NUOVO POLO OSPEDALIERIO TERRACINA-FONDI, I DUBBI DI RASO

Nuovo polo ospedaliero tra Terracina e Fondi, a intervenire anche il consigliere comunale di Monte San Biagio, Guglielmo Raso

“Abbiamo appreso dai social che il Consiglio regionale del Lazio ha approvato un emendamento alla proposta di legge regionale di variazione al bilancio 2025-2027, finalizzato, secondo quanto dichiarato, a consentire la realizzazione di un nuovo polo ospedaliero tra Terracina e Fondi, destinato a sostituire gli attuali presidi, attraverso una modifica delle tutele oggi esistenti nell’area interessata. È una notizia che riguarda direttamente il nostro territorio e che coinvolge, contemporaneamente, ambiti fondamentali quali la sanità pubblica e la tutela ambientale e territoriale, la cui importanza non consente di considerarli tra loro concorrenti o alternativi.

Per questo, più che gli annunci e le prime reazioni, ho preferito leggere gli atti. Il che spesso è più utile.
L’emendamento alla proposta di legge regionale di variazione al bilancio 2025-2027, approvato dal Consiglio regionale il 18 settembre, individua due distinti interventi: la “riduzione della perimetrazione del Parco regionale dei Monti Ausoni e Lago di Fondi” e la “cessazione del vincolo apposto con il decreto istitutivo del Monumento naturale “Lago di Fondi””. La finalità dichiarata dalla norma è quella di “favorire la realizzazione e il potenziamento di infrastrutture destinate alla sanità pubblica”.

Nella relazione illustrativa all’emendamento l’area interessata dall’intervento viene quindi individuata nell’ex Isola dei Ciurli, descritta come “fisicamente separata e priva di continuità territoriale diretta con il corpo principale dell’area protetta”. Ed è qui che cominciano i dubbi e, di conseguenza, le domande.

Se la stessa relazione definisce l’ex Isola dei Ciurli come una porzione “fisicamente separata” dal corpo principale dell’area protetta, perché l’intervento non si limita a quella specifica porzione, ma incide sulla perimetrazione del Parco? E ancora: perché, nello stesso intervento normativo, si dispone anche la cessazione del vincolo del Monumento naturale “Lago di Fondi”? Qual è il nesso tra questa misura e l’intervento prospettato? Sono domande che nascono dagli stessi atti, e non da interpretazioni politiche.
E non sono le uniche.

La norma parla di “realizzazione e potenziamento di infrastrutture destinate alla sanità pubblica”. Ma se, come è stato annunciato, si intende realizzare un nuovo ospedale destinato a sostituire gli attuali presidi di Fondi e Terracina, gli aspetti da chiarire sono diversi: quale sia esattamente il progetto; se sia stata valutata l’ipotesi alternativa di potenziare le strutture esistenti, oggi sottoutilizzate; quali siano i costi e i tempi delle diverse soluzioni; e quale sarà il destino delle strutture che oggi ospitano gli ospedali di Fondi e Terracina, una volta eventualmente sostituite dal nuovo presidio.

Perché una cosa, al momento, appare evidente: alla precisione dell’intervento legislativo sulle tutele del territorio non corrisponde altrettanta chiarezza nel comprendere, al di là delle dichiarazioni politiche, quale opera si intenda effettivamente realizzare e quale sarà l’assetto complessivo della sanità locale.
Un’anomalia, se si considera che, di norma, prima si definisce il progetto e poi si modificano le regole necessarie a realizzarlo. Ma evidentemente ci sono anche altri metodi.

Al di là di queste considerazioni, sarebbe stato opportuno che una modifica legislativa di questa portata fosse stata oggetto di un confronto pubblico e politico preventivo. Perché quando si interviene sulle tutele di un territorio, è bene che il territorio sappia prima di tutto che cosa si sta facendo, perché lo si sta facendo e che cosa ne deriverà.

Se questo non è avvenuto in tempo utile, è ancora più necessario che, almeno ora, la questione esca dalla dimensione degli annunci e delle reazioni e diventi oggetto di un dibattito serio, informato e trasparente, anche attraverso un’attenta verifica dei successivi provvedimenti amministrativi che dovranno dare attuazione alle scelte compiute. Un dibattito nel quale la politica sappia porre domande precise. Perché, a domande poco precise, non possono che seguire risposte vaghe”.

Così, in una nora, il consigliere comunale di Monte San Biagio, Guglielmo Raso.

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