“L’allarme lanciato dalla direttrice del Museo Cambellotti merita attenzione e non può essere liquidato semplicemente dicendo che il Comune deve trovare più soldi. Se un museo che custodisce uno dei patrimoni culturali più importanti della nostra città dispone di appena tremila euro l’anno per la propria attività ordinaria, evidentemente esiste un problema. Ma proprio per questo dobbiamo avere il coraggio di ragionare su un modello diverso, capace di produrre risorse, attrarre persone e costruire collaborazioni”.
Lo dichiara Andrea Giuliani, presidente del movimento Decisamente Latina, intervenendo sulle difficoltà rappresentate dalla direttrice scientifica del Museo Duilio Cambellotti.
“Un primo tema riguarda l’ingresso. Il Cambellotti è oggi ad accesso gratuito. Credo sia legittimo domandarsi se non si possa valutare un contributo simbolico, anche di appena due euro, mantenendo naturalmente agevolazioni per scuole, studenti, minori e nelle occasioni che l’amministrazione riterrà opportune. Non sarebbe certo questa misura, da sola, a risolvere il problema economico del museo, ma affermerebbe anche un principio: un patrimonio culturale ha un valore e una piccola quota delle risorse necessarie alla sua tutela può essere generata dalla sua stessa fruizione”.
“Parallelamente bisogna rafforzare enormemente la capacità del museo di fare rete. Il protocollo sottoscritto con Tor Vergata è una strada positiva, così come lo sono le convenzioni con Sapienza e Roma Tre per i tirocini universitari. Ma queste collaborazioni devono diventare sempre più strutturate: ricerca, catalogazione, comunicazione, tirocini, progettazione culturale, eventi e valorizzazione delle collezioni. Se mancano professionalità e personale, le università sono uno degli interlocutori naturali con cui costruire soluzioni”.
Per Giuliani, però, il Cambellotti deve anche «uscire dall’idea del museo come luogo nel quale si entra esclusivamente per osservare una collezione».
“Dobbiamo avere meno paura di sperimentare. Il concorso di bellezza ospitato mesi fa probabilmente rappresentava una forzatura e comprendiamo le perplessità che ha suscitato. Ma da questo non può derivare la conclusione che dentro un museo non possa accadere nulla di diverso da una mostra tradizionale. In tante realtà italiane ed europee i musei ospitano musica dal vivo, incontri, performance, aperture serali, iniziative dedicate ai giovani ed esperienze immersive, naturalmente nel pieno rispetto delle opere custodite. È un modo per portare dentro persone che magari non sarebbero mai entrate in un museo e far conoscere loro un patrimonio che poi resta”.
“Del resto abbiamo già avuto a Latina una dimostrazione concreta: nel 2025 il Concorso internazionale di fotografia ha richiamato oltre cinquemila persone in appena diciotto giorni, con aperture anche serali, visite, laboratori, incontri e iniziative collaterali. Si tratta di eventi importanti che sono supportati da sponsor e che non possono non portare liquidità anche al museo che li ospita”.
Secondo il presidente di Decisamente Latina, il tema si lega direttamente anche al futuro del centro cittadino.
“Non possiamo ignorare le troppe serrande abbassate e le difficoltà che vive una parte del centro. Un museo che funziona, un’università che cresce, eventi culturali, studenti e attività commerciali non sono compartimenti stagni: fanno parte dello stesso progetto di città. Il Cambellotti, l’ex Garage Ruspi, l’ex Banca d’Italia e il sistema degli spazi culturali e universitari possono diventare un vero asse di rigenerazione del centro”.
Giuliani richiama quindi anche il rapporto con Sapienza: “L’amministrazione Celentano ha fatto una scelta importante, mettendo a disposizione dell’Università immobili strategici come l’ex Garage Ruspi e parte dell’ex Banca d’Italia proprio con l’obiettivo di rafforzare la presenza universitaria e portare studenti nel cuore della città. Una scelta che condividiamo e che adesso deve produrre risultati sempre più misurabili”.
L’accordo per i due immobili è stato sottoscritto nel febbraio 2025 e nell’aprile scorso Sapienza ha illustrato in Consiglio comunale lo stato dei progetti del Polo pontino.
“Non si tratta di mettere Sapienza sul banco degli imputati, ma di fare un passaggio successivo. Vorremmo conoscere con chiarezza quali nuovi corsi siano stati effettivamente attivati o programmati a Latina, come stiano evolvendo le iscrizioni, quanti studenti in più la città riesca ad attrarre e quali ulteriori attività possano essere portate nel centro urbano. Latina sta investendo molto sul rapporto con Sapienza ed è giusto che questa collaborazione produca una crescita reciproca: l’università deve essere sempre più parte della città e la città sempre più parte dell’università”.
Infine, Giuliani richiama il coinvolgimento dei privati. “Sappiamo perfettamente che le casse comunali non consentono di immaginare che ogni esigenza venga risolta semplicemente aumentando la spesa pubblica. Per questo bisogna creare le condizioni affinché imprese, fondazioni, associazioni e sponsor privati possano investire più facilmente nella cultura cittadina. Oggi troppo spesso chi sarebbe disponibile a sostenere un’iniziativa si scontra con procedure, tempi e costi che finiscono per scoraggiarlo. Bisogna semplificare e costruire formule di partenariato chiare e trasparenti”.
“L’allarme della direttrice, quindi, può diventare un’occasione. Non limitiamoci a chiederci dove trovare qualche migliaio di euro in più. Chiediamoci che museo vogliamo avere nei prossimi dieci anni. Il Cambellotti è un unicum per Latina e, nella prospettiva del Centenario, può diventare uno dei luoghi simbolo attraverso cui raccontare la nostra identità. Per farlo servono risorse, certamente, ma soprattutto programmazione, apertura alla città, università, privati e la capacità di portare dentro quelle sale molte più persone”.
