026 per l’inizio dei lavori.
Che cosa viene dunque realizzato? Una nuova struttura accanto a quella esistente, una sostituzione oppure una diversa configurazione dell’impianto? Quali apparati sono previsti e quali modifiche interesseranno l’area? Sono domande concrete, alle quali il cartello, da solo, non consente di rispondere.
La presenza di mezzi apparentemente attrezzati per perforazioni e di un veicolo recante la dicitura «prospezioni geologiche» rende necessario chiarire anche la natura delle attività sul sottosuolo. Si tratta di indagini preliminari alla nuova opera, di approfondimenti progettuali oppure di interventi con altre finalità?
Il tema assume particolare rilievo alla luce delle condizioni di rischio franoso segnalate per la zona. Occorre conoscere l’esatta classificazione dell’area interessata, gli studi geologici e geotecnici posti alla base del progetto e le valutazioni compiute sulla stabilità del terreno e sulle fondazioni. Va inoltre chiarito il rapporto tra le opere attuali e l’impianto già presente.
Non vi sono, allo stato, elementi per affermare che le attività in corso servano a rimediare a precedenti omissioni. Ma proprio la mancata disponibilità degli atti impedisce di ricostruire il quadro e rende indispensabile conoscere le date del progetto, delle indagini e delle autorizzazioni. La vicinanza temporale tra la richiesta di trasparenza e l’avvio dei lavori solleva domande; la documentazione può fornire le risposte.
Accanto alla sicurezza del terreno resta il tema della tutela dei luoghi. Attorno all’impianto si osservano terreno smosso, pietrame, tracce dei mezzi e superfici scoperte ai margini della vegetazione. Viene inoltre segnalata la rimozione di parte della macchia mediterranea. È necessario chiarire l’estensione degli interventi, quali lavorazioni siano previste e quali eventuali autorizzazioni siano state acquisite in relazione alla vegetazione e ai vincoli presenti.
La richiesta di trasparenza riguarda dunque sia l’impianto esistente sia la nuova opera annunciata dal cartello. Alla prima istanza di accesso seguirà una richiesta specificamente dedicata ai lavori attuali, per acquisire il progetto, i titoli autorizzativi, le relazioni geologiche e geotecniche, gli eventuali studi sulla stabilità del versante e la documentazione relativa agli interventi sulla vegetazione.
Al Comune si chiede di consegnare gli atti già richiesti e di chiarire, per quanto di competenza, natura e presupposti dei lavori. Ai soggetti coinvolti nella realizzazione dell’opera si chiede di rendere comprensibile che cosa cambierà rispetto alla situazione esistente.
La petizione aveva portato all’attenzione delle istituzioni una domanda di controlli e informazioni. Oggi quella domanda è ancora aperta, mentre nell’area del ripetitore i mezzi sono già al lavoro.
