Violenze, minacce e riti voodo: ascoltati i famigliari del 62enne accusato di maltrattamenti ai danni di moglie e figli
È entrato nel vivo oggi, 20 ottobre, il processo nei confronti del 62enne T.B. (le sue iniziali), originario del Congo, difeso dall’avvocato Marco Nardecchia e accusato di maltrattamenti in famiglia, tra i quali quello di aver messo in atto anche alcuni riti voodoo contro i suoi stessi congiunti, in primis la moglie, connazionale dell’uomo, al momento sottoposto al divieto di avvicinamento alle vittime con il braccialetto elettronico.
L’uomo è stato rinviato a giudizio, lo scorso gennaio, dal giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina, Laura Morselli.
Oggi, l’udienza è iniziata con l’escussione della ex moglie dell’uomo con cui hanno avuto tre figli che oggi hanno 21, 19 e 15 anni. La donna, in un racconto un po’ tortuoso, ha accusato l’uomo di anni di maltrattamenti e di violenze in casa, tra cui schiaffi ricevuti sia da lei che dai figli, di cui uno disabile.
“Lui è potente, comanda tutto – ha detto la donna – non posso dire niente davanti a lui. È il capo e i miei figli non osano chiedere niente a lui”. I due coniugi per anni hanno vissuto da separata in casa, sin dal 2017. “Ogni giorno mi diceva: “Sei stupida, sei puzzolente” e io piangevo”. In altre circostanze, il 62enne avrebbe detto alla donna: “Quando entri in questa casa, devi pregare perché non esisti, ti ammazzo, ti butto giù dal balcone”. L’uomo, intorno alla mezzanotte, si sarebbe sempre svegliato per fare alcuni riti voodoo. La donna ha spiegato che tante volte ha chiamato la Polizia: “Non salutava nessuno, non parlava con nessuno, alzava le mani ai miei figli e contro di me. Un giorno mi ha lanciato addosso una candela, poi quando si arrabbia rompe oggetti. Una volta tirò uno schiaffo contro nostro figlio e lui ci è rimasto male. Quel giorno chiamai la Polizia, era una situazione insopportabile. Lui insultava me e la mia famiglia, e io ero stanca di dover cambiare sempre casa perché non avevamo soldi. Quando eravamo separati in casa, lui non pagava l’affitto”. I fatti raccontati dalla donna sarebbero avvenuti tutti fino al 2024, a Latina.
A testimoniare anche il figlio 21enne della coppia che ha spiegato di come il padre fosse sempre autoritario: “Successivamente è diventato molto violento contro mia madre e miei fratelli. Contro mia madre inveiva e molto spesso era molto violento. Aveva atteggiamenti violenti. Io ho assistito ad un episodio in cui mia madre e mio padre stavano litigando: sono stato costretto a separarli, tanto che è caduta una candela che per poco non prendeva mia madre”. Le violenze psicologiche sarebbero state continue nei confronti della madre: “Le diceva che non valeva nulla”. In una occasione, il 62enne avrebbe tentato di soffocare il figlio: “Mi attaccò al muro e in quel momento non respiravo. Stavamo discutendo, si arrabbiò per via di una mia obiezione. Ho solo espresso il mio parere: risposi di no alla sua domanda se fossi il più forte della squadra di basket”. Il figlio spiega che i motivi dei continui litigi erano ascrivibili a questioni di soldi e alla gestione.
Il processo è stato rinviato al prossimo 23 febbraio quando sarà esaminato l’imputato.
LE ACCUSE – Ad aprile 2025, era durato circa un’ora l’interrogatorio di garanzia del 62enne. L’uomo, dinanzi al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Barbara Cortegiano, che ha disposto il divieto di avvicinamento e l’allontanamento dalla casa famigliare, aveva spiegato che, in realtà, gli attriti sarebbero per lo più con la moglie e non con i tre figli. Secondo la versione fornita dall’indagato, sarebbe stata invece la moglie ad essere una fondamentalista religiosa e non tanto lui accusato di aver praticato riti voodoo contro la donna e i figli.
Una storia che si è consumata all’interno delle mura domestiche della famiglia, che vive in Italia da anni ed è ben inserita nel tessuto sociale a Latina. Secondo l’accusa, basata sulla denuncia della moglie, il 62enne avrebbe maltrattato tutto il nucleo famigliare, insultando la donna con frasi quali: “Sei una stupida, non sei al mio livello”, arrivando anche alle minacce di morte: “Ti ammazzo, ti butto dal balcone”.
I comportamenti violenti dell’uomo si sarebbero consumati anche ai danni del figlio affetto da autismo colpito con uno schiaffo, facendolo sbattere con la testa contro il frigorifero, solo perché gli avrebbe chiesto un abbraccio. Le percosse sarebbero state indirizzate anche alla moglie, contro la quale avrebbe lanciato anche una candela accesa. Un contesto caratterizzato da ansia e timore, tanto che i figli e la moglie, secondo il pubblico ministero Giorgia Orlando, che ha condotto le indagini, si sarebbero sentiti assoggettati.
La donna, esasperata, ha presentato denuncia lo scorso dicembre. I due coniugi, che vivono a Latina, hanno avuto tre figli. Il più piccolo, di 14 anni, come detto, presenta una forma di autismo, Proprio a causa della salute del figlio, i due coniugi hanno interrotto al loro relazione, pur continuando a vivere insieme da separati in casa. La donna ha spiegato nella sua denuncia di aver subito per anni aggressioni verbali, condite da minacce, insulti e botte anche contro i figli; in alcune occasioni, l’uomo ha distrutto gli arredi di casa.
Nel corso di un violento litigio accaduto l’anno scorso, la donna ha chiesto all’uomo di lasciare casa, ricevendo un netto rifiuto. Anzi, l’uomo, per tutta risposta, ha occupato una stanza di una casa, chiudendola a chiave e facendola sua. È all’interno della stanza occupata che il 62enne avrebbe intrapreso strane abitudini da spaventare lei e i figli. L’uomo, infatti, descritto praticamente come un sedicente santone, avrebbe compiuto dentro la stanza alcuni riti con incenso e sale, collocando agli angoli della casa alcuni sassolini bianchi.
La donna, nella denuncia, ha parlato di veri e propri riti voodoo. E ancora di altri atti violenti contro i figli maschi tanto da chiamare le forze dell’ordine per intervenire. L’uomo, inoltre, si sarebbe appropriato anche dell’assegno famigliare senza condividerlo con i parenti. Una situazione al limite resa anche più grave dai rifiuti del 61enne alle richieste dei servizi sociali di andare a parlare con loro.
Una figura autoritaria, descritta in questo modo anche dai figli. È uno di loro che spiega nel dettaglio i riti strani che l’uomo avrebbe compiuto dentro casa: incenso sparso nell’abitazione, soprattutto di notte.
