MINTURNO, I 5STELLE ATTACCANO L’AMMINISTRAZIONE: “AFFIDARE I CANI RANDAGI AI PRIVATI È UN COSTO PER L’ENTE”

M5S Minturno: “La scelta di affidare i cani randagi a strutture private convenzionate comporta un impegno finanziario costante per l’Ente”

“Complesso è stato il suo percorso, legato alla gestione dei fondi pubblici e al costante interesse delle associazioni di volontariato, grazie alle quali si riusciva a garantire un servizio appena sufficiente.

Parliamo del vecchio canile, situato in zona Pantano Irto. Per un lungo periodo ha svolto la sua funzione di accoglienza dei cani randagi o vaganti catturati nel comune, avvalendosi dell’aiuto di volontari e associazioni, costantemente impegnati nell’accudimento e nella raccolta dei beni di prima necessità, ma soprattutto parte attiva nella promozione delle adozioni.

Purtroppo la struttura ha subito un progressivo ridimensionamento fino alla chiusura definitiva. Questa dismissione ha creato non pochi disagi: l’area circostante è andata incontro a un degrado costante, tanto che si sono create varie discariche abusive. Una volta chiuso il canile, l’amministrazione ha deciso di esternalizzare il servizio, affidandosi a strutture più attrezzate, con servizi sanitari privati, nei paesi limitrofi. Il servizio è sempre stato monitorato da associazioni, forze ambientaliste e dal Movimento 5 Stelle, che hanno spesso sollecitato verifiche e interventi formali per accertare lo stato di salute e il benessere dei cani di Minturno trasferiti fuori dal comune.

La scelta di affidare i cani randagi a strutture private convenzionate comporta un impegno finanziario costante per l’Ente. Nella gara d’appalto comunale e nelle convenzioni curate in ambito distrettuale, la tariffa base per la custodia, il mantenimento e l’assistenza di ciascun cane si aggira mediamente sui 4-4,50 euro al giorno più IVA. È questo il costo approssimativo sostenuto dalla collettività per il ricovero nei canili rifugio sanitari, unito alle prestazioni di primo soccorso veterinario e di stabilizzazione di cani e gatti. Per il Comune di Minturno si tratta di un impegno di spesa trimestrale di circa 90.000 euro, che si traduce in un peso complessivo per le casse pubbliche stimato tra i 300.000 e i 360.000 euro l’anno.

Da qui il dilemma: riaprire il canile o continuare a esternalizzare il servizio a strutture private convenzionate, con un costo fisso sulla finanza pubblica?

Un canile comunale a gestione diretta offrirebbe diversi vantaggi. I volontari potrebbero monitorare e interagire da vicino; essendo i cani sul territorio, si potrebbero organizzare giornate per le adozioni o visite guidate per le scolaresche, riducendo così gradualmente il numero dei cani e il loro tempo di permanenza nella struttura. I cittadini sarebbero coinvolti, con maggiore trasparenza gestionale e un minor rischio di speculazione da parte di soggetti privati sulla permanenza prolungata dei cani nei centri dei comuni limitrofi. Un canile sul territorio sarebbe anche un segno concreto di attenzione della comunità verso gli animali: un luogo in cui cittadini, scuole e associazioni possono incontrarsi e un’occasione per sensibilizzare la popolazione al rispetto degli animali, all’adozione responsabile e alla lotta all’abbandono.
Vanno però valutati i costi: la riqualificazione della struttura e dell’area, con la sistemazione definitiva della situazione igienico-sanitaria; i costi fissi del personale, indipendenti dal numero di cani ospitati; il personale specializzato e il veterinario, residente o convenzionato; le spese di manutenzione ordinaria e straordinaria.
D’altra parte, affidarsi a canili esterni non comporta, all’inizio, costi per le infrastrutture, ma a lungo termine pesano i costi fissi e quelli dei controlli, che devono essere eseguiti periodicamente per verificare la custodia e il benessere dei cani. Non va poi sottovalutata la quasi totale mancanza di adozioni dovuta alla distanza. Infine, la sterilizzazione è una leva importante per ridurre notevolmente i costi.

Auspichiamo quindi che, dopo un’attenta valutazione, a breve Minturno possa avere un canile gestito in modo capace e scrupoloso, seguito con attenzione da associazioni e amanti dei nostri amici a quattro zampe, che contribuisca in modo particolare alle adozioni e a un futuro migliore per tutti, a costi inferiori. Risorse che tornerebbero nelle casse del Comune per altre necessità. Un canile comunale non sarebbe solo un servizio: sarebbe un presidio di civiltà e un motivo di orgoglio per tutto il paese”.

Così, in una nota, gli esponenti del Movimento Cinque Stelle Minturno, Rocco Schena e Roberto Tartaglia.

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