Era stato arrestato a febbraio 2026 per maltrattamenti in famiglia contro la compagna: nel processo la testimonianza della vittima
“Quel giorno mi ha massacrata di calci”. È questo uno dei passaggi choc della testimonianza resa dalla ex compagna del 35enne di origini marocchine, portantino al Goretti di Latina, che si trova alla sbarra nel relativo processo per maltrattamenti dinanzi al giudice monocratico del Tribunale di Latina, Elena Sofia Ciccone.
L’uomo, difeso dagli avvocati Massimo Basile e Francesco Tommasino, deve rispondere di maltrattamenti e lesioni ai danni dell’ex compagna. Circostanze che sarebbero avvenute alla presenza del bambino avuto insieme dalla coppia, che ha convissuto a Monte San Biagio.
Lo scorso 7 febbraio, la Squadra Mobile della Questura di Latina aveva eseguito la misura della custodia cautelare in carcere, disposta dal giudice per le indagini preliminari del tribunale pontino, Mara Mattioli, su richiesta della Procura, nei confronti dell’uomo. di 35 anni, accusato di maltrattamenti contro familiari e conviventi e di lesioni personali aggravate ai danni della compagna.
Secondo quanto emerso, l’uomo avrebbe esercitato nei confronti della compagna violenza fisica e psicologica, anche alla presenza dei figli minori, instaurando un clima di paura e sofferenza all’interno del nucleo familiare. Le aggressioni, caratterizzate da percosse, minacce, talvolta anche di morte, insulti e atteggiamenti di controllo ossessivo, avrebbero causato alla donna diverse lesioni personali, documentate da referti medici e materiale fotografico. In un episodio contestato il 14 gennaio 2026, il 35enne portantino al Goretti di Latina avrebbe schiaffeggiato la ex compagna solo perché la donna aveva modificato il suo turno di lavoro.
Al momento l’uomo è ancora detenuto e la difesa ha chiesto la revoca della misura cautelare. Il processo è stato rinviato al prossimo 26 ottobre per procedere con altri testimoni dell’accusa.
Ad ogni modo, il clou dell’udienza è stata la testimonianza della ex compagna, costituitasi parte civile e difesa dall’avvocato Maddalena Di Girolamo. La donna ha ripercorso in aula, dietro un separé che impediva di incrociare lo sguardo dell’ex compagno, il periodo di violenza peggiore, ossia l’anno 2025. Minacce gravi le sarebbero state rivolte: “Ti faccio la buca e ti seppellisco”, senza contare gli episodi di cruda violenza come quando sarebbe stata massacrata di calci.
L’episodio più violento sarebbe avvenuto all’interno di una pizzeria: “Prese un coltello e mi tagliò. Tutto questo davanti al bambino, tanto che ho cercato di nascondere la ferita per non impressionarlo”.
Nell’udienza che si è svolta in aula sono stati ascoltati altri testimoni, tra cui una collega di lavoro. È stata la donna a denunciare l’uomo, ormai esasperata, provando le sue lesioni con i referti medici.
