CASA, SALP: “DALL’ATER AGLI AFFITTI, È EMERGENZA”

Casa, il problema non è più solo trovare un alloggio: è poterlo sostenere. Bolognesi (Salp C.A.S.A.): “Dall’ATER agli affitti, i numeri raccontano un’emergenza che cambia”

Negli ultimi giorni sono arrivati da più parti segnali che, letti insieme, raccontano una realtà ormai difficile da ignorare: la questione abitativa sta cambiando e sta diventando una delle principali emergenze sociali del Paese.

A Latina il presidente di ATER, Enrico Dellapietà, ha riportato l’attenzione sulle circa 5 mila richieste di alloggio popolare presenti in provincia, 2 mila delle quali concentrate nel capoluogo, sottolineando come la difficoltà ad accedere a una casa riguardi ormai anche persone che lavorano ma non riescono a sostenere gli attuali canoni di locazione.

Nello stesso momento i dati sugli affitti a stanza raccontano un’altra faccia dello stesso problema: a Latina i contratti sono passati dai 477 del 2018 ai 910 del 2025, con una crescita del 90,8%. E mentre il territorio fotografa una domanda abitativa sempre più ampia a livello nazionale il Governo accelera sul Piano Casa con l’obiettivo di mettere a disposizione 100 mila nuovi alloggi in dieci anni, intervenendo sul patrimonio pubblico esistente, sull’edilizia sociale e sulla rigenerazione urbana.

Il Piano prevede, inoltre, il recupero di circa 60 mila alloggi ERP oggi non assegnabili per esigenze di manutenzione e individua tra i destinatari anche la cosiddetta fascia grigia dell’abitare. È dentro questo quadro che interviene Gian Luca Bolognesi, presidente di Salp C.A.S.A. Lazio e direttore tecnico nazionale, riportando al centro una riflessione che il sindacato degli inquilini ha portato avanti da tempo anche nel confronto con Comune e ATER.

“Quello che sta emergendo in questi giorni conferma una cosa che come Salp C.A.S.A. sosteniamo da tempo e cioè che l’emergenza abitativa non può più essere letta soltanto attraverso il numero delle persone in graduatoria per una casa popolare. Quella è una parte fondamentale del problema, alla quale bisogna dare risposte, ma accanto c’è una fascia sempre più ampia di cittadini che resta fuori dall’edilizia pubblica e contemporaneamente non riesce ad accedere al mercato privato. Ed è proprio questa fascia grigia che oggi rappresenta una delle sfide più importanti per la politica abitativa. Il presidente di ATER Latina fa bene a richiamare l’attenzione su questo – aggiunge Bolognesi – perché se una persona lavora, percepisce un reddito ma non riesce comunque a sostenere il costo di un appartamento, siamo davanti a un problema che non possiamo liquidare come semplice difficoltà individuale. È un problema di sistema e anche il dato sugli affitti a stanza lo dimostra molto bene. Il ricorso sempre più frequente all’affitto di una stanza – spiega ancora – non è più soltanto un fenomeno legato agli studenti. Quando in pochi anni i contratti per una stanza quasi raddoppiano, dobbiamo chiederci cosa sta succedendo al mercato degli affitti. Una stanza diventa una soluzione abitativa per chi non può permettersi un appartamento intero e questo riguarda giovani, lavoratori, persone che si spostano, ma anche singoli che vedono crescere il costo dell’abitare più velocemente della propria capacità economica. È un indicatore dello stress abitativo che non possiamo ignorare”.

Salp C.A.S.A. aveva posto il tema già nei mesi scorsi, proprio partendo dalla necessità di non limitare il confronto sull’abitare alla sola edilizia residenziale pubblica.

“Abbiamo parlato più volte di fascia grigia, anche nei confronti istituzionali, perché era evidente che la domanda stesse cambiando. Oggi quella lettura trova una conferma importante anche nel nuovo Piano Casa nazionale, che individua esplicitamente tra i destinatari proprio quelle categorie che hanno difficoltà ad accedere al libero mercato. Non è una questione teorica: è la realtà che vediamo ogni giorno nei nostri territori”.

Anche a Latina alcuni percorsi avviati dall’amministrazione comunale stanno andando nella direzione di una risposta più ampia alla domanda abitativa. È il caso dei Piani di Zona, a partire da La Rosa, che accanto alla componente di edilizia residenziale pubblica prevedono interventi di edilizia convenzionata e agevolata e, nel quadro delle nuove progettualità, strumenti rivolti anche alla cosiddetta fascia grigia. Un’impostazione che riconosce come il bisogno abitativo non coincida più soltanto con quello di chi è in graduatoria ATER. Segnali importanti, secondo Bolognesi, perché dimostrano che anche a livello locale si sta iniziando a ragionare sulla necessità di allargare la risposta abitativa.

Ed è proprio questo, secondo Salp C.A.S.A., il punto centrale della fase che si sta aprendo anche a livello nazionale, con il Piano Casa che sta entrando nella fase operativa. Il commissario straordinario Felice Squitieri ha indicato tra gennaio e marzo 2027 la finestra per l’avvio dei primi cantieri.

Un tema rilanciato nei giorni scorsi anche da ANCE a Roma, durante la conferenza “Città nel Futuro 2030-2050”, che ha messo insieme istituzioni e sistema economico. L’associazione dei costruttori ha parlato della casa come di una “infrastruttura sociale strategica”, indicando in circa 300 mila le famiglie italiane in lista d’attesa per un alloggio pubblico e richiamando la necessità di una strategia di lungo periodo per l’edilizia pubblica e sociale, il riuso degli edifici dismessi e la rigenerazione urbana.

“Per anni abbiamo parlato di emergenza casa pensando soprattutto a chi non poteva permettersi un’abitazione, conclude Blognesi. Oggi dobbiamo prendere atto che l’emergenza riguarda anche chi una casa riesce a pagarla, ma non riesce più a sostenerne il costo nel tempo. È un cambiamento profondo, che i numeri di Latina stanno raccontando molto bene. Il Piano Casa può essere un’occasione importante per affrontarlo, ma la sua efficacia si misurerà su una cosa molto concreta: se riuscirà a ridurre quella distanza sempre più grande tra il reddito delle persone e il costo di abitare”.

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