Arrestati cinque detenuti per il pestaggio che ha portato alla morte del formiano Francesco Valeriano, 45enne deceduto in carcere
È stata un’aggressione pianificata nei dettagli e trasformata in una spedizione punitiva all’interno del carcere. Una “violenza cieca”, la definisce il giudice nel provvedimento di arresto. È arrivato l’avviso conclusione indagine sull’omicidio di Francesco Valeriano, il 45enne originario di Fondi morto dopo un lungo ricovero ospedaliero in seguito al pestaggio subito nel carcere di Rebibbia. L’uomo è morto l’11 dicembre 2025.
Lo scorso 2 ottobre, è stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, disposto dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma, Roberto Ranazzi, nei confronti di cinque detenuti, ritenuti responsabili dell’agguato avvenuto alla fine di giugno del 2025. Si tratta di Alessandro Buono, 33 anni, nato ad Anzio, Otaniyen Sunday, 41 anni, nigeriano, Luca Di Vincenzo, 27 anni, di Guidonia, Alessandro Piergallini, 54 anni, di Guidonia. Il quinto indagato è ancora irreperibile: si tratta di Roberto Aquilini.
L’ipotesi di reato contestata è omicidio aggravato dai futili motivi. Il provvedimento è stato disposto dalla procura della Repubblica di Roma ed eseguito dal Nucleo investigativo regionale Roma della polizia penitenziaria.
Secondo quanto ricostruito dall’attività investigativa, i cinque indagati avrebbero organizzato una spedizione punitiva ai danni del compagno di cella. Valeriano è stato sorpreso mentre si trovava a letto e colpito ripetutamente. È il giudice a spiegare che “in particolare Sunday e Buono colpivano alla testa il Valeriano ancora dormiente, dapprima con lo sgabello e, poi, una volta caduto a terra, con calci e pugni sempre diretti alla testa”. Il giudice evidenzia la “brutalità degli aggressori, soprattutto Buono e Sunday, i quali hanno dato sfogo alla loro indole violenta per motivi assolutamente abietti e futili”. Valeriano era incapace di difendersi e gli aggressori si sono accaniti.
A causa delle percosse, l’uomo ha riportato un grave trauma cranico con una violenta emorragia cerebrale. Soccorso e trasportato d’urgenza al Policlinico Umberto I, il 45enne è stato sottoposto a tracheotomia prima del successivo trasferimento in una struttura di Monte Compatri. Con il precipitare del quadro clinico, si è reso necessario il ricovero al policlinico Tor Vergata, dove l’uomo è deceduto dopo circa sei mesi di coma.
Valeriano, che stava scontando una condanna a due anni e mezzo di reclusione, era giunto nel carcere di Rebibbia da circa un mese e mezzo, proveniente dal penitenziario di Cassino. Ritrovato in condizioni agonizzanti all’interno della stanza di detenzione subito dopo l’agguato, la vittima non si è mai ripresa dalle lesioni riportate. Le verifiche condotte sulla vita interna alla sezione hanno consentito di ricostruire la dinamica dell’episodio e individuare i presunti responsabili.
Il pestaggio, secondo gli inquirenti, è avvenuto poco dopo le ore 8.30 del 30 maggio 2025. Sarebbe stato Alessandro Buono a capeggiare la banda, con la feroce voglia di menare le mani. Il movente non è chiaro. Forse, uno screzio tra il nigeriano e Valeriano perché quest’ultimo era stato ripreso per andare in giro in carcere a torso nudo. Anche due compagni di cella di Valeriano, in quel 30 maggio dell’anno scorso, sarebbero stati picchiati violentemente dalla banda. A corroborare le accuse ci sono anche le immagini delle telecamere della cella e le testimonianze di tre detenuti.
