LATINA AMBIENTE E TIA, PD: “UN FALLIMENTO CHE APPARTIENE ALLA STORIA DEL CENTRODESTRA”

Latina Ambiente, un fallimento che appartiene alla storia politica del centrodestra locale. Campagna, Majocchi, Cepollaro (PD): “La Sindaca chiarisca responsabilità e rischi per il Comune”

La richiesta avanzata dalla Curatela di Latina Ambiente per circa 41 milioni di euro riporta al centro una delle vicende più pesanti della storia amministrativa di Latina. Una vicenda che viene da lontano, maturata negli anni in cui il centrodestra governava la città e che, a distanza di quasi vent’anni, continua a produrre conseguenze sui conti del Comune.
Per questo non è accettabile ridurre tutto a un’eredità ricevuta da chi governa oggi. Latina Ambiente è parte della storia amministrativa e politica del centrodestra locale. È sotto quelle amministrazioni, a partire dalla stagione di Vincenzo Zaccheo, che si sono formati alcuni dei nodi della gestione della TIA che ancora oggi il Comune si trova ad affrontare. Esistono dunque responsabilità politiche e morali che non possono essere cancellate dalla ricostruzione di quanto accaduto. Incredibili, e prive di qualsiasi pudore storico e morale, sono in questo senso le parole delle ultime ore della sindaca Celentano.
Ma la vicenda non appartiene soltanto al passato. Ha attraversato pienamente anche questa consiliatura e, proprio per questo, negli ultimi anni abbiamo più volte sollevato questioni che riguardano direttamente la stessa amministrazione Celentano.
Lo abbiamo fatto quando si è discusso della costituzione del Comune come parte civile nel procedimento sul fallimento di Latina Ambiente, nel quale risultavano coinvolte anche persone appartenenti allo staff fiduciario della Sindaca. Lo abbiamo fatto sulla posizione di Lorenzo Palmerini, curatore fallimentare di Latina Ambiente e successivamente nominato dalla stessa amministrazione presidente del CdA di ABC, mentre risultavano dichiarati anche rapporti professionali con Rida Ambiente.
Su queste sovrapposizioni di ruoli sono stati sollevati pubblicamente dubbi e richieste di chiarimento, fino all’interessamento dell’ANAC (autorità nazionale anticorruzione). Sono questioni che abbiamo posto perché, quando sono in gioco gli interessi economici del Comune e una vicenda tanto delicata, non possono restare zone grigie, possibili conflitti di interesse o legami opachi.
È quindi ancora più necessario comprendere come siamo arrivati alla situazione attuale. Nel 2023 era stata approvata una transazione da circa 6 milioni di euro per definire alcuni dei contenziosi con la Curatela. Avevamo già espresso forti perplessità sulla gestione della vicenda. In seguito, le verifiche tecniche sui rapporti relativi alla TIA avrebbero portato a ricostruzioni molto diverse, fino all’ipotesi di una posizione creditoria del Comune. Oggi arriva invece una messa in mora per circa 41 milioni di euro.
Uno scarto enorme, che da solo impone una spiegazione pubblica.
Per comprenderne l’origine bisogna tornare agli anni della TIA. Latina Ambiente nasce nel 1997 e, durante l’amministrazione Zaccheo, viene affidata alla società anche la riscossione della tariffa di igiene ambientale. Il nodo che ancora oggi pesa sui rapporti economici tra il Comune e la società riguarda soprattutto le annualità comprese tra il 2006 e il 2009. È in quella fase che si forma una complessa divergenza tra i conti dell’ente e quelli di Latina Ambiente, destinata negli anni successivi a tradursi in tavoli tecnici e contenziosi mai definitivamente chiusi.
La richiesta di oggi, dunque, non nasce dal nulla. Secondo la Curatela, dei circa 41 milioni richiesti quasi 18 sarebbero riconducibili alla quota capitale relativa alla TIA di quegli anni, cui si aggiungono interessi maturati nel tempo e ulteriori somme richieste a titolo risarcitorio. Si tratta di una pretesa avanzata dalla Curatela e non di un debito definitivamente accertato del Comune, ma le sue dimensioni rendono indispensabile sapere quale sia la valutazione dell’amministrazione e quale strategia intenda seguire per tutelare l’ente.
È questo il punto sul quale oggi servono risposte precise.
Cosa è accaduto dopo la transazione? Come si è passati da una definizione da circa 6 milioni di euro alle successive risultanze tecniche e poi a una messa in mora di questa entità? Qual è la posizione formale degli uffici comunali sulle somme richieste dalla Curatela? Sono emerse inadempienze nel corso di questi anni e, in caso affermativo, a chi sono riconducibili? Quale impatto potrebbe avere il contenzioso sugli equilibri finanziari del Comune?
Dopo più di tre anni di amministrazione Celentano non è sufficiente limitarsi a indicare ciò che è accaduto prima. La Sindaca governa dal 2023 e proprio la sua amministrazione ha gestito una fase decisiva dei rapporti con la Curatela: dalla transazione alle successive verifiche fino alla situazione che abbiamo davanti oggi. Su questa fase deve rendere conto delle decisioni assunte e di quelle eventualmente non assunte.
Il tema, peraltro, non può essere separato dalla situazione complessiva della gestione dei rifiuti. Latina continua a confrontarsi con criticità nel servizio e con una pressione tariffaria molto elevata, mentre resta aperta la questione del futuro industriale di ABC. Anche per questo servirebbe una strategia complessiva, capace finalmente di chiudere le pendenze del passato e dare una prospettiva stabile alla gestione pubblica dei rifiuti.
In questo quadro appare quantomeno singolare che la Sindaca invochi un secondo mandato per “completare il lavoro”, mentre alcune delle questioni più importanti della città restano ancora irrisolte. Il centrodestra governa Latina oggi e l’ha governata per gran parte degli anni nei quali si sono formati molti dei problemi che ancora pesano sul ciclo dei rifiuti. Non può quindi scegliere il passato a seconda delle convenienze: rivendicarne continuità e risultati quando gli sono favorevoli e trasformarlo in responsabilità esclusivamente altrui quando emergono i problemi.
Lo stesso vale per le opere e gli interventi che questa amministrazione sta portando a compimento e che, in molti casi, derivano da programmazioni, finanziamenti e procedure avviate negli anni precedenti. La storia amministrativa di una città non può cominciare o interrompersi in base alla necessità politica del momento.
Per questo chiediamo alla sindaca Celentano di riferire in Consiglio comunale e di mettere a disposizione dei consiglieri tutta la documentazione relativa alla vicenda TIA, dalla transazione alle successive ricostruzioni contabili fino alla recente messa in mora. Il Consiglio e la città devono conoscere la posizione degli uffici, le iniziative intraprese dall’amministrazione e l’effettiva esposizione economica dell’ente.
Occorre ricostruire fino in fondo ciò che è accaduto e accertare se, nel corso di questa vicenda, vi siano state inadempienze o responsabilità amministrative. Di fronte a una richiesta di 41 milioni di euro non sono sufficienti dichiarazioni politiche o reciproche attribuzioni di colpa.
Latina ha il diritto di conoscere i fatti.

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