Ciolfi: “La politica deve mettere le risorse necessarie. Case e Ospedali di Comunità devono essere realmente operativi. Sbloccare le liste d’attesa è parte della soluzione”
È stato accolto all’unanimità dal Consiglio Comunale di Latina l’emendamento presentato dal Movimento 5 Stelle all’ordine del giorno sulle criticità del Pronto Soccorso del Santa Maria Goretti.
“Ho raccolto immediatamente l’invito alla convocazione di questo Consiglio – dichiara la consigliera comunale e capogruppo M5S Maria Grazia Ciolfi – sia come rappresentante delle istituzioni sia come medico ospedaliero che da 26 anni lavora al Santa Maria Goretti e svolge circa il 90% dei propri turni presso la Radiologia del Pronto Soccorso. Conosco quindi direttamente le difficoltà di una struttura che, purtroppo, si inseriscono in una crisi dell’emergenza-urgenza che riguarda ormai gran parte del sistema sanitario nazionale”.
L’emendamento M5S ha integrato l’ordine del giorno con una serie di proposte rivolte al potenziamento complessivo della rete sanitaria provinciale, intervenendo sulla rete ospedaliera e territoriale, sulla piena attivazione delle Case e degli Ospedali di Comunità, sulle risorse umane, sulla presa in carico dei pazienti e sulla necessità di conoscere tempi, progetti e finanziamenti delle nuove infrastrutture ospedaliere.
«Se vogliamo davvero affrontare il problema del sovraffollamento del Pronto Soccorso – sottolinea Ciolfi – dobbiamo smettere di pensare che esista una sola soluzione. È necessario intervenire in maniera sinergica su diversi piani”. Il primo è quello infrastrutturale.
“Il Santa Maria Goretti è da tempo una struttura che presenta evidenti limiti rispetto al bacino di utenza che deve servire. Continuare a intervenire con ampliamenti, ristrutturazioni e adeguamenti può essere necessario per garantire oggi il funzionamento dell’ospedale, ma non può rappresentare la soluzione strutturale per il futuro. Per questo chiediamo di conoscere con chiarezza lo stato dell’iter del nuovo ospedale di Latina e perché, a fronte della programmazione e delle risorse previste, non si sia ancora arrivati alla sua concreta realizzazione”. Lo stesso vale per il nuovo Ospedale del Golfo, rispetto al quale il M5S chiede un aggiornamento puntuale sull’iter, sulle risorse e sui tempi.
“E si aggiunge una novità sulla quale riteniamo necessario fare immediatamente chiarezza: la proposta di un nuovo grande presidio ospedaliero tra Fondi e Terracina. Il Consiglio regionale delLazio ha approvato nei giorni scorsi un emendamento che modifica la perimetrazione del Parco regionale Monti Ausoni e Lago di Fondi e prevede la soppressione del vincolo Monumentale sul Lago di Fondi in relazione all’area dell’ex Isola dei Ciurli. L’area è storicamente legata a una vicenda di lottizzazione abusiva e alla successiva demolizione degli immobili”.
“Proprio per questo – aggiunge Ciolfi – riteniamo doveroso conoscere il progetto, le risorse e il finanziamento del nuovo ospedale annunciato e capire come questa proposta si inserisca nella programmazione complessiva degli ospedali di Latina, del Golfo, Fondi e Terracina”.
Il secondo piano è quello delle risorse umane. “Nuove strutture senza personale non risolvono il problema. Servono medici, infermieri, tecnici sanitari, OSS e tutte le professionalità che consentono agli ospedali di funzionare, ma anche personale di supporto, tecnici delle apparecchiature e delle strutture. Anche strumenti come la telemedicina o la teleradiologia possono essere preziosi, ma non possono diventare la risposta strutturale alla carenza di specialisti, né gravare sugli specialisti presenti come semplice lavoro aggiuntivo non riconosciuto. La tecnologia deve sostenere il sistema, non sostituire le risorse che mancano”.
E qui, secondo Ciolfi, deve essere chiaro il ruolo della politica. “Le dirigenze e gli operatori della ASL stanno facendo quello che possono nelle condizioni date. Ma le scelte strategiche e le risorse non le decidono gli operatori. È la politica, ai livelli competenti, che deve assumersi la responsabilità delle scelte, mettere a disposizione i finanziamenti e garantire le risorse necessarie.
