RICERCATO DALLA POLIZIA SI BUTTÒ NEL CANALE: EL GHAYESH CONDANNATO A 2 ANNI DI RECLUSIONE

Ricercato dalla Polizia di Stato tenta di darsi alla fuga gettandosi in un canale. Su di lui pendeva un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per maltrattamenti ai danni della ex compagna

Si è concluso il processo che vedeva alla sbarra il 29enne di Latina, noto alle cronache giudiziarie, Ismail El Ghayesh, accusato dei reati di resistenza a pubblico ufficiale, evasione, ricettazione e danneggiamento. Difeso dagli avvocati Marco Nardecchia e Moreno Gullì, il 29enne è stato condannato alla pena di 2 anni di reclusione dal giudice monocratico del Tribunale di Latina, Eugenia Sinigallia, così come aveva richiesto il pubblico ministero. La difesa ha ottenuto dal giudice la misura meno afflittiva dei domiciliari rispetto al carcere dove El Ghayesh si trova ristretto.

Respinta la messa alla prova, il 29enne, lo scorso febbraio, Ismail El Ghayesh era stato rinviato a giudizio. Nel frattempo a maggio scorso, il giovane è stato condannato a 4 anni di reclusione per maltrattamenti: sono i fatti per cui pendeva su di lui un ordine di arresto e il 29enne, nel tentativo di fuggire, poiché ricercato dalla Polizia, mise in atto tutta la serie di comportamenti che gli hanno causano il processo che è terminato oggi, 12 ottobre.

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Condannato, a novembre 2025, per una tentata estorsione nell’ambito di un processo derivante dalla maxi indagine “Alba Pontina”, il 29enne pontino è comparso anche oggi nel processo e, esaminato, ha ammesso di essersi buttato nel canale durante la fuga dai poliziotti, pur spiegando di non avere avuto nessuna intenzione di sfuggire ai controlli. Si sarebbe trattato di uno stato di agitazione. Prima di lui, è stato esaminato il giovane con cui si trovava in auto, il quale, in una testimonianza confusa, ha sostenuto di non ricordare molto della vicenda che lo ha coinvolto.

Ismail El Ghayesh era stato arrestato il 16 luglio 2025, dopo una rocambolesca fuga prima con un’auto Peugeot, risultata rubata in Spagna, successivamente con una corsa a piedi, finita con un tuffo in un canale. Dopo l’arresto, l’uomo aveva risposto alle domande del magistrato, spiegando che l’auto era a noleggio e non sapeva che fosse stata rubata.

La Polizia di Stato, a Latina, nelle prime ore della mattina del 16 luglio di un anno fa, aveva intercettato ed arrestato El Ghayesh, destinatario dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, in aggravamento della misura degli arresti domiciliari, di cui il soggetto era già destinatario in quanto indiziato di maltrattamenti ai danni della ex compagna, perseguitata con diversi messaggi.

Il 29enne, dopo l’emissione della misura che ne aveva disposto il carcere, era evaso dai domiciliari e da qualche settimana si era reso irreperibile, probabilmente recandosi anche all’estero. Le sue ricerche però non erano mai state interrotte dagli investigatori della Polizia di Stato che lo avevano bloccato e arrestato dopo un inseguimento successivo ad un posto di controllo della volante di Terracina e al tentativo di fuga innescato dall’uomo per sfuggire alla cattura.

El Ghayesh era stato intercettato, insieme ad altre due persone a Terracina, da una pattuglia che si trovava in servizio di controllo del territorio. In un primo momento, l’uomo aveva tentato di eludere l’accertamento fingendo di non avere con sé i documenti, ma vistosi incalzato dai poliziotti, aveva repentinamente preso la guida dell’auto a cui nel frattempo si era avvicinato uno degli agenti proprio per evitare che potesse allontanarsi.

Nonostante la presenza del poliziotti, in spregio del pericolo, El Ghayesh avrebbe ingranato la marcia e iniziato una fuga verso Sabaudia. Una ricostruzione fortemente contrastata dalla versione della difesa e dall’imputato stesso, in quanto il 29enne non avrebbe tentato la fuga.

Ad ogni modo, subito erano intervenuti in supporto anche gli investigatori della Squadra Mobile che, procedendo nella sua direzione di fuga, lo avevano intercettato e in sicurezza fermato la vettura in aperta campagna. Un ultimo tentativo di fuga dell’uomo lo aveva portato a gettarsi in un canale, all’altezza della Bufalara, per giungere al lato opposto e sfuggire all’arresto, lì però ad attenderlo c’erano già gli altri poliziotti della Squadra Mobile che lo avevano bloccato e tratto in arresto.

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A giugno scorso, era stato escusso proprio uno dei poliziotti della Squadra Mobile che aveva partecipato all’arresto dell’imputato: “Vidi El Gayesh, noto ai nostri uffici, gettarsi nel fiume”, aveva confermato il poliziotto.

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