ASSEDIO TER: CHIESTO IL PROCESSO PER TERRA, PRINCIPI E CAPORASO. COMUNE DI APRILIA PARTE CIVILE

Mafia Aprilia: entra nel vivo l’udienza preliminare per l’ex sindaco di Aprilia, Antonio Aprilia, indagato nella maxi indagine “Assedio”

Stralciate le posizioni di Patrizio Forniti e della moglie Monica Montenero, perché ancora “latitanti”, e disposte nuove ricerche a mezzo della Procura per via del fatto che nessuna notifica è arrivata a entrambi. Stralciate anche le posizione di Ambrosini e Licari, che hanno chiesto il patteggiamento e quella di Temperini per la quale è stata presentata istanza di rito abbreviato. Al contempo, il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Roma ha ammesso le costituzioni di parte civile del Comune di Aprilia, dell’associazione antimafia Caponnetto e di Reti per la giustizia, sebbene rispetto a quest’ultima ci sia stata l’opposizione degli avvocati di Tesei (Luca Giudetti), Terra (Alessandro Vitale) e Caporaso (Federico Cola). Dopodiché, il pubblico ministero Alessandro Picchi ha discusso brevemente chiedendo il rinvio a giudizio per tutti. Richiesta a cui si si sono associate le parti civili.

È questo l’esito dell’udienza preliminare odierna che ha visto la richiesta di processo per gli indagati di quello che può essere definito come “Assedio ter”, il terzo filone dell’inchiesta della DDA di Roma il quale, a luglio 2024, terremotò il Comune di Aprilia e portò nei mesi successivi al commissariamento per infiltrazioni mafiose tuttora vigente. L’inchiesta ha portato agli arresti dei componenti del clan capeggiato da Patrizio Forniti che era riuscito, tramite figure di mezzo, a dialogare e ottenere appalti con la pubblica amministrazione apriliana. Le prossime tappe dell’udienza preliminare sono fissate i prossimi 9 novembre e 3 dicembre, quando il giudice prenderà le sue decisioni.

Tra coloro che richiano il processo, davanti al giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Roma, Rosalba Liso, ci sono i politici Lanfranco Principi, Antonio Terra, Luana Caporaso, l’attuale dirigente del Comune di Aprilai con delega al Pnrr, Paolo Terribili, Daniele Ambrosini, Fabrizio Antolini, Francesca De Monaco, Marco Laorente, Stefano Licari, Dimitri Montenero, Manuel Montenero, Antonio Morra, Tiziano Paternoster, Salvatore Smiraglia, Maria Cristina Temperini, Urbano Tesei, Simone Tosi e Debora Violato.

I due coniugi, ristretti in Marocco, Forniti e Montenero, al momento, rimangono nelle carceri del nord Africa, anche perché ci sarebbero problemi dall’estradizione. Lo Stato africano, infatti, non sarebbe ben propenso ad estradare in Italia la coppia, incarcerata per falsificazione di passaporti e tentata corruzione.

Costituito come parte civile sia il Comune di Aprilia, assistito dall’avvocato Massimo Sesselego, che l’associazione antimafia “Antonino Caponnetto”, difesa dagli avvocati Benedetta Manasseri e Felicia D’Amico, che già sono nei due processi principali: Assedio e Assedio bis.

Il centro del nuovo filone è sicuramente quello che vede indagati gli ex sindaci Lanfranco Principi (già a processo per il filone principale con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa) e Antonio Terra, oltreché all’ex assessora e consigliera comunale Luana Caporaso. Con loro anche l’imprenditore del trasporto pubblico, Umberto Tesei, destinatario peraltro, in altri circostanze dell’indagine, di attentati intimidatori (tramite bombe) da parte del clan Forniti.

A luglio 2024, il Gip capitolino aveva respinto la richiesta di misura cautelare ai domiciliari per Antonio Terra e Luana Caporaso (indagati a piede libero) che, con Principi, Tesei e l’ingegnere Umberto Martone, sono accusati di aver turbato la gara, indetta il 25 luglio 2019 (quando Terra era sindaco e Principi suo vice) per l’affidamento del Trasporto pubblico locale ad Aprila. Di questo dovranno rispondere nell’udienza preliminare che si terrà a Roma.

Nonostante la Schiaffini Travel avesse ottenuto un punteggio migliore, i tre politici – Terra (allora Sindaco), Principi (vice sindaco) e Caporaso (assessora ai lavoro pubblici) – avrebbero dato istruzioni al Rup Paolo Terribili (dirigente dei lavori pubblici del Comune sospeso) per indicare alla Commissione giudicatrice, di cui faceva parte Martone, di far vincere la ditta di Umberto Tesei, detto “Picchio”, ritenuto legato alla cosca di Forniti. Alla fine, dopo una serie di interlocuzioni, alcune delle quali intercettate dagli inquirenti, l’avrà vinta la Nuova Tesi Bus: una gara dall’importo di oltre 23 milioni di euro, prorogabile anche per un anno. A giugno 2023, peraltro, una determina dei Lavori Pubblici ha confezionato la seconda proroga in pochi mesi a favore della Nuova Tesei Bus.

Nel corso delle intercettazioni, Principi parla con Tesei il quale gli dice: “ha detto pure Tonino (nda: Antonio Terra) “io ci ho parlato, io già glieli ho dati gli indirizzi”, mi ha detto oggi, mi ha ricordato, gli ho detto “no, va bene”. E Principi: “se a questo tocca dargli una rinfrescata (nda: si riferiscono a Paolo Terribili)”. E Tesei: “dargli una rinfrescata Toni’ non ti preoccupare”. Poi sono andato da Luana, eravamo in piazza questa mattina, tu ho chiamato e non mi hai risposto”.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Paolo Terribili fu convocato dall’allora vice sindaco Principi e all’allora assessora Luana Caporaso, su sollecitazione del sindaco Antonio Terra. Il luogo scelto per parlare era il garage comunale, scelto perché fuori dal pericolo di essere intercettati. A Terribili, i politici avrebbero fatto capire che l’indicazione per la gara era una: doveva vincere Tesei. E per indirizzare la gara, secondo la DDA di Roma, Terribili spiega che bisogna orientarsi su “un fannullone, uno che ha rubato i soldi per anni”. Secondo la Procura capitolina, quel “fannullone” potrebbe essere l’ingegnere, un tempo in servizio al Comune di Latina, Umberto Martone, membro della commissione giudicatrice del bando per il Tpl locale. La sua posizione però rimaneva incerta, anche a detta del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma, Francesco Patrone, che firmava l’ordinanza di arresto del luglio 2024. Una turbativa d’asta che, però, rischia di arrivare ben presto alla prescrizione del reato.

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