Proprio su questo punto, la posizione del M5S è chiara e netta da sempre ed è stata riconfermata anche dai 17.000 cittadini che con NOVA hanno contribuito alla costruzione dei punti programmatici che porteremo al tavolo della coalizione progressista: la politica deve essere separata dalla sanità e la sanità deve tornare in capo al governo centrale.
Su questi temi si sono espressi con chiarezza anche i nostri 45.000 iscritti che hanno partecipato alle operazioni di voto sui punti programmatici: il 99,8% ha votato a favore della separazione della sanità dalla politica“.
Il terzo piano è quello della sanità territoriale. “Le Case della Comunità e gli Ospedali di Comunità devono essere realmente riempiti di servizi, personale e strumentazione. Dobbiamo pensare alle situazioni di delle recenti aperture delle Case di Comunità di Cori, Aprilia ma anche Terracina e sud Pontino perché una struttura sanitaria non può essere considerata pienamente operativa solo perché è stata inaugurata. Deve essere concretamente accessibile e deve offrire i servizi per i quali è stata realizzata”.
L’obiettivo, spiega la consigliera M5S, è duplice: «Da una parte intercettare sul territorio una parte della domanda sanitaria prima che arrivi al Pronto Soccorso; dall’altra garantire la presa in carico dopo la dimissione, soprattutto dei pazienti fragili e cronici, evitando per quanto possibile i reingressi in ospedale”.
A questo si aggiunge un altro tema ritenuto strategico dal M5S: lo sblocco delle liste d’attesa. “Una persona che non riesce ad ottenere in tempi adeguati una visita specialistica o un accertamento diagnostico e continua a stare finisce per rivolgersi al Pronto Soccorso. Oppure, se ne ha la possibilità economica, può rivolgersi al privato. Ma non possiamo considerare normale che la capacità economica diventi la condizione per accedere più rapidamente alle cure. Il diritto alla salute è un diritto costituzionale e le liste d’attesa sono quindi parte integrante del problema dell’accesso appropriato alle cure e anche del sovraffollamento dei Pronto Soccorso”.
Infine, il tema dei trasporti sanitari e del 118. “Con una rete ospedaliera sempre più organizzata secondo livelli di specializzazione e centralizzazione, avere un sistema di trasporto dei pazienti efficiente è indispensabile. Servono rapidità nel trasferimento dei pazienti critici, coordinamento e capacità di garantire una presa in carico tempestiva dell’emergenza-urgenza. Se centralizziamo determinate patologie e prestazioni, dobbiamo avere anche un sistema di trasporto all’altezza della rete che abbiamo costruito”.
Nel corso della dichiarazione di voto, Ciolfi ha inoltre richiamato il tema della formazione dei futuri medici, dopo le dichiarazioni della sindaca sulla rimozione del numero chiuso.
“Il superamento del test di ingresso non significa aver risolto automaticamente il problema del numero chiuso a Medicina, nè la carenza dei medici, come ha inteso semplificare oggi la Sindaca. Il nuovo sistema del semestre filtro che di aperto ha solo il nome, consente l’accesso al primo semestre senza il precedente test selettivo, ma l’ammissione alla prosecuzione degli studi in Medicina resta legata agli esami del semestre e alla graduatoria nazionale, in rapporto ai posti disponibili che sono sempre insufficienti perchè la metà degli studenti restano fuori”.
“Quindi – conclude Ciolfi – attenzione a non confondere l’accesso libero al primo semestre con l’eliminazione della selezione per Medicina. Se vogliamo affrontare davvero la carenza di medici dobbiamo aumentare stabilmente la capacità formativa, programmare il fabbisogno e soprattutto creare le condizioni perché i giovani medici possano poi lavorare nel nostro Servizio sanitario nazionale”.
“L’approvazione unanime del nostro emendamento è un segnale importante. Ora però alle parole devono seguire gli atti. Perché il Pronto Soccorso non può essere lasciato solo a gestire le conseguenze delle criticità dell’intero sistema: servono infrastrutture adeguate, personale, sanità territoriale, liste d’attesa più efficienti e trasporti sanitari all’altezza dell’emergenza-urgenza. E per fare tutto questo servono scelte politiche e risorse“.
