Associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti: alle battute finali un vecchio processo per reati ambientali
I fatti sono risalenti al 2010 quando nelle campagna di Aprilia e oltre, secondo l’ipotesi accusatoria, sostenuta dal pubblico ministero della Direzione Distrettuale Antimafia, Francesco Gualtieri, sarebbe stata sversata una quantità indefinita di liquami inquinanti.
Ad essere imputati in un processo che dopo anni sta vedendo la sua fine sono in 11. Il processo si celebra davanti al terzo collegio del Tribunale di Latina, composto dai giudici La Rosa-Mongillo-Ciccone. Il pm Gualtieri ha svolto al sua requisitoria e in circa un’ora ha toccato i punti fermi dell’accusa.
Secondo il magistrato, c sono alcune intercettazioni che rendono granitiche le accuse, senza contare che gli imputati hanno consapevolezza di commettere azioni illeciti. Penale è la responsabilità in capo ai direttori dell’azienda di lubrificanti apriliana. Al centro delle accuse c’è la nota azienda Dp Lubrificanti, già finita al centro di altre inchieste e processi.
Le accuse sono le stesse di quelle che si contestano in processi del genere: associazione per delinquere e traffico illecito di rifiuti prodotti, trasportati e smaltiti irregolarmente e senza soluzione di continuità.
Al termine della requisitoria, il pm Gualtieri ha chiesto le condanne: 5 anni di reclusione per Luca e Augusto Parodi; 4 anni per Fabrizio Corcos e Michele Martellengo; 3 anni per Elisabetta Banchero, Alessandro La Mura e Luigi Milano Regis; 2 anni per Giorgio Malugani. Chiesta anche le assoluzioni per Roberto Repetto, Ivan Lamanna e Leandro Marini.
Alle accuse del pubblico ministero, si è associato anche il Comune di Aprilia, costituitosi parte civile nel processo che riprenderà a ottobre con l’inizio della arringhe difensive. Un processo, l’ennesimo, che dimostra sempre più di come lo Stato italiano sia molto lento ad accertare la penale responsabilità di chi commette reati ambientali.
