CHIEDE UNA SIGARETTA E GLI SCIPPA LA CATENINA D’ORO SUL LUNGOMARE: 20ENNE CONDANNATO A 3 ANNI E 4 MESI

Terracina, condannato per furto aggravato un giovane di 20 anni arrestato lo scorso luglio dai Carabinieri della locale Stazione

Proseguo di direttissima per un giovane di 20 anni, difeso dall’avvocato Edoardo Paoletti, accusato di un furto aggravato e finito in manette lo scorso 25 luglio. Al termine della discussione di oggi, tenutasi con il rito abbreviato, il 20enne ha rimediato la pesante condanna a 3 anni e 4 mesi, a fronte della richiesta più mite a 8 mesi pronunciata dal pubblico ministero. A pronunciare la sentenza di condannata è stato il giudice monocratico Gabriella Naldi che ha escluso l’aggravante della minorata difesa così come richiesto dall’avvocato Paoletti. Non concesse le attenuanti generiche per via dei precedenti penali.

L’arresto del giovane risale alla mattinata del 25 luglio quando, al termine di mirati approfondimenti investigativi, i Carabinieri della Stazione di Terracina, con il supporto del personale del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia, lo avevano fermato, in flagranza di reato. Si tratta, come accennato, di un 20enne di nazionalità tunisina, regolare sul territorio nazionale, ritenuto responsabile del furto aggravato, avvenuto nella serata del 24 luglio sul lungomare di Terracina.

Secondo quanto ricostruito dai militari, intorno alle ore 22, il giovane, in concorso con altri due soggetti di nazionalità straniera, non identificati, avrebbe avvicinato un uomo sul tratto di arenile di viale Circe, antistante allo stabilimento balneare “Orsa Maggiore”, dove, con il pretesto di accendere una sigaretta, gli ha strappato con violenza dal collo una catenina in oro, per poi darsi alla fuga insieme ai complici.

Nell’ambito delle conseguenti ricerche, prontamente avviate, i Carabinieri, supportati anche da un militare del Nucleo Operativo e Radiomobile libero dal servizio, il 20enne è stato rintracciato all’interno dei locali della stazione ferroviaria di Terracina, dove aveva tentato di nascondersi. La successiva perquisizione non ha consentito ai militari di ritrovare la refurtiva.

Vi sono stati anche approfondimenti investigativi, mediante l’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona, finalizzati all’identificazione degli ulteriori due presunti complici.

Il 20enne, già gravato da precedenti di polizia e sottoposto alla misura dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria presso la Stazione Carabinieri del luogo di residenza, era stato condotto presso il Tribunale di Latina, dove, a fine luglio, il giudice monocratico del Tribunale di Latina, Gabriella Naldi, oltreché a convalidare l’arresto, su richiesta della Procura della Repubblica di Latina, aveva emesso la misura cautelare personale degli arresti domiciliari. A causa della inidoneità dell’abitazione indicata, il 20enne era stato associato presso la Casa Circondariale di Latina dove è attualmente detenuto.

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