RUSPI ED EX BANCA D’ITALIA: “595 GIORNI DOPO, LA FIRMA DELL’ACCORDO, NESSUN PROGETTO APPROVATO”

Ex Garage Ruspi prima dell'intervento di riqualificazione
Ex Garage Ruspi prima dell'intervento di riqualificazione

Ciolfi: “Gli atti non possono restare sulla carta. Se il Comune non ha più nemmeno la prima bozza del regolamento, come può verificare che le modifiche richieste siano state recepite?”

Si è riunita questa mattina la Commissione Trasparenza e Legalità, convocata per verificare l’attuazione dell’accordo tra Comune di Latina e Università La Sapienza sull’utilizzo dell’ex Garage Ruspi e dell’ex Banca d’Italia, oltre alla questione della sede della Fondazione Latina 2032. Erano stati convocati l’assessora Antonina Rodà, la dirigente Manutenzioni Micol Ayuso, la dirigente Patrimonio Alessandra Pacifico e il capo di Gabinetto Agostino Marcheselli. Alla seduta era presente la sola assessora Rodà. La dirigente Ayuso aveva comunicato che al Dipartimento Manutenzioni non risultava pervenuta alcuna documentazione relativa ai lavori sull’ex Banca d’Italia; la dirigente Pacifico ha comunicato l’impossibilità a partecipare e l’assenza di documentazione utile. Assente anche il capo di Gabinetto.

Dopo quasi due anni, il regolamento per l’utilizzo dell’ex Garage Ruspi non è ancora operativo. L’assessora Rodà ha riferito che circa un anno fa una prima bozza sarebbe stata discussa informalmente con la precedente assessora Nasti e che il Comune avrebbe richiesto alcune modifiche. Ma quella bozza non è stata trasmessa alla Commissione, così come non è arrivata la documentazione relativa alle interlocuzioni tra Comune, uffici e Sapienza, nonostante fosse stata formalmente richiesta.

“Ci viene detto che una bozza è stata discussa e che il Comune avrebbe chiesto delle modifiche – dichiara Maria Grazia Ciolfi, Presidente della Commissione Trasparenza – ma oggi quella bozza non è nella disponibilità dell’Ente. Come si può allora verificare se le modifiche richieste dal Comune siano state effettivamente recepite? Se una bozza è stata discussa, da qualche parte deve esserci una traccia: un atto, una trasmissione, una comunicazione, anche una semplice mail. La trasparenza non può funzionare per memoria orale”. Il problema è ancora più evidente perché il regolamento non c’è, ma alcuni eventi nel Ruspi, patrocinati dal Comune si sono già svolti.

L’accordo di concessione stabilisce che la Sapienza debba consentire al Comune l’utilizzo degli immobili per la promozione di eventi. La domanda che ho posto oggi in Commissione è quindi inevitabile: chi decide chi può utilizzare il Ruspi e chi no? Con quale procedura? Con quali criteri?

“Non chiediamo privilegi – sottolinea Ciolfi – ma regole uguali e conoscibili per tutti. Se il regolamento non è ancora approvato, ma il Comune consente comunque l’utilizzo del Ruspi adalcuni soggetti, occorre spiegare sulla base di quali criteri e procedure ciò avvenga. Altrimenti la mancata formalizzazione delle regole rischia di lasciare non tracciate scelte che invece devono essere verificabili e uguali per tutti. Una città intera aspetta di poter fruire di un bene pubblico riqualificato con risorse pubbliche.”

Il contratto di concessione è stato sottoscritto il 13 febbraio 2025. Sono trascorsi 595 giorni. L’accordo prevedeva che la progettazione degli interventi di riqualificazione, condivisa con il Comune, fosse trasmessa per l’approvazione entro 60 giorni dalla sottoscrizione. Oggi, invece, dalla nota trasmessa ieri dalla Sapienza emerge che sono ancora in corso le verifiche strutturali propedeutiche alla progettazione integrata dell’edificio.

“Ci è stato spiegato dal consigliere e ingegnere Porzi che si tratta di tempi tecnici– evidenzia Ciolfi – ma allora la domanda è inevitabile: perché nell’accordo sottoscritto dalle parti è stato previsto un termine di 60 giorni per la presentazione del progetto?”. C’è inoltre un ulteriore elemento: il termine previsto dall’articolo 8 per l’eventuale revoca decorre dall’approvazione del progetto. Se il progetto non viene mai presentato e approvato, quel termine non decorre, quindi viene meno una causa di eventuale revoca.

Il Movimento 5 Stelle aveva già evidenziato le criticità rispetto all’inizio e completamento dei lavori in Consiglio comunale e aveva presentato un emendamento, approvato, che stabilisce che, una volta iniziati i lavori, questi debbano essere completati entro 18 mesi. Ma anche questo termine resta necessariamente legato all’avvio dei lavori: così come i 18 mesi non decorrono finché i lavori non iniziano, i sei mesi previsti per l’eventuale revoca non decorrono finché il progetto non viene approvato. La questione ha anche un evidente rilievo economico.

Il canone annuo previsto è di 86.539,50 euro per l’ex Banca d’Italia e di 49.757,74 euro per l’ex Garage Ruspi: complessivamente 136.297,24 euro l’anno.

L’assessora ha riferito che gli interventi di manutenzione ordinaria effettuati dalla Sapienza non saranno oggetto di scomputo e che, ad oggi, non è stato corrisposto alcun canone, in attesa che vengano realizzati interventi di manutenzione straordinaria da portare eventualmente in compensazione.

“Ma quando? E soprattutto: per l’ex Garage Ruspi, di quale manutenzione straordinaria stiamo parlando? – chiede Ciolfi – È un immobile appena riqualificato con utilizzo di milioni di euro di fondi pubblici. Perché il Comune non ha ancora incassato i canoni previsti dall’accordo? La questione sarà oggetto di una prossima interrogazione del Movimento 5 Stelle, anche per verificare puntualmente presupposti, modalità e tempi dell’eventuale compensazione e scongiurare qualsiasi possibile pregiudizio per le casse dell’Ente”.

Infine, la Commissione ha affrontato la questione della sede temporanea della Fondazione Latina 2032, alla luce dell’ipotesi di utilizzo di una parte dell’ex Banca d’Italia e della precedente individuazione dei locali di via Don Minzoni. Anche qui il principio è semplice: se cambia la soluzione, devono conseguire gli atti amministrativi necessari.

“Ancora una volta – conclude Ciolfi – ci troviamo davanti a un’Amministrazione che sembra perdersi proprio nella fase più importante: la rigorosa verifica, il controllo e l’attuazione degli atti che essa stessa produce. Non basta sottoscrivere un accordo: bisogna controllarne il rispetto. Non basta fissare un termine: bisogna pretenderne il rispetto. Non basta prevedere un canone: bisogna verificarne il pagamento.

I ritardi non dovrebbero essere giustificati dall’Amministrazione: dovrebbero essere contestati e sollecitati, a tutela degli interessi dell’Ente e quindi di tutti i cittadini. La Commissione Trasparenza continuerà a fare esattamente questo: chiedere gli atti, verificare i fatti e pretendere che ciò che viene deliberato trovi concreta attuazione”.

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