DEFINIZIONE AGEVOLATA, RANALDI: “È SOLO UNA PEZZA. LA RISCOSSONE È FERMA PER TARI, IMU E CARTELLONISTICA”

Definizione Agevolata: Ranaldi, “Una pezza sul fallimento delle entrate, mentre la riscossione IMU è ferma al 6%, l’evasione TARI al 35% e 4 milioni di euro non incassati dalla cartellonistica”

Forte presa di posizione del consigliere di PerLatina2032 sul Regolamento per la Definizione Agevolata delle entrate comunali: “Tra il 2021 e il 2025 oltre 17 milioni di crediti IMU bloccati da maxi-contenziosi e riscossione ordinaria ferma al 6,45%. TARI con evasione al 35% e 10mila residenti ‘fantasma’. Nel caos anche cartellonistica dove c’è evasione accertata dalla DOGRE di 4 milioni di euro: la maggioranza usa le sanatorie ma non bonifica le banche dati“

“Un semplice pannicello caldo che non risolve i problemi strutturali dell’Ente e nasconde sotto il tappeto l’assenza totale di una politica ordinaria delle entrate e della riscossione”: a chiarire la posizione è Nazzareno Ranaldi (Per Latina 2032), che evidenzia le criticità emerse dagli atti ufficiali, dalla relazione tecnica e dal parere dei Revisori dei Conti, a proposito della deliberazione n. 103 riguardante il Regolamento per la Definizione Agevolata delle entrate comunali.

“Ci troviamo di fronte all’ennesima misura d’emergenza che prova a mettere una pezza al fallimento della gestione ordinaria delle entrate. La delibera è rimasta chiusa nei cassetti della Giunta per ben tre mesi, dal 2 luglio al 24 settembre, ed è stata riscritta solo all’ultimo minuto. Inoltre, l’articolo 17 del Regolamento, che obbliga l’Amministrazione a venire in Consiglio Comunale a rendicontare periodicamente gli incassi effettivi e l’impatto sul bilancio, non nasce da un’improvvisa volontà di trasparenza della maggioranza, ma è una prescrizione vincolante pretesa dai Revisori dei Conti per tutelare i conti dell’Ente.”

“Dall’analisi della relazione tecnica sul magazzino crediti emerge una mole enorme di crediti incagliati — oltre 17 milioni di euro per l’IMU dal 2021 al 2025 — fortemente concentrata su singoli maxi-contenziosi e con un tasso di recupero ordinario fallimentare”. Spiega Ranaldi: “I numeri parlano chiaro: la riscossione ordinaria dell’IMU dagli accertamenti si attesta su un misero 6,45%, con il restante 93,55% destinato a finire nel Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità. Il vero nodo che la Giunta deve chiarire è: perché la riscossione ordinaria è ferma ad appena il 6%? Nel 2021 su oltre 5,1 milioni di crediti IMU residui, più di 4,8 milioni sono bloccati in contenzioso e ben 4,5 milioni di euro fanno capo a un unico grande debitore; mentre nel 2023, su 1,8 milioni di crediti IMU, la quota preponderante riguarda vertenze pendenti, con un singolo contribuente ‘annoso’ che da solo ha un debito di 1,7 milioni di euro. Infine, nel 2024 e 2025 si sommano altri 9,6 milioni di euro di crediti accertati”. Conclude quindi il consigliere: “Di fronte a cifre simili, la Definizione Agevolata rischia di trasformarsi in una via d’uscita per pochissimi grandi contenziosi anziché in un aiuto mirato.”

Grave anche il quadro che emerge sul fronte dei rifiuti: “Sulla TARI l’evasione resta da anni drammaticamente bloccata al 35% su un PEF di 35 milioni di euro. In Aula è stato ammesso che ci sono ben diecimila residenti che non pagano la TARI. Com’è possibile che, con un Ufficio TARI dotato di ben 24 dipendenti, non si riesca a incrociare l’anagrafe con i ruoli dei tributi per scovare questi 10mila evasori? Non si può parlare di efficienza se più di un terzo della città non paga, se il 25% della popolazione — a partire dal centro cittadino — non ha ancora il servizio porta a porta e se l’azienda speciale ABC è lasciata senza un Piano Industriale da oltre tre anni.”

Per Ranaldi, la disorganizzazione strutturale trova conferma anche nella gestione delle altre entrate minori: “A completare questo quadro fallimentare ci sono il settore della cartellonistica pubblicitaria, dove si registra un’evasione accertata dalla DOGRE di ben 4 milioni di euro, e il totale caos dei passi carrabili, mai censiti e regolati a dovere. Senza un’azione di bonifica e senza far dialogare tra loro le banche dati comunali (Anagrafe, Tributi, DOGRE e Patrimonio), qualsiasi sanatoria è destinata a fallire.”

Infine, su equità fiscale e cittadini virtuosi: “Questa Amministrazione deve rendere conto in primis ai cittadini onesti che hanno sempre pagato tutto, compresi quelli che in passato hanno saldato i tributi con sanzioni e interessi pur di essere in regola. È sacrosanto andare incontro e tendere la mano a quelle famiglie e a quei piccoli imprenditori che si sono trovati in reale difficoltà economica, ma bisogna distinguere rigorosamente lo stato di necessità dai grandi evasori. Rinunciare a sanzioni e interessi senza una vera programmazione significa che tra un paio d’anni saremo al punto di partenza. Pretenderemo il rispetto rigoroso del monitoraggio quadrimestrale in Aula imposto dai Revisori dei Conti: la tutela dei cittadini virtuosi e la costruzione di una vera politica ordinaria delle entrate restano la nostra priorità”.

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