Roccasecca, trovato in possesso di 80 grammi di cocaina. Concluso il processo nei confronti di un giovane di Priverno
Si è concluso il proseguo del rito direttissimo nei confronti di un 27enne di Priverno, F. V. (le sue iniziali), assistito dall’avvocato Gianmarco Conca e accusato di detenzione di droga ai fini di spaccio. Il giudice monocratico del Tribunale di Latina, Elena Sofia Ciccone, ha condannato il 27enne, giudicato col rito abbreviato. alla pena di 8 mesi convertiti, come da istanza della difesa, in lavori di pubblica utilità. Il giudice ha derubricato il reato di spaccio in ipotesi lieve, comminando una pena molto inferiore a quella richiesta dal pubblico ministero che ha invocato una condanna a 4 anni di reclusione.
Il caso risale alla serata del 25 gennaio quando i Carabinieri della Stazione di Priverno avevano tratto in arresto, in flagranza di reato, il 27enne di Priverno, già noto alle forze di polizia, per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Nello specifico, i Carabinieri avevano sottoposto a controllo l’imputato, notato a piedi in una via del comune di Roccasecca, che aveva destato l’attenzione degli operanti per l’atteggiamento assunto alla loro vista.
Pertanto, i militari dell’Arma avevano proceduto a perquisirlo, rinvenendo nella sua persona circa 73 grammi di cocaina, suddivisi in due involucri, circa 2,5 grammi di marijuana nonché la somma di oltre 500 euro in contanti, ritenuta provento dell’attività illecita di smercio di sostanze stupefacenti. La perquisizione era stata estesa alla sua abitazione, dove nella disponibilità dell’indagato era stato rinvenuto anche un bilancino di precisione e materiale vario per il confezionamento e il taglio dello stupefacente.
Quanto rinvenuto nel corso della perquisizione era stato sottoposto a sequestro e la sostanza stupefacente, nell’ambito delle disposizioni che saranno impartite dall’Autorità Giudiziaria, era stata sottoposta ad analisi di laboratorio qualitative e quantitative.
Espletate le formalità di rito, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, il 27enne era stato tradotto presso le camere di sicurezza della Stazione di Terracina, dove era rimasto fino all’udienza di convalida dell’arresto, che si era tenuta, con rito direttissimo.
Il giudice monocratico Elena Sofia Ciccone aveva convalidato l’arresto e disposto per l’uomo la misura degli obblighi di firma. Il sequestro dei contanti non era stato convalidato e i soldi erano stati restituiti al 27enne al quale oggi, all’esito della sentenza, il giudice ha revocato gli obblighi di firma.
