“Un ragazzo di 27 anni ucciso a colpi di pistola da un’auto incorsa, in pieno centro a Latina. Una scena da Far West che rischiamo di archiviare come l’ennesimo episodio di cronaca”. A intervenire il consigliere provinciale Luca Magliozzi
“Forse è proprio questo l’aspetto più inquietante: il poco clamore. Come se una provincia attraversata ormai da anni da episodi di violenza avesse cominciato lentamente ad assuefarsi, fino a considerarli quasi parte della sua normalità.
Saranno le indagini a stabilire il contesto nel quale è maturato questo omicidio. Ma per il resto credo ci sia davvero poco altro su cui “riflettere”. Perché non stiamo parlando soltanto di quello che è successo mercoledì sera.
A Latina abbiamo visto bombe, incendi intimidatori, armi, esplosivi, estorsioni e sparatorie. Abbiamo visto bruciare i chioschi sul lungomare e, successivamente, un’indagine della DDA su intimidazioni e pressioni legate alle concessioni.
Sono vicende diverse. Ma il livello dei fenomeni criminali con cui questo territorio deve fare i conti è cambiato. E il problema non riguarda soltanto Latina. Interessa una provincia intera nella quale la criminalità continua a rafforzarsi in forme diverse, mentre gli strumenti dello Stato sono rimasti sostanzialmente gli stessi.
Per questo non servono altre dichiarazioni sulla necessità di “tenere alta l’attenzione”. Non bastano più le convocazioni di tavoli. Adesso serve un segnale concreto dello Stato. Dopo l’omicidio il senatore Calandrini ha detto che quanto accaduto “impone una riflessione” e che tornerà dal Governo per verificare se ci siano le condizioni per innalzare il livello della Questura.
Ma su questo il Governo si è già espresso. Nel dicembre 2024 ha bocciato questa proposta e ha ritenuto sufficiente, per la provincia di Latina, il presidio garantito dal Centro operativo DIA di Roma. Forse non ci può limitare a chiedere. Anche perché le proposte ci sono, quello che manca è un governo che sia in grado di realizzarle.
Da anni dal territorio vengono chiesti l’innalzamento del livello della Questura di Latina, una sede distaccata della DIA in provincia e una sede stabile della Squadra Mobile nel Sud Pontino. Significherebbe finalmente avere più uomini e maggiore capacità investigativa, un presidio specializzato contro le organizzazioni mafiose sul territorio e una presenza investigativa stabile anche nel Sud Pontino.
Almeno una di queste richieste deve diventare realtà. Perché abbiamo già un esempio di come questa Provincia sia stata trascurata negli anni su questi temi: Aprilia. Quasi 75 mila abitanti, una delle città più grandi del Lazio, attraversata da fenomeni criminali pesantissimi e arrivata allo scioglimento del Comune per infiltrazioni della criminalità organizzata.
Eppure Aprilia ha avuto un Commissariato di Pubblica Sicurezza soltanto nel giugno del 2025. Non vent’anni fa. Nel 2025. Per questo servirebbe che il Governo trasformi almeno una delle richieste che da anni arrivano da questo territorio in uomini, strutture e capacità investigativa reale. Perché continuare a parlare di sicurezza senza rafforzare concretamente chi deve garantirla rischia di diventare offensivo”.
