Un anno senza Paolo, il ricordo vive nella memoria di chi lo ha amato. A un anno dalla morte di Paolo Mendico, l’adolescente trovato senza vita nella sua camera da letto la mattina dell’11 settembre 2025
Al Santuario dei Santi Cosma e Damiano la messa di suffragio. La lettera della mamma Simonetta, la musica dei Son Tribute Band dei Nomadi e il cuore rosso con la scritta “Paolo, luce per sempre”
Un anno è passato, ma il dolore e i ricordi sono ancora profondamente presenti. Ieri sera, venerdì 11 settembre alle 18, il Santuario dei Santi Cosma e Damiano ha accolto familiari, amici e persone che hanno voluto stringersi attorno alla famiglia di Paolo nel primo anniversario della sua scomparsa.
Una celebrazione nel segno della memoria, iniziata ancora prima della messa officiata da don Fabio Gallozzi. A fare da introduzione alla serata è stata la musica: i Son Tribute Band dei Nomadi, in formazione acustica, hanno eseguito un brano dedicato a Paolo.

Poi le parole di sua madre, Simonetta, che ha letto una lettera rivolta al figlio. Un testo intimo, nel quale il ricordo di Paolo passa attraverso le immagini della vita di ogni giorno e restituisce, con grande immediatezza, il ritratto di un ragazzo legato alla famiglia, alla musica, alla pesca e alla cucina.
“È passato un anno da quando ci hai lasciati. Ci siamo ritrovati a navigare in un mare in tempesta perché tutto è avvenuto all’improvviso”, ha scritto Simonetta.
Nella lettera ci sono i 14 anni, 8 mesi e 16 giorni trascorsi insieme, ma soprattutto ci sono i dettagli di una quotidianità che continua a vivere nella memoria: le partite alla X-Box, le scherzose discussioni con le sorelline, il basso suonato in casa, i compiti scolastici a tavola e le giornate trascorse con il papà.
E c’è la pesca, una delle grandi passioni di Paolo. Le uscite alla foce del Garigliano, la preparazione dell’attrezzatura, le trappole per i granchi blu e le tante catture. Un’attività attraverso la quale aveva saputo conquistare anche la stima degli anziani che lo avevano conosciuto. “Ti hanno stimato e continuano a farlo ricordando il campione che sei stato”, scrive la madre.
Tra i ricordi più toccanti anche quello legato alla cucina e all’ultima sera trascorsa insieme. Paolo aveva chiesto alla mamma di poter preparare il pane e le ciambelline. Un gesto apparentemente semplice, diventato oggi uno dei ricordi più preziosi custoditi dalla famiglia.
Simonetta ricorda così le qualità del figlio: solarità, umanità, energia, sensibilità e altruismo. Qualità che, a un anno dalla sua scomparsa, continuano a essere affidate alla memoria di chi lo ha conosciuto. La messa ha quindi raccolto il silenzio e la partecipazione dei presenti, prima dell’ultimo momento della serata.
All’uscita dal Santuario, davanti al banner con l’immagine di Paolo, è stato lanciato dai genitori e familiari un cuore rosso con una scritta dorata: “Paolo, luce per sempre”. Il gesto è stato accompagnato da un lungo applauso dei presenti. Un’immagine semplice ma particolarmente significativa, che ha chiuso la serata trasformando per qualche istante il dolore del ricordo in un gesto collettivo d’affetto.
A rimanere, soprattutto, sono le parole della madre, affidate alla fine della sua lettera a una promessa che guarda oltre il tempo: “Ti chiedo di aspettarmi perché un giorno ci ritroveremo per stare di nuovo insieme. Paolo, la tua mamma ti ama”. A un anno dalla sua scomparsa, il ricordo di Paolo continua così a vivere nelle persone che gli sono state accanto e nei piccoli frammenti della sua vita che la famiglia custodisce ogni giorno.
