41 MILIONI RICHIESTI DA LT AMBIENTE, COLETTA REPLICA ALLA SINDACA: “IL PROBLEMA NASCE CON ZACCHEO”

Damiano Coletta
Damiano Coletta

Richiesta milionaria da Latina Ambiente al Comune di Latina: l’ex sindaco Damiano Coletta risponde alla prima cittadina Matilde Celentano

Risponde sui social l’ex sindaco Damiano Coletta, chiamato in causa dall’attuale prima cittadina che ha addossato alla sua amministrazione la responsabilità dei 41 milioni richiesti dalla curatela fallimentare della Latina Ambiente derivanti dai crediti Tia.

“La curatela di Latina Ambiente – scrive Coletta – avanza una richiesta da 41 milioni di euro nei confronti del Comune. Un numero che fa rumore. Ma prima di parlare di responsabilità, è necessario ricostruire la storia dall’inizio. Quella vera. Il problema nasce nel 2006, non nel 2013. Fu la giunta Zaccheo, nel 2006, ad assegnare a Latina Ambiente la gestione della TIA. Da quella scelta iniziarono i grossi problemi del carrozzone Latina Ambiente. Discendono anni di contenziosi, di crediti non riconosciuti, di conti che non tornano. Non fu la mia Amministrazione a creare questo problema”.

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“Lo trovammo bell’e fatto, impacchettato e consegnato. Nessuno prima di noi ha risolto nulla. L’amministrazione Di Giorgi non riconobbe quei crediti. Il commissariamento successivo con il dr Barbato non conciliò. Il giudice dichiarò la società “decotta”. Eppure oggi si cerca di addebitare all’amministrazione Coletta ciò che tre governi precedenti non avevano né risolto né affrontato. Abbiamo fatto quello che la legge ci imponeva. Quando siamo entrati in Comune, abbiamo semplicemente preso atto, come era nostro dovere fare, di quanto era stato certificato dagli uffici: cioè che i crediti vantati da Latina Ambiente non erano dovut. Quella relazione fu consegnata all’assessorato all’Ambiente. Questa è stata la nostra linea. Leale, onesta e trasparente. Senza personaggi con conflitti di interesse e senza maschere. Nella nostra scelta non c’era margine di discrezionalità politica: c’erano sentenze del Tribunale e relazioni tecniche”. L’assessora Nasti lo disse pubblicamente: nulla più era dovuto. È agli atti. È stato dichiarato pubblicamente dall’assessore di questa stessa amministrazione, in occasione della discutibile transazione da 6 milioni approvata nel 2023″.

“Come si concilia questa affermazione con i 41 milioni che oggi la curatela avanza? Una delle tante cose assurde accadute in questi 3 anni e mezzo di governo. Chi ha sbagliato i conti, e quando? I conflitti di interesse vanno chiariti. Attorno a questa vicenda ruotano persone che sono state sedute o che siedono contemporaneamente a più tavoli: al tavolo di Latina Ambiente e a quello dell’amministrazione comunale. Persone rinviate a giudizio che risultano nello staff della Sindaca. Non è una suggestione: è un dato di fatto che merita accertamento trasparente. Abbiamo tutelato la città con un’azienda pubblica. La risposta dell’amministrazione Coletta alla crisi di Latina Ambiente è stata la creazione di ABC — un’azienda pubblica, controllata dalla comunità, sottratta alle logiche opache che avevano caratterizzato la gestione precedente. Questa è la differenza tra chi costruisce e chi scarica”.

“La verità è semplice. Chi ha creato il problema, oggi accusa chi ha cercato di risolverlo. Chi ha lasciato Latina Ambiente in quello stato oggi chiede conto a chi l’ha trovata così. E nel mezzo, come sempre, ci sono i cittadini che pagano due volte: prima con anni di gestione opaca, poi con il rischio di un dissesto costruito da altri. E poi la solita reazione della Sindaca Celentano nell’addossare ad altri le proprie evidenti responsabilità in cui c’è l’incapacità di governare i problemi più complessi. In una coalizione dove ognuno va per conto proprio. Che si faccia chiarezza. Leale, onesta, trasparente. Tutti i documenti tecnici, tutte le relazioni, tutti gli atti. Noi non abbiamo nulla da nascondere. E siamo sinceramente stufi di queste pantomime che vanno oltre il bene comune”.

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