Arrestato dalla Polizia di Stato un giovane indiziato di maltrattamenti in famiglia, minacce gravi e danneggiamento
Si è concluso oggi, 13 ottobre, il rito abbreviato nei confronti di un giovane di 28 anni, di nazionalità tunisina, arrestato a novembre 2025 per maltrattamenti in famiglia, minacce e danneggiamento. Tutti reati di cui doveva rispondere oggi, dinanzi al giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina, Paolo Romano.
All’esito della sua requisitoria, il pubblico ministero Francesco Caporotundo ha chiesto una condanna a 3 anni di reclusione. Il gup Romano, dopo la camera di consiglio, ha riqualificato il reato da maltrattamenti a minaccia grave e condannato il 28enne, H.S. (le sue iniziali), difeso dall’avvocato Nicolò Giglio, alla pena di 1 anno ri reclusione, disponendo l’immediata scarcerazione del giovane finora detenuto.
Il caso risale alla serata del 20 novembre quando la Polizia di Stato, a Latina, aveva arrestato il 28enne. In particolare, i poliziotti erano intervenuti in Viale Nervi, presso la casa del padre dell’imputato, a seguito di numerose segnalazioni pervenute al Numero Unico di Emergenza 112, che riferivano della presenza di un giovane in forte stato di agitazione intento a danneggiare un portone condominiale.
Gli agenti, giunti sul posto, avevano immediatamente individuato il soggetto, che presentava una lieve ferita alla mano. Il 28enne aveva dichiarato di aver sfondato il portone d’ingresso dello stabile con l’intento di raggiungere l’abitazione familiare e “cacciare di casa” il proprio genitore.
Dagli accertamenti successivi era emerso che il giovane, poco prima, era stato dimesso dal Pronto Soccorso dove era stato accompagnato per un episodio di agitazione verificatosi la sera precedente. Una volta raggiunta l’abitazione familiare, avrebbe minacciato il genitore di morte, usando un mattone per infrangere la vetrata del portone condominiale, accedere all’interno e successivamente tentare di sfondare la porta dell’appartamento con violenza. “Vecchiaccio vattene via, prima o poi ti faccio la pelle”.
La vittima aveva riferito agli operatori di temere per la propria incolumità, segnalando inoltre episodi pregressi di comportamenti aggressivi e danneggiamenti compiuti dal figlio nei giorni antecedenti.
Durante l’intervento, il giovane aveva continuato a proferire minacce nei confronti del genitore, dichiarando anche agli agenti l’intenzione di tornare nell’abitazione una volta andati via.
Informato il Pubblico Ministero di turno della Procura della Repubblica di Latina, era stato disposto l’arresto presso la Casa Circondariale di Latina in attesa di convalida. Oggi, la conclusione del processo con giudizio abbreviato.
