ESTORSIONI E DROGA PER LA COSCA GALLACE: TRE ARRESTI TRA APRILIA E FERRARA. SEQUESTRATI DUE KARTODROMI

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Aprilia, operazione dei carabinieri. Arrestate tre persone per estorsione e tentata estorsione, autoriciclaggio, con l’aggravante del metodo mafioso, e detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti. Sequestrati beni aziendali e conti correnti.

A partire dalle prime ore della mattinata odierna, ad Aprilia e Ferrara, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Latina, coadiuvati nella fase esecutiva dai comandi Arma territorialmente competenti, hanno notificato un’ordinanza di applicazione di misura cautelare, personale e reale, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Roma, su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia capitolina, nei confronti di tre persone, gravemente indiziate, a vario titolo, dei reati di estorsione, tentata estorsione, autoriciclaggio, con l’aggravante del metodo mafioso, fatta eccezione per un caso di autoriciclaggio, nonché per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. Per due degli indagati è stata disposta la custodia cautelare in carcere, mentre il terzo è stato sottoposto alla misura degli arresti domiciliari.

Contestualmente, i militari hanno sequestrato i beni aziendali relativi a due associazioni sportive dilettantistiche, che gestiscono due kartodromi ad Aprilia e Ferrara, per un valore complessivo di almeno 2.000.000 di euro, nonché dei conti correnti intestati ai rispettivi proprietari, eseguendo anche, in altre Regioni, perquisizioni nei confronti di ulteriori 17 indagati.

Più in particolare, l’indagine dei Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Latina, condotta dal novembre 2023 al luglio 2025 e coordinata dalla Procura Distrettuale Antimafia di Roma, che trae origine dalla presentazione di una denuncia per tentata estorsione, ha consentito di documentare una pluralità di gravi condotte illecite poste in essere dagli indagati, tra cui figura un soggetto che, radicato sul litorale pontino ma di origine calabrese, risulta storicamente in rapporti con la “cosca Alvaro” di Sinopoli e in grado di inserirsi anche nell’ambito criminale della “cosca Gallace” di Guardavalle, operante sul litorale romano, tra Nettuno e Anzio. 

Nello specifico, le investigazioni hanno permesso di ricostruire un tentativo di estorsione perpetrato da due degli arrestati in danno del proprietario di una pista di kart del capoluogo pontino. Secondo quanto emerso dai riscontri investigativi, sarebbero state poste in essere pressioni finalizzate a ottenere la cogestione del predetto impianto sportivo, con l’ulteriore pretesa di imporre l’utilizzo di una specifica marca di kart e minimoto, avvalendosi della forza intimidatrice derivante dalla contiguità alla ’ndrangheta.

È stata inoltre documentata un’estorsione perpetrata da quattro indagati, di cui solo uno destinatario dell’odierno provvedimento restrittivo, in danno di un soggetto, allo scopo di farlo desistere dal portare avanti la causa lavorativa da lui intentata contro la ditta da cui dipendeva. In tale contesto la persona offesa è stata finanche percossa e minacciata gravemente, precisando che gli indagati, a tal fine, hanno agito avvalendosi della forza intimidatrice proveniente dall’organizzazione criminale di riferimento.

Parallelamente, l’inchiesta ha consentito di documentare il coinvolgimento di tutti e tre i soggetti arrestati in un’assidua attività di spaccio di sostanze stupefacenti, con base logistica ad Aprilia, presso il kartodromo da loro gestito, centro nevralgico dello smercio dello stupefacente, prevalentemente del tipo cocaina.

L’aspetto di maggiore rilievo, conseguentemente emerso nel corso delle indagini, riguarda la destinazione dei profitti illeciti derivanti dal narcotraffico. È stato, infatti, riscontrato che parte del denaro provento dello smercio è stato sistematicamente reimmesso nel circuito economico legale. Nello specifico, il ricavato di tale attività illecita è stato impiegato per finanziare e sviluppare le attività connesse alla gestione di due piste di kart ubicate rispettivamente ad Acerra (Napoli) e Ferrara, attraverso due associazioni sportive dilettantistiche, precisando che per il reinvestimento dei proventi illeciti destinati alla pista di Acerra è stata contestata anche l’aggravante del metodo mafioso, atteso che le attività illecite condotte si ritiene fossero finalizzate ad agevolare gli interessi della consorteria criminale riconducibile alla ’ndrangheta, nella sua articolazione territoriale denominata “cosca Gallace”.

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