RFI, DIFESA E TERNA: CHIESTE 20 MISURE CAUTELARI, INDAGATO ANCHE L’IMPRENDITORE PONTINO

Procura della Repubblica di Roma
Procura della Repubblica di Roma

La Procura di Roma, nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti pilotati alla Difesa, chiede 20 misure cautelari. Gli indagati svolgeranno i rispettivi interrogatori preventivi dal 9 al 14 ottobre dinanzi al giudice per le indagini preliminari Simona Calegari. Tra di loro anche l’imprenditore di Latina, Antonio Spalletta (62 anni).

Gli inquirenti indagano su commesse da milioni di euro assegnate dal ministero della Difesa, dalla Marina militare, dall’Aeronautica, da Rete ferroviaria italiana, da Terna, dal Polo strategico nazionale e dalla Polizia di Stato.

Nelle carte compare anche, da non indagato anche Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera. Secondo i pubblici ministeri, l’imprenditore Spalletta si sarebbe rivolto a lui per favorire la promozione a generale dell’ufficiale Pierfrancesco Coppola.

Corruzione, riciclaggio, autoriciclaggio, turbativa d’asta e traffico di influenze illecite. Queste le ipotesi di reato in merito alle perquisizioni che la guardia di finanza, lo scorso 26 marzo, ha avviato su delega della procura di Roma negli uffici del ministero della Difesa, Rfi, Terna e Polo strategico nazionale. Un’operazione, secondo quanto emerso, eseguita nell’ambito di uno sviluppo dell’indagine su Sogei. Al centro degli accertamenti ci sarebbero presunte irregolarità negli appalti informatici. Gli indagati, complessivamente, sono 26 e tra i soggetti perquisiti ci sarebbero generali della Difesa, dirigenti di imprese pubbliche e imprenditori.

Al centro della ricostruzione accusatoria figurano Francesco Dattola, indicato come amministratore di fatto di NSR, e l’intermediario Antonio Spalletta: il primo avrebbe cercato di assicurare alle proprie imprese una posizione privilegiata nelle forniture, il secondo avrebbe sfruttato le relazioni con dirigenti e ufficiali per favorirne l’accesso. Una parte delle risorse sarebbe stata procurata attraverso fatture per operazioni inesistenti, emesse da società riconducibili a Stefano Tronelli, e acquisti e rivendite di orologi di lusso, trasformando i bonifici in contante. I resoconti del decreto di perquisizione indicano almeno 590.000 euro ottenuti illecitamente attraverso questo meccanismo.

Dall’inchiesta trapelano anche ufficiali di alto livello, tra cui il generale Francesco Modesto, con il quale – secondo l’accusa – Francesco Dattola avrebbe collaborato già nella fase di definizione dei requisiti tecnici, prima dell’avvio formale delle procedure. In tale contesto, Antonio Spalletta, 62enne di Latina, avrebbe svolto un ruolo di facilitatore, muovendosi tra ambienti istituzionali per favorire contatti e decisioni.

Le contestazioni riguardano soprattutto l’accesso anticipato ai capitolati, la possibilità di influenzare i requisiti tecnici delle forniture e accordi per favorire determinati operatori. Per il generale dell’Aeronautica Pierfrancesco Coppola viene ipotizzato uno scambio tra informazioni riservate su una gara per sensori meteorologici e l’interessamento di Spalletta per la sua promozione. 

Articolo precedente

MESSA IN MORA TIA, CHIESTI AL COMUNE DI LATINA 41 MILIONI: L’OMBRA DEL DISSESTO

Articolo successivo

STUPRATA DOPO LA FESTA PER LA SERIE C, RISCHIA LA CONDANNA UN EX DEL LATINA CALCIO

Ultime da Giudiziaria