Terracina, Premio Blue Economy per “Il Mare che unisce”: l’inclusione passa dall’accessibilità delle spiagge
Il riconoscimento ottenuto dal Comune valorizza gli interventi per rendere il litorale fruibile alle persone con disabilità. La sfida ora è garantire servizi efficienti e continuativi, affinché il diritto di vivere il mare sia realmente accessibile a tutti.
Il mare come patrimonio collettivo, spazio di benessere, socialità e libertà, senza barriere. È questo il principio alla base del progetto “Il Mare che unisce”, con cui il Comune di Terracina ha ricevuto, il 21 ottobre 2025, il Premio Blue Economy, riconoscimento che valorizza l’impegno nella tutela del territorio costiero, nella sostenibilità e nell’inclusione sociale.
Il premio rappresenta un importante traguardo, ma richiama anche una responsabilità: garantire che l’accessibilità delle spiagge non sia un servizio accessorio, bensì una componente essenziale del diritto di tutti a vivere il mare. Per le persone con disabilità, infatti, raggiungere l’arenile, muoversi sulla sabbia, utilizzare i servizi ed entrare in acqua può ancora presentare ostacoli fisici e organizzativi, con ricadute anche sulle famiglie e sugli accompagnatori.
Gli interventi realizzati.
Il progetto ha previsto diverse misure per favorire l’autonomia e la fruibilità delle spiagge libere: il sistema “Seatrac Mover Max” per facilitare l’ingresso in acqua, la sedia Job anfibia per l’assistenza alla balneazione, cinque mappe tattili agli ingressi degli arenili, progettate secondo la normativa INMACI, e l’installazione di gazebo retrattili.
A illustrare le iniziative è l’assessore al Demanio, Gianluca Corradini, che sottolinea come il Seatrac Mover Max sia una struttura amovibile alimentata a energia solare, composta da binari che collegano la spiaggia all’acqua e consentono alle persone con disabilità di entrare in mare con il supporto di un assistente.
Si tratta di strumenti importanti, la cui efficacia dipende però dalla manutenzione, dalla piena operatività e dalla presenza di personale adeguatamente formato. Non basta installare le attrezzature: occorre garantire servizi funzionanti, sicuri e facilmente accessibili.
La sfida della prossima stagione balneare.
Per trasformare gli interventi in un sistema realmente inclusivo, sarà necessario migliorare i percorsi di accesso, le passerelle, i collegamenti con parcheggi e servizi igienici, le aree d’ombra e le docce accessibili. Fondamentali anche informazioni chiare sui servizi disponibili, sugli orari e sulle modalità per richiedere assistenza.
La programmazione dovrà coinvolgere uffici comunali, operatori balneari, servizi sociali, associazioni e persone con disabilità, affinché le soluzioni rispondano alle esigenze concrete degli utenti. Ascoltare le famiglie e verificare direttamente le criticità permetterà di individuare le priorità e intervenire prima dell’inizio della prossima estate.
Lo stesso Corradini riconosce le difficoltà emerse durante la stagione trascorsa: «Le spiagge allestite per i nostri cittadini e ospiti meno fortunati hanno ancora mostrato qualche problematicità operativa, ma come assessorato e come amministrazione ce la stiamo mettendo tutta per dare risposte complete a un tema sociale che raccoglie tantissime sensibilità».
L’assessore guarda tuttavia con fiducia alla prossima estate, assicurando che sono già in corso iniziative per migliorare i servizi e garantire risposte più complete alle persone con disabilità e alle loro famiglie.
Il valore del premio si misurerà sui risultati.
Il Premio Blue Economy rappresenta per Terracina un riconoscimento significativo e, allo stesso tempo, uno stimolo a proseguire nel percorso dell’inclusione. La sostenibilità di una città costiera, infatti, non si misura soltanto attraverso la tutela ambientale e la valorizzazione del paesaggio, ma anche dalla capacità di rendere il mare accessibile a tutti.
Il vero obiettivo sarà trasformare le strutture realizzate in servizi stabili, efficienti e verificabili, capaci di garantire autonomia, sicurezza e dignità. La prossima stagione balneare sarà quindi un banco di prova per valutare i progressi, correggere le criticità e rafforzare la collaborazione tra istituzioni, cittadini e associazioni.
Il successo di “Il Mare che unisce” non si misurerà soltanto dal premio ricevuto, ma dalla possibilità per ogni persona con disabilità e per la sua famiglia di raggiungere la spiaggia, entrare in acqua e vivere il mare in serenità e autonomia. Perché il mare è un bene comune e renderlo accessibile a tutti significa dare concretezza ai principi di uguaglianza, partecipazione e inclusione sociale.
