Accusato di maltrattamenti in famiglia avvenuti a Priverno: si è conclusa l’udienza preliminare a carico di un uomo di 30 anni
Doveva rispondere di maltrattamenti in famiglia, il 30enne di Priverno, M.D.E., giudicato col rito abbreviato dinanzi al giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina, Giuseppe Cario. L’uomo, difeso dall’avvocato Alessia Vita, è stata condannato col rito abbreviato a 4 anni di reclusione, pena uguale a quella richiesta dal pubblico ministero Marco Giancristofaro. A costituirsi parte civile la compagna, difesa dall’avvocato Giovanni Battista Reali.
Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe reso la vita impossibile alla compagna dopo la fine della loro relazione. Spesso il giovane era alterato dal’uso di sostanze stupefacenti. Le vessazioni psicologiche e fisiche sarebbero avvenute di fronte ai figli avuti dalla coppia, rispettivamente di 9 e 2 anni.
Tra i comportamenti evidenziati anche le numerose umiliazioni, ingiurie, svalutazioni quotidiane e minacce di morte subite dalla donna. In una circostanza, il 30enne avrebbe detto alla ex compagna: “Ti ammazzo, andiamo al tuo funerale”. L’uomo avrebbe minacciato la ex con coltelli e continue aggressioni con schiaffi, colpi e strette di collo, oltreché a pretese di denaro, danneggiamenti di mobili, lancio di oggetti e intrusioni notturne forzando la porta della casa dell’ex.
Il 28 settembre dell’anno scorso, l’uomo si sarebbe presentato a casa della zia della ex, di notte, pretendendo di vedere lei e le figlie, rompendo un vaso e minacciando di chiamare i Carabinieri.
Il 6 ottobre, dopo aver preteso l’auto dell’ex compagna, il 30enne avrebbe minacciato la donna con un coltello, “promettendo” di distruggere i mobili e far esplodere la stessa auto. Poi, non pago, il 30enne avrebbe preso a schiaffi la ex, afferrandola per la gola e miancciandola di morte.
Il 10 novembre 2025, un altro episodio violento. L’uomo avrebbe svegliato in piena notte la donna pretendendo che telefonasse alla madre per chiedere soldi. Ricevuto un rifiuto, il 30enne si è recato presso la casa della nonna della ex compagna, così da impossessarsi dei soldi dell’anziana.
Il 16 novembre, l’uomo avrebbe iniziato a insultare pesantemente la ex compagna davanti alla bambina tanto da farla piangere, successivamente sgridata dal padre e costretta uscire di casa. Appena dopo, il 30enne avrebbe impugnato due coltelli puntandoli alla schiena della ex, per poi minacciarla di morte, offenderla e intimidirla.
Le condotte violente dell’uomo sarebbero andati avanti per sei anni: dal 2020 fino al 20 gennaio 2026 quando il 30enne stato arrestato. Oggi, è arrivata la condanna.
