VENDITA DI LEGNAME A CORI: “L’AMMINISTRAZIONE SBAGLIA L’AVVISO, È TUTTO DA RIFARE”

“Per le stesse particelle si era già tentato la vendita del legname un anno fa, ma l’asta andò deserta. Bisogna  dire che quel procedimento del 2025 fu impostato male, anzi malissimo, perché la vendita del materiale legnoso detraibile veniva “erroneamente” classificata come “servizio” e vi furono applicati gli incentivi tecnici con contestuale nomina del DEC”. Così, in una nota, i consiglieri comunali Germana Silvi e Evaristo Silvi.

“Nei giorni scorsi l’Amministrazione Comunale ha messo di nuovo a gara il taglio delle stesse particelle forestali, ed anche questa volta il procedimento presenta molte irregolarità.

Innanzitutto, l’avviso prevede che le offerte siano presentate in cartaceo, invece l’asta deve essere indetta e gestita attraverso la piattaforma digitale in dotazione del comune di Cori. Questo è un obbligo del Codice degli Appalti diventato inderogabile dal gennaio 2024 al quale, l’Amministrazione ha tentato di sottrarsi invocando il Regio Decreto del 1924, di sicuro non più attuale per garantire la trasparenza delle procedure e degli Atti amministrativi. Poi, tutta la documentazione riporta date errate, addirittura la presentazione delle offerte dovrebbe aver termine a novembre 2025! E così via!

Non solo! Secondo il Piano di Assestamento e Gestione Forestale approvato solo qualche mese fa in Consiglio Comunale, una delle particelle messa all’asta per il diradamento risulta destinata alla “produzione dei crediti di carbonio certificati”. Vale a dire che si è già introdotta, in modo a dir poco improprio, una variante al PGAF  ancor prima che questo sia esaminato ed eventualmente approvato dalla Regione Lazio. Insomma, l’Avviso è un vero e proprio “pasticcio” e per le gravi irregolarità che presenta andrebbe annullato in autotutela, come abbiamo richiesto.

Lo stesso PGAF, che rappresenta il “piano regolatore” del patrimonio boschivo è stato redatto ed approvato dalla maggioranza di De Lillis ad “occhi chiusi”.

Nessuno ha mai avuto modo di parlarne preliminarmente, è stato redatto grazie al finanziamento di circa 70mila euro ottenuto con i fondi PNRR. È arrivato confezionato, in ritardo, e portato in Consiglio Comunale senza che qualcuno lo avesse letto, e nessuno ha potuto avanzare delle osservazioni!

La discussione in Commissione è stata indetta a ridosso del Consiglio con l’impossibilità di analizzare la documentazione di circa 600 pagine oltre gli allegati. A nulla è valsa la richiesta di avere il tempo per la sua analisi: si è andati in Consiglio e la maggioranza lo ha approvato.

Ora questo Avviso d’asta che va annullato è anche la riprova che nessuno sa cosa contenga il PGAF, un piano regolatore non condiviso, né partecipato e, soprattutto, sconosciuto alla stessa Amministrazione. Un’altra occasione perduta di valorizzazione del nostro patrimonio boschivo”.

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