Deve rispondere di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti: respinto il patteggiamento con pena commutata in lavori di pubblica utilità
Aveva chiesto il patteggiamento a 3 anni convertiti in lavori di pubblica utilità, il 21enne di Pontinia, Christian Capodiferro, assistito dagli avvocati Gaetano Marino e Massimo Frisetti. Lo scorso 28 settembre, il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina, Giuseppe Cario, aveva rinviato al prossimo 5 ottobre quando avrebbe dovuto essere presentato il programma dei lavori di pubblica utilità. Oggi, 5 ottobre, però, il gip Cario ha respinto il patteggiamento e rimesso gli al pubblico ministero che, ora, dovrà esercitare di nuovo l’azione penale.
L’arresto del 21enne risale al 23 aprile scorso quando la Polizia di Stato, a Latina, nell’ambito delle attività volte al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti, aveva fermato due persone, un uomo e una donna, gravemente indiziati del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Si tratta di Cristian Capodiferro, classe 2005, di Pontinia, e Tamara Campacci, classe 1978, di Sabaudia.
Nel corso di un mirato servizio, personale della Squadra Mobile aveva notato un’autovettura con a bordo due soggetti che aveva assunto un comportamento sospetto. Gli operatori avevano deciso pertanto di procedere a un controllo, seguendo il veicolo fino a fermarlo in condizioni di sicurezza in via degli Aurunci a Latina.
A seguito delle verifiche, all’interno dell’autovettura era stato rinvenuto un ingente quantitativo di cocaina, pari a oltre mezzo chilo, successivamente risultata positiva ai test preliminari.
Le successive attività di perquisizione, eseguite presso l’abitazione del ragazzo a Pontinia, avevano consentito di rinvenire ulteriore sostanza stupefacente, per un quantitativo complessivo di circa 660 grammi, nonché materiale presumibilmente destinato al confezionamento delle dosi, bilancini di precisione e denaro contante, ritenuto provento dell’attività illecita.
Alla luce degli elementi acquisiti, i due soggetti, su disposizione del pubblico ministero Giuseppe Aiello, erano stati tratti in arresto e, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, erano stati associati presso le competenti case circondariali, a Latina e a Rebibbia, a disposizione della Procura della Repubblica di Latina. Dopo l’arresto, entrambi si erano avvalsi della facoltà di non rispondere. La donna ha scelto di optare per il rito ordinario e verrà giudicata separatamente.
