FONDAZIONE LATINA 2032, M5S: “ENNESIMA FIGURACCIA: COMUNE UNICO SOCIO SENZA FONDO DI DOTAZIONE”

Ciolfi (M5S): “Dopo un anno e mezzo Latina non ha ancora messo a disposizione il proprio fondo e la Fondazione continua a non avere una sede. Dal Question Time risposte confuse e nessuna certezza sui tempi”

“Il dato più imbarazzante emerso ieri dal Question Time sulla Fondazione Latina 2032 è semplice: il Comune di Latina è l’unico socio fondatore che, a quanto riferito nel corso della seduta, non ha ancora messo a disposizione il proprio fondo di dotazione. E parliamo, peraltro, di un fondo già particolarmente esiguo rispetto a quelli messi a disposizione dagli altri soci fondatori.

Una situazione che assume un peso ancora maggiore considerando che il Centenario è quello della città di Latina, che la Fondazione nasce per organizzare e accompagnare le celebrazioni e che il Comune dovrebbe essere il principale protagonista istituzionale di questo percorso.

Invece, dopo circa un anno e mezzo dalla costituzione della Fondazione, siamo ancora qui a discutere di risorse e di una sede che non è mai stata effettivamente consegnata. Possiamo dirlo senza mezzi termini: nel corso del Question Time a firma M5S è emersa l’ennesima figuraccia dell’amministrazione Celentano, peraltro già annunciata dalla capogruppo Maria Grazia Ciolfi al momento della scelta della sede provvisoria di via Don Minzoni. Ma partiamo dall’inizio.

Il primo immobile individuato, l’ex Casa del Custode presso la scuola Montiani, in piazza Dante, avrebbe dovuto costituire il fondo di dotazione del Comune, per un valore di circa 9.600 euro annui. Poi ci si è accorti che erano necessari lavori di manutenzione e riqualificazione per oltre 100 mila euro.

Si è quindi passati ai locali di via Don Minzoni, individuati con la deliberazione consiliare n. 45 del 17 giugno 2026. Anche quella soluzione, però, come confermato nel Question Time di ieri mattina, non si è mai concretizzata: l’assessora ha infatti confermato che non esiste neppure un verbale di consistenza e consegna dei locali alla Fondazione.

E adesso arriva la terza soluzione: l’ex Banca d’Italia, nella disponibilità dell’Università La Sapienza. Una sede che il Movimento 5 Stelle aveva indicato fin dall’inizio, sin dal momento della costituzione della Fondazione nel 2025, come una delle opzioni più adeguate, insieme agli spazi del Garage Ruspi. Allora la proposta non venne presa in considerazione e fu accantonata. Oggi, dopo quasi un anno, l’amministrazione sembra tornare proprio su quella strada, ma senza avere ancora una convenzione formalizzata con l’Università, né una data certa per la disponibilità degli spazi.

E soprattutto ricordiamo all’assessora Rodà che, al momento, l’ex Banca d’Italia risulta ancora chiusa, nonostante nel corso del Consiglio comunale della scorsa primavera, alla presenza della stessa Magnifica Rettrice della Sapienza, Antonella Polimeni, fosse stato garantito che i lavoriportati avanti dall’Università erano ormai terminati e che l’apertura era prevista entro la fine di maggio. Ad oggi, invece, l’immobile risulta ancora chiuso. Il quadro emerso è quindi paradossale: tre ipotesi di sede, nessuna effettivamente disponibile e un fondo di dotazione che il Comune non ha ancora messo a disposizione.

Quanto alle risposte dell’assessora Rodà, sono state inizialmente sommarie, spesso accorpando più quesiti in un’unica risposta. Ma proprio entrando nel dettaglio delle singole domande sono emerse tutte le criticità: atti ancora da predisporre, convenzioni ancora da definire e tempi che nessuno è stato in grado di indicare con precisione.

Ci è stato riferito che per i lavori all’ex Casa del Custode è stato istituito un capitolo di bilancio da circa 119 mila euro, nominato il RUP e predisposta una delibera di Giunta per il Documento di indirizzo alla progettazione, che ancora non è approdata in Giunta. Dopo un anno e mezzo siamo quindi ancora alla fase degli indirizzi per la progettazione. Prima dovranno arrivare progettazione, affidamento, gara e lavori. E non è stata indicata una data certa per la conclusione dell’intervento.

Ho chiesto il cronoprogramma e attendo che venga trasmesso, come promesso dall’assessora. Ma, considerato lo stato ancora preliminare della procedura, è difficile immaginare che il Comune riesca a contribuire con il proprio fondo di dotazione già nel corso di quest’anno. Il primo bilancio della Fondazione rischia quindi di chiudersi proprio con l’assenza del fondo di dotazione del Comune di Latina: una figuraccia istituzionale senza precedenti.

Sulla dotazione del fondo di gestione, l’assessora Rodà ha affermato: “Abbiamo già approvato in Giunta la convenzione per il distacco funzionale e il Sindaco ha formalmente individuato il dipendente che prenderà servizio con decorrenza dal 1° ottobre prossimo”. Ma viene spontaneo chiedere all’assessora Rodà: dove sarà distaccato il funzionario, se la

Fondazione non ha ancora una sede e, alla luce dello stato delle procedure, non l’avrà certamente a stretto giro? Francamente, l’assessora Rodà avrebbe fatto una figura migliore ammettendo gli errori commessi e spiegando semplicemente che l’amministrazione ha perso tempo e che ora intende recuperarlo.

Avrebbe mostrato maggiore serietà rispetto al tentativo di giustificare una sequenza di scelte che oggi si dimostra fallimentare.

Perché gli errori amministrativi possono accadere. Quello che non è accettabile è non riconoscerli e continuare a presentarli come un percorso lineare, facendo passare i cittadini per incapaci di comprendere una realtà che è sotto gli occhi di tutti.

Il Movimento 5 Stelle aveva indicato da subito sedi più adeguate e aveva chiesto che la Fondazione fosse messa nelle condizioni di lavorare. Oggi, invece, la Fondazione si riunisce presso gli uffici dell’assessorato alla Cultura, il Comune non ha ancora messo a disposizione il proprio fondo di dotazione e la sede definitiva resta ancora tutta da costruire.

Per il Comune di Latina, che dovrebbe essere il protagonista del proprio Centenario, è una situazione francamente difficile da giustificare.Una figura istituzionale che Latina non meritava e che questa amministrazione avrebbe potuto evitare semplicemente facendo ciò che avrebbe dovuto fare: programmare, rispettare gli impegni, dare risposte chiare e, aggiungo, ascoltare anche le proposte del Movimento 5 Stelle”.

Così, in una nota, Maria Grazia Ciolfi, Capogruppo M5S Latina.

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