STALLI DISABILI OCCUPATI ALL’INGRESSO DELLA SCUOLA IN PIAZZA DEI BERSAGLIERI: LA DENUNCIA DEL COMITATO AD APRILIA

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Piazza dei Bersaglieri, accessibilità solo sulla carta: “Quattro stalli disabili dentro il caos dell’ingresso scolastico”. La denuncia del Comitato del terzo settore-Rete di Aprilia

“Quattro stalli riservati alle persone con disabilità che, negli orari di ingresso della scuola Gramsci, finiscono di fatto all’interno del flusso di studenti, genitori e automobili. È quanto accade in Piazza dei Bersaglieri, una situazione che ho voluto verificare personalmente, restando sul posto per osservare non solo il momento immediatamente precedente all’ingresso degli studenti, ma anche ciò che accade dopo. E anticipo una possibile obiezione: non ditemi che “a quell’ora è tutto chiuso”. Così, in una nota, la Presidente Comitato del Terzo Settore-Rete di Aprilia, Valentina Tartaglia.

“Piazza dei Bersaglieri non è esclusivamente l’area di pertinenza di una scuola. È un grande parcheggio pubblico che serve più funzioni: ci sono uffici comunali, attività e una sanitaria frequentata anche da persone con disabilità. È quindi uno spazio che deve continuare a garantire una corretta fruizione pubblica anche durante gli orari scolastici. La situazione, inoltre, non si esaurisce con il suono della campanella. Alle 9, quando gli studenti sono già entrati in classe, diversi genitori sono ancora presenti nell’area, intenti a conversare e trattenersi. Ed è proprio questo uno dei punti da chiarire: Piazza dei Bersaglieri non può trasformarsi ogni mattina nel piazzale della scuola e tantomeno in un luogo nel salotto culturale dei genitori.

Le fotografie documentano una situazione che merita attenzione. Gli stalli riservati alle persone con disabilità vengono utilizzati come area di attesa da ragazzi e adulti e, contemporaneamente, il resto del parcheggio presenta una sosta estremamente disordinata: automobili lasciate fuori asse, a cavallo delle linee, veicoli che finiscono per occupare due stalli invece di uno. Una sorta di parcheggio “al volo” che, moltiplicato per decine di veicoli, riduce inevitabilmente la capacità dell’area e rende ancora più problematica la circolazione interna.

Il problema, quindi, non è soltanto la disponibilità numerica dei parcheggi, ma la gestione complessiva dello spazio pubblico. Se un’automobile occupa due stalli, se i veicoli vengono lasciati senza rispettare la delimitazione, se le aree riservate alle persone con disabilità diventano punti di aggregazione e se la permanenza di genitori e studenti continua anche oltre l’orario di ingresso, non siamo più di fronte a un semplice momento di maggiore affluenza. Siamo davanti a un problema organizzativo che deve essere affrontato.

E soprattutto c’è una questione che non può essere ridotta a una formalità: quei quattro parcheggi devono essere effettivamente fruibili.

L’articolo 188 del Codice della Strada stabilisce che gli enti proprietari della strada sono tenuti ad allestire e mantenere apposite strutture e la necessaria segnaletica per consentire e agevolare la mobilità delle persone con disabilità. Lo stesso articolo sanziona l’uso senza autorizzazione o l’uso improprio di tali strutture.

A questo si aggiunge l’articolo 158 del Codice della Strada, che vieta la sosta dei veicoli negli spazi riservati alle persone con disabilità e anche in corrispondenza di scivoli, raccordi tra marciapiedi, rampe e corridoi di transito utilizzati dagli stessi veicoli.

Ancora più chiaro è l’articolo 381 del Regolamento di esecuzione del Codice della Strada, secondo cui gli enti proprietari della strada devono mantenere funzionali ed efficienti tutte le strutture destinate a consentire e agevolare la mobilità delle persone con disabilità. È questo il punto centrale: non basta che uno stallo esista formalmente, deve essere nelle condizioni di svolgere realmente la funzione per la quale è stato previsto.

Quanto alla presenza di persone ferme all’interno degli stalli, non esiste una disposizione che reciti letteralmente “è vietato stare in piedi in un parcheggio per disabili”. Resta però un principio evidente: uno spazio destinato alla sosta dei veicoli al servizio di persone con disabilità non può diventare sistematicamente un’area di attesa tale da comprometterne l’immediata fruibilità.

Durante l’ingresso risultano presenti anche diversi agenti della Polizia Locale. Non credo sia utile trasformare questa denuncia in un processo nei confronti dei singoli operatori. La loro presenza è necessaria per governare un momento complesso, fatto di traffico, attraversamenti e centinaia di studenti. Ma proprio ciò che accade dimostra che l’attuale organizzazione deve essere rivista.

Occorre individuare uno spazio diverso per l’attesa di studenti e genitori, far rispettare correttamente gli stalli ordinari, evitare che una singola vettura ne occupi due e garantire che i quattro posti riservati alle persone con disabilità rimangano realmente accessibili durante tutta la fascia oraria interessata. E se questo non fosse possibile nell’attuale collocazione, allora si valuti seriamente di spostarli in un punto della piazza maggiormente protetto dal flusso scolastico e concretamente utilizzabile. Oltretutto mantenere quattro parcheggi riservati in una posizione nella quale ogni mattina vengono inglobati nel caos dell’ingresso scolastico non risolve il problema. Lo certifica soltanto.

Come Presidente di un’associazione che rappresenta persone con disabilità visibili e invisibili, come attivista e Stoma Ambassador, ma soprattutto in qualità di Presidente del Comitato del Terzo Settore – Rete di Aprilia, intervengo non soltanto a titolo personale e associativo, ma anche a nome del Comitato che rappresento. Una questione che riguarda l’accessibilità, la fruizione degli spazi pubblici e la tutela delle persone più fragili non può essere considerata un dettaglio, soprattutto da parte di noi associazioni del territorio, chiamate ogni giorno a rappresentare bisogni concreti e reali. Riteniamo doveroso intervenire quando una questione di diritti viene trattata come un dettaglio. E voglio essere altrettanto chiara su un altro punto: questo non è un articolo politico. Non nasce per diventare il prossimo argomento da recuperare, confezionare con uno slogan e utilizzare da qualche aspirante politico per costruirci sopra il proprio “progetto”. Nasce per segnalare un problema concreto. Alle categorie protette e alla città servono soluzioni adesso. Non dopo un’ipotetica vittoria politica, non alla prossima campagna elettorale, non quando farà comodo inserirle in un programma. I problemi reali hanno bisogno di risposte reali, nei tempi in cui si presentano.

Qualcuno potrà considerarla “l’ennesima lamentela”. No, non lo è. In una città vera, segnalare che quattro stalli destinati alle persone con disabilità non sono adeguatamente fruibili significa semplicemente chiedere che uno spazio pubblico venga organizzato in maniera coerente con la funzione che gli è stata attribuita.

La nostra città, ancora una volta ha bisogno di maggiore attenzione sull’applicazione concreta dei diritti. Auspichiamo quindi che già dai prossimi giorni venga migliorata l’organizzazione di Piazza dei Bersaglieri negli orari di ingresso e uscita della scuola. Diversamente, verrà chiesto formalmente di valutare la ricollocazione degli stalli e, se necessario, sarà richiesto un incontro con le Commissarie Straordinarie del Comune di Aprilia per affrontare la questione”.

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