RICHIESTA MILIONARIA TIA AL COMUNE DI LATINA, LBC A CELENTANO: “BASTA PAGLIACCIATE, SERVE CHIAREZZA”

Latina Ambiente, Latina Bene Comune: “Restituiamo le accuse al mittente. Basta pagliacciate, serve chiarezza”

“Restituiamo al mittente le accuse della sindaca Celentano nei confronti dell’ex sindaco Damiano Coletta e di Latina Bene Comune sulla vicenda Tia e Latina Ambiente. Ancora una volta le stesse persone che hanno creato un problema, scaricano su altri la responsabilità, ancora una volta per incapacità o per non volontà di risolvere una questione. Siamo all’assurdo. Ma ad oggi questa situazione e queste scuse non sono più credibili. Non si può prima creare il problema, poi lasciare che esploda negli anni e infine raccontare alla città che qualcun altro avrebbe dovuto risolverlo. Prima di parlare di responsabilità e di scaricare sulla precedente amministrazione le conseguenze della vicenda Latina Ambiente, bisogna avere il coraggio di mettere tutte le carte sul tavolo”.

È Lbc, per voce della segretaria Elettra Ortu La Barbera e dei consiglieri Dario Bellini, Damiano Coletta, Floriana Coletta e Loretta Isotton, a parlare e a intervenire sulla vicenda della messa in mora del Comune per 41 milioni di euro da parte della Latina Ambiente.

“Possiamo rimettere tutto in fila, partendo dalla presenza di alcune figure così poco opportune, tutte con chiarissimi conflitti di interessi nei riguardi di Latina Ambiente. Alcune di loro rinviate a giudizio in merito alla vicenda del fallimento. La vicenda del dr Palmerini, curatore di Latina Ambiente e scelto dall’amministrazione Celentano come presidente di Abc, è paradigmatica in quanto ha avuto più ruoli nello stesso tavolo. E poi ancora la discutibile transazione da 6 milioni con la società voluta dall’amministrazione nel 2023, su proposta dell’assessora Nasti che disse pubblicamente che con questa somma nulla era più dovuto. Infine la figura di Zaccheo, responsabile diretto di tutta questa vicenda, ora premiato come presidente della Fondazione Centenario. È la rappresentazione dell’assurdo.

Siamo di fronte alle stesse parti politiche che recitano in una commedia ma con diverse maschere, giocando di fatto su più tavoli e poi scaricando la responsabilità su chi, come la passata amministrazione Coletta, ha rispettato il lavoro degli uffici e dei tecnici. Occorre fare una volta per tutte chiarezza. Se è vero, com’è vero che all’epoca esistevano documentazioni e relazioni tecniche che ricostruivano il quadro di un problema enorme che riguardava Latina Ambiente, non c’è alcuna ragione per cui la passata amministrazione guidata da Lbc non avrebbe dovuto dare credito a quelle relazioni certificate dagli uffici. Era semplicemente nostro dovere rispettarle. Una volta intervenute le decisioni del tribunale che hanno dichiarato il fallimento, non c’erano margini per conciliazioni politiche”.

“La necessità – proseguono da Lbc – è quella di ricostruire con precisione, attraverso atti e documenti, chi ha assunto le decisioni e sulla base di quali atti, evitando che oggi si attribuiscano colpe di problemi creati e gestiti precedentemente. Il pasticcio Tia non nasce certo nel 2016 ma era stata creata dal governo di centrodestra nel 2009 con la scelta scellerata, fatta dal sindaco Zaccheo, di assegnare alla Latina Ambiente la riscossione della Tia; c’è stato poi un governo guidato dall’ex sindaco Di Giorgi che non ha riconosciuto questi crediti e un commissariamento che, allo stesso modo, non li ha riconosciuti. Infine, una sentenza del giudice che parla di ‘società decotta’.

Al fallimento della società si è arrivati dunque sulla base di situazioni documentate e di esiti giudiziari, senza dimenticare che la città arrivava da un anno di commissariamento in cui non era stata raggiunta alcuna conciliazione sulla vicenda. Intanto, le ricostruzioni negli anni sono state le più diverse. E ci chiediamo come si sia arrivati a questi conti e sulla base di quali relazioni tecniche e contabili. Nel 2014 la somma indicata era di circa 13,97 milioni; nel 2024, con la ripresa del tavolo tecnico sulla Tia a cui siede l’amministrazione Celentano,la cifra scende a 3 milioni, nel 2026 il Comune arriva addirittura a sostenere l’esistenza di un credito del Comune. Poi la Curatela arriva a chiedere 41 milioni”. La sindaca Celentano al solito le spara grosse addossando colpe agli altri quando ha invece delle precise responsabilità. In primis quella di avere nel suo organico persone con conflitti di interesse su incarico fiduciario. Poi quella di avere avallato una discutibile transazione di 6 mln di € facendola passare come risolutiva. Inoltre ci chiediamo quali conclusioni abbiano prodotto I tavoli tecnici riattivati dalla Giunta attuale e come si sia passati da una quantificazione del debito di pochi milioni, o addirittura di un credito, per arrivare a una richiesta di ben 41 milioni, disconoscendo completamente il ruolo del consiglio comunale.

In ultimo, prendiamo atto della incapacità da parte della sindaca di governare l’attuale coalizione. La posizione dissonanza di Noi Moderati ne è l’ennesimo chiaro esempio. Abbiamo bisogno di chiarezza e trasparenza e non di commedie in maschera”.

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