FERMA L’AUTO CON L’EX A BORDO, SFONDA IL VETRO COL CRICK E LA PICCHIA: CONDANNATO 50ENNE

Stalking e maltrattamenti e danneggiamento a Norma: si è concluso il processo con giudizio abbreviato per un 50enne

È stato condannato alla pena di 3 anni e 2 mesi il 50enne di Cori, F.M. (le sue iniziali), assistito dall’avvocato Nicolò Giglio e accusato di stalking ai danni della ex compagna, lesioni, maltrattamenti e danneggiamento. A pronunciare la sentenza arrivata col giudizio abbreviato è stato il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina, Mara Mattioli.

L’uomo doveva rispondere di diverse condotte violente per fatti avvenuti tra il 2024 e il 2025 a Norma. Secondo l’accusa, per una indagine condotta dal pubblico ministero Giorgia Orlando, il 50enne avrebbe perseguitato al ex compagna dopo la fine della loro relazione arrivando a minacciarla e molestarla, pretendendo di controllarla assiduamente e inoltrandole numerosi messaggi. Frasi esemplificative: “Ti ammazzo, ti do fuoco alla macchina e quella di tua madre e di tuo padre e non me ne frega un cazzo di nessuno”.

Non pago, l’uomo avrebbe imputato alla ex anche altre relazioni, per poi seguirla ovunque, fino ad aggredirla per strada, costringerla a fermarsi con l’auto e spaccare il vetro con un crick. Nella stessa circostanza, la ex sarebbe stata colpita e picchiata. Non solo, la donna sarebbe stata trascinata per i capelli e colpita a pugni in testa. Al pronto soccorso del Santa Maria Goretti di Latina, le lesioni sono state giudicate guaribili in 15 giorni: un trauma cranico.

Di danneggiamento, l’uomo doveva rispondere perché ha frantumato il vetro dell’auto della sorella della donna con il crick. Tuttavia, il 50enne aveva sul groppone anche l’accusa di maltrattamenti reiterati nel tempo, poiché avrebbe costretto a vivere la ex tra umiliazioni e vessazioni di ogni tipo.

Nella circostanza in cui l’uomo ha distrutto il vetro dell’auto con il crick, la vittima ha denunciato di aver sentito più volte le minacce: “Ti ammazzo, scendi che ti ammazzo”.

Uno scenario di violenza che oggi, 28 ottobre, è arrivato a conclusione con la condanna del 50enne, tuttora sottoposto alla misura del divieto di avvicinamento alla persona offesa.

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