Omicidio dell’Immacolata, si è svolta la conferenza stampa del Procuratore della Repubblica del Tribunale dei Minorenni di Roma, Giovanna Lebboroni
“L’omicidio pluriaggravato consumato a Latina la sera del 6 settembre 2026 – si legge nella nota ufficiale rilasciata dal Procuratore dei Minorenni di Roma, Giovanna Lebboroni – rende opportuna la presente conferenza stampa, attesa l’assoluta gravità del delitto, il gravissimo allarme sociale che ne è derivato e l’emissione, nella giornata di ieri, 28 settembre, di ordinanza applicativa della custodia cautelare in carcere nei confronti dell’indagato minorenne”.
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“Si premette che, stante il principio di non colpevolezza sino a sentenza passata in giudicato, la misura cautelare custodiale adottata si riferisce esclusivamente alla fase delle indagini preliminari, e fatto salvo il giudizio cautelare e di merito nonché, eventualmente, del Giudice del Riesame. In data 16 settembre, poco prima delle ore 20:16, un giovane di 28 anni, originario del Gambia, veniva attinto mortalmente da tre colpi di arma da fuoco all’addome, mentre percorreva il marciapiede di viale XXIV Maggio, all’altezza del civico 48, a Latina. L’intervento originava dalla segnalazione di un passante alla Sala Operativa che riferiva della presenza, sulla sede stradale, di una persona in stato di incoscienza, che era stata appena attinta da colpi di arma da fuoco e alla quale era stato prestato soccorso in attesa dell’arrivo dei sanitari. Nell’immediatezza interveniva sul posto personale del locale U.P.G.S.P. e, successivamente, personale della Squadra Mobile di Latina. Poco dopo giungevano i sanitari, che provvedevano al trasporto della vittima, ancora incosciente, presso il locale Pronto Soccorso, dove, alle ore 21:10, ne veniva constatato il decesso per “ferita penetrante dell’addome. Ferite multiple da arma da fuoco all’addome”. Sul posto interveniva altresì personale di Polizia Scientifica, che procedeva ai rilievi tecnici nel cui contesto venivano repertati, tra l’altro, 3 bossoli di arma da sparo”.
“Secondo l’accusa, l’indagato minorenne avrebbe agito in concorso con soggetti maggiorenni. La ricostruzione dei movimenti del soggetto minorenne gravemente indiziato, ad oggi, in merito ai delitti per cui si procede, emerge dall’analisi delle registrazioni e di fotogrammi estrapolati da diversi sistemi di videosorveglianza installati nella zona, nella specie 5 diversi sistemi, che hanno consentito di individuare l’auto utilizzata per commettere il delitto, quanto a modello, colore e targa, sulla quale è stata documentata la presenza dell’indagato nei luoghi e nelle fasi immediatamente antecedenti e successive all’omicidio, alle 20,07 circa e, dopo it fatto, alle 20,16 circa, quindi circa tre/quattro minuti dopo il fatto, e nelle immediate vicinanze rispetto al luogo dell’omicidio”.
“Si è anche ricostruito il movente dell’omicidio, nei pregressi rapporti tra il deceduto e l’indagato relativi allo spaccio di sostanze stupefacenti. Al proposito si segnala che alle ore 1,13 del 16 settembre giungeva alla polizia giudiziaria una segnalazione per l’esplosione di due colpi di arma da fuoco sotto i portici dei Palazzoni ubicati in via Pionieri della Bonifica , e di persone che discutevano animatamente. Le indagini fino ad oggi espletate ci consentono di ricondurre tale esplosione ad un diverbio intercorso tra l’indagato minorenne e la vittima dell’omicidio. L’autovettura utilizzata per la commissione del delitto p stata rinvenuta nel centro abitato di Latina grazie alla collaborazione della società di noleggio auto da cui, soggetti vicini certamente a due degli indagati, avevano noleggiato l’auto la mattina stessa ed in particolare grazie al sistema di localizzazione satellitare”.
“Il fatto criminoso è di inaudita gravità, in quando omicidio pluriaggravato, premeditato, peraltro consumato nel centro abitato di una delIe nostre città del distretto, da parte di più persone che hanno dimostrato la disponibilità di armi da sparo. L’attuale ricostruzione investigativa è che la vittima sarebbe stata attirata fuori dal Villaggio Trieste, raggiunta da un’autovettura utilitaria e colpita all’addome con diversi proiettili di arma da sparo”.
“L’omicidio è contestato con due aggravanti: futili motivi, collegati a un diverbio del giorno precedente 15 settembre, riguardante il mancato pagamento di un servizio e uno schiaffo ricevuto dall’indagato minorenne, che avrebbe reagito esplodendo colpi di pistola in via Pionieri della Bonifica; premeditazione, desunta dalla predisposizione dei mezzi, dai sopralluoghi effettuati nella zona frequentata dalla vittima, dall’impiego dell’utilitaria per raggiungere il luogo dell’aggressione e fuggire, nonchè dal reperimento dell’arma”.
“Sono inoltre contestati: la detenzione e il porto illegale di una pistola; arma comune da sparo, anche alto scopo di commettere l’omicidio; l’esplosione di diversi colpi d’arma da fuoco in centro abitato e sulla pubblica via, in viale XXIV Maggio; la minaccia alla persona offesa mediante colpi d’arma da fuoco; la cessione, il 16 settembre 2026, di una quantità imprecisata di crack a persona legata da relazione sentimentale ails vittima”.
“Ribadisco che le indagini si sono appena avviate, sono trascorsi poco più di 10 giorni di investigazioni, durante i quail il lavoro di questa Procura della Repubblica, della Procura della Repubblica di Latina, che procede per gli indagati maggiorenni, e della Squadra Mobile di Latina è stato incessante, per ricostruire al meglio la dinamica dell’efferato delitto e raccogliere tutti gli elementi indiziari esistenti, assicurando le fonti di prova. Si ricorda ancora una volta che vige il principio di non colpevolezza sino a sentenza passata in giudicato, e che ad oggi sia questa Procura della Repubblica che l’Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari hanno ravvisato sia la gravità indiziaria che esigenze cautelari tali da imporre la custodia cautelare in carcere”.
“Questo Ufficio proseguirà nelle indagini, in tutte le direzioni possibili, con il consueto massimo impegno, sino a quando non riterremo acquisiti ed analizzati tutti gli elementi oggettivi d’indagine, oltre che individuate ed escusse tutte le persone informate sui fatti. Seguiranno i necessari aggiornamenti nel prosieguo delle indagini preliminari”.
I giudice per le indagini preliminari di Roma e Latina hanno ritenuto che vi fossero sia per Ferdinando “Pescio” Di Silvio che per il sedicenne il pericolo di reiterazione del reato, visto il contesto in cui vivono, il pericolo di inquinamento probatorio e il pericolo di fuga. Pur consegnandosi spontaneamente in Questura, infatti, i due hanno aspettato un giorno dall’emissione del fermo, dando prova di poter nascondersi ed eludere il fermo disposto dalle Procure di Roma e Latina.
