SeTiam interviene su gestione e trasparenza dei servizi socio-sanitari del Distretto LT3 dei Monti Lepini, in riferimento al Piano Sociale di Zona 2024-2026 e alle recenti criticità riguardanti il Centro Diurno Tamantini di Sezze
“Buio tra le matasse che si aggrovigliano attorno al sistema dell’erogazione dei servizi socio sanitari del distretto dei Monti Lepini.
A cominciare dalla possibilità di reperire il Piano sociale di Zona del distretto LT 3, che come ogni atto pubblico, dovrebbe avere una specifica sezione, sull’Albo Pretorio di ogni Comune. Una ricerca d’accesso che invece richiede tortuosi passaggi informatici, che rinvia su pagine datate, che non sono nemmeno landing page, senza possibilità di accesso diretto alla definizione ed alla conoscenza (eventuale) dei servizi, se non attraverso lo SPID.
Rileviamo quindi come la fruibilità e la comprensione dei servizi erogati è negata proprio a quei Cittadini che invece dovrebbero essere ausiliati da un sistema socio-sanitario che nasce a sostegno delle categorie più deboli. Questa assenza di chiarezza la dice lunga anche sul concetto di gestione degli stessi servizi. E sull’impostazione a compartimenti stagni, dell’accesso agli stessi. Che sempre secondo i principi di Trasparenza e Valutazione, contenuti nello stesso Piano, avrebbe invece dovuto dotare di un Osservatorio Sociale, l’Ufficio di Piano, per testare qualità e appropriatezza dei servizi erogati.
Così se da un lato dobbiamo concordare sull’ esistenza di errori marchiani, quelli riportati nella pagina 12 del Piano, 2024-2026, evidenziati dal consigliere di Bassiano Domenico Guidi, riteniamo che qualora, l’Atto strategico di partenariato sia stato sottoposto all’attenzione della Conferenza dei Sindaci da parte del Comune Capofila, Priverno, Asl, ecc., chiediamo quale attenzione abbiano riservato a questo documento i Consiglieri comunali e le Commissioni deputate, e come siano stati valutati tali documenti.
Di conseguenza con quale attenzione vengano “monitorati” i centri di costo, rappresentati su capitoli di spesa di determine del Comune di Sezze, non sondabili, non verificabili attraverso schede puntuali dei servizi erogati ai singoli utenti, dei quali si conosce solo il “valore” di scambio, in macroaggregati, in termini di richieste di somme erogate dalla Regione Lazio e dal Ministero.
In questo contesto s’inserisce la battuta d’arresto dei servizi contabilizzati sul Piano, dal “Centro diurno Tamantini”, per categorie non autosufficienti che avessero compiuto il 65 anno di età. Attendiamo le determinazioni annunciate, in modo informale, dal sindaco e dai suoi assessori, Bilancio e Servizi Sociali.
Ansiosi di ottenere il chiarimento sollecitato all’amministrazione comunale di Sezze, con ci accingiamo a verificare attraverso quale criterio sia stato formulato l’impianto del Piano, che di fatto ricalca i precedenti, senza aggiungere o rimodulare servizi essenziali alla cittadinanza, così come auspicato dalle attuali norme di riferimento”.
