Violenza sessuale aggravata: concluso l’abbreviato per un padre di famiglia accusato di aver abusato di sua figlia minorenne
Assolto per mancanza di prove, S.M., l’uomo di Priverno, difeso dagli avvocati Tommaso e Antonella De Bonis e accusato di violenza sessuale nei confronti della figlia minorenne. A pronunciare la sentenza di assoluzione è stato il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina, Giuseppe Cario, a fronte della richiesta di condanna a 8 anni di reclusione formulata dal pubblico ministero al termine della requistoria. L’uomo è stato giudicato con il rito abbreviato. A costituirsi parte civile la madre della bambina, assistita dall’avvocato Alba Marteddu. La bambina era stata dichiarata attendibile nel suo racconto-denunciata da parte della psicologa Alessia Micoli, nominata dal Tribunale.
Nel corso della discussione odierna, è emerso che la moglie dell’uomo ha ritirato la querela nei confronti dell’imputato. Una circostanza che non ha avuto effetto sulle accuse in quanto si tratta di un reato procedibile d’ufficio e non a querela di parte.
Ad essere contestata all’uomo era l’ennesima storia di abusi nei confronti di una minorenne che si sarebbe consumata in località Ceriara, nel Comune di Priverno. L’uomo, padre di famiglia, era finito agli arresti domiciliari con l’accusa grave di violenza sessuale aggravata dalla minore età della vittima. Secondo gli inquirenti, per un’indagine condotta dal pubblico ministero Giorgia Orlando, il cinquantenne, disabile al 100%, avrebbe abusato sessualmente della figlia di 9 anni per fatti avvenuti 4 anni fa, nel 2021.
L’uomo, infatti, avrebbe violentato la figlia mentre questa si trovava sotto la doccia. Nell’atto del lavare la bambina, il cinquantenne l’avrebbe palpeggiata nelle parti intime in più di una occasione, oltreché, in altri momenti domestici, applicarle “grattini” sugli organi genitali.
Lo scorso 9 gennaio, la bambina, oggi tredicenne, era stata chiamata a testimoniare rispetto alla denuncia sporta dalla madre nel 2025, nonché ex compagna dell’indagato. La minorenne, assistita dalla psicologa Alessia Micoli, nominata dalla Procura di Latina, aveva confermato tutte le accuse a carico del padre in un lungo incidente probatorio che si era svolto in due ore dinanzi al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Paolo Romano, e al pubblico ministero Giuseppe Bontempo. L’uomo era presente in aula.
La psicologa era stata chiamata a presentare una perizia che aveva accertato la capacità testimoniale della vittima la quale sarebbe sembrata molto lucida nel raccontare gli episodi di abusi avvenuti sotto la doccia. La ragazzina, infatti, in seguito a questi episodi, avrebbe sviluppato alcuni disagi e, per tale ragione, era in cura presso uno psicologo.
In uno degli episodi ripercorsi, la tredicenne avrebbe raccontato di essersi chiusa in bagno per urlare. La madre si sarebbe accorta che qualcosa non andava quando vedeva che la figlia non voleva più rimanere da sola con il padre.
Oggi, 19 ottobre, l’assoluzione dell’uomo.
