Arrestato dalla Polizia di Stato per maltrattamenti ai danni dei genitori e del fratello: il 51enne chiede il patteggiamento
Il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina, Giuseppe Cario, ha respinto la richiesta di patteggiamento a 2 anni e 6 mesi più 500 euro di multa avanzata dal 51enne S.P., assistito dall’avvocato Matteo Salis e accusato di maltrattamenti in famiglia e estorsione. Il patteggiamento aveva trovato il parere favorevole del pubblico ministero Antonio Priamo.
Dopo l’arresto avvenuto il 23 marzo, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Mara Mattioli, aveva disposto il carcere per il 51enne di Latina, difeso dall’avvocato Matteo Salis. L’uomo aveva svolto l’interrogatorio di convalida dal carcere, dove è tuttora detenuto, e aveva risposto alle domande del giudice, minimizzando le condotte violente contestate dalla Procura. Secondo l’uomo, lo schiaffo che gli viene contestato e rivolto violentemente al fratello, sarebbe stato in realtà un “buffetto”. Tuttavia, il gip aveva deciso di confermare il carcere, convalidando l’arresto.
L’intervento, da cui è scaturito l’arresto, era stato effettuato dagli agenti della Squadra Volante a seguito di una segnalazione per una lite in ambito familiare. Giunti sul posto, gli agenti aveva individuato un uomo in evidente stato di agitazione che, poco prima, aveva aggredito fisicamente il fratello, colpendolo al volto.
Dagli accertamenti immediatamente svolti e dalle testimonianze raccolte, era emerso un contesto familiare già caratterizzato da pregresse condotte vessatorie e minacciose poste in essere dall’uomo nei confronti dei genitori e del fratello. In particolare, lo stesso si era più volte presentato presso l’abitazione familiare con atteggiamenti aggressivi, arrivando a rivolgere frasi intimidatorie e a porre in essere comportamenti violenti.
Nel corso dell’intervento, gli operatori avevano riportato la situazione alla calma, procedendo all’identificazione dei presenti e richiedendo l’ausilio di personale sanitario per le verifiche del caso. L’uomo, che mostrava un atteggiamento non collaborativo e persistente stato di agitazione, era stato quindi accompagnato presso gli uffici della Questura per ulteriori accertamenti.
Alla luce degli elementi raccolti e dello stato di flagranza, gli agenti avevano proceduto all’arresto dell’uomo per il reato di maltrattamenti in famiglia. Ad essere contestata è anche l’estorsione di soldi ai danni dei famigliari.